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Millás Juan J. - Il mondo | In questo vero e proprio romanzo di formazione compaiono personaggi indimenticabili: come il Vitaminas, l'amico bambino il cui padre è un informatore della polizia franchista; o la piccola María José, l'amore infantile che poi il protagonista, scrittore ormai famoso, incontrerà di nuovo in occasione di una conferenza americana. E ci sono scene non meno memorabili: la visita al "quartiere dei morti", vero e proprio aldilà della strada; l'ambiente opprimente dell'istituto scolastico, metafora del grigiore vessatorio della società spagnola di quegli anni; il bellissimo episodio finale delle ceneri dei genitori. A Millás non interessa raccogliere i suoi ricordi come per un'autobiografia, ma mostrarli nella loro inevitabile compenetrazione con il presente, ceneri anch'essi di un passato che è impossibile disperdere. Un romanzo in cui l'infanzia e l'adolescenza del protagonista riemergono improvvise e prepotenti a fornire le tracce di un presente che resterebbe incomprensibile senza di esse. È il mondo della strada di casa, a Madrid, dove il bambino Millás andava a giocare e dove cominciavano a delinearsi le sue speranze e le sue angosce di uomo maturo; un mondo che con il passare degli anni, mentre sempre più si dilata in una geografia molto più vasta, ritorna inevitabilmente alle sue origini, perché la strada di casa si rivela alla fine essere "un'imitazione, un ritratto, una copia, forse una metafora del mondo".
mila (28-07-2009) Ho letto quasi tutti i libri di Millàs pubblicati in Italia. Quest’ultima lettura, anche se tanto acclamata dalla critica, mi ha lasciato perplessa. Millàs racconta alcuni episodi della sua vita con l’intento di spiegarci che cosa e chi lo ha portato a diventare uno scrittore, racconta della povertà della sua famiglia, dei suoi genitori e dei suoi amici, delle sue esperienze adolescenziali di oggi che è un autore affermato. Sono, quindi, sempre presenti quei temi degli altri romanzi dell’autore: l’incomunicabilità tra le persone, la sofferenza e la solitudine del protagonista, la difficoltà di crescere e di affermarsi, l’influenza delle nostre origini e delle nostre esperienze. Questa volta però il tutto mi ha convinto meno e a tratti mi ha anche un po’ annoiata. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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