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Kerr Philip - A fuoco lento | Buenos Aires, 1950. Costretto a fuggire sotto falso nome perché erroneamente ricercato dagli Alleati come criminale di guerra, Bernie Gunther - il popolare detective protagonista della serie 'Berlin Noir', convinto antinazista arruolato forzatamente nelle SS e vittima di uno scambio di persona - sbarca sotto falso nome con Adolf Eichmann nella capitale argentina. Ricevuto dallo stesso Perón e dalla moglie Evita, Gunther svela la sua vera identità e viene riconosciuto dal capo della polizia locale come il famoso investigatore berlinese e costretto a mettersi al lavoro sul brutale omicidio di una giovane e sulla scomparsa di una ragazza appartenente a un'importante famiglia tedesco-argentina. Le modalità del feroce delitto a sfondo sessuale, identiche a due casi irrisolti sui quali Gunther ha indagato negli anni Trenta a Berlino, e l'appartenenza della ragazza scomparsa all'alta borghesia tedesco-argentina filonazista, paiono indicare che le indagini vadano condotte all'interno della numerosissima colonia dei rifugiati nazisti, e quindi Bernie Gunther sembra l'uomo perfetto per infiltrarsi in quel mondo spietato di criminali avventurieri che nascondono il proprio passato.
renny68 (02-02-2009) La serie noir berlinese si conferma uno dei migliori prodotti gialli d’ambientazione degli ultimi anni. In questa “escursione” argentina, che indaga sui rapporti tra nazismo e peronismo e soprattutto sulla “grande fuga” dei gerarchi tedeschi verso il Sudamerica, dopo la guerra, Kerr centra ancora una volta la descrizione molto particolareggiata dei caratteri dei personaggi, e non si tira neppure indietro di fronte alla necessità di rendere sulla pagina le figure di Evita e di Peron, lasciando trasparire una feroce critica sull’Argentina di quegli anni, ma senza scadere nella caricatura. Come sempre indovinata, tra cinismo e ironia, la figura di Gunther, protagonista a tutto tondo. In sostanza un ottimo libro, davvero ben scritto e tradotto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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