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"In questo volume, frasi memorabili di celebri personaggi - spesso, ma non sempre "professionisti" della parola scritta - sono associate a opere d'arte in cui si celebrano il piacere ma anche la fatica e il mistero della lettura. Forse qualche abbinamento potrà apparire irriverente, ma lo scopo è soprattutto quello di osservare l'impressionante coerenza dei concetti e delle immagini sulla lettura, dall'antichità ai giorni nostri. Analogie, rimandi, incroci che forse si possono riassumere in un'unica frase: grazie alla lettura l'umanità osserva e riconosce se stessa, riflessa in uno specchio che attraversa, serenamente e fiduciosamente, le barriere del tempo e dello spazio." (dalla prefazione)
Piero Giombi (08-04-2011) Il quadro che mi ha più colpito è quello di Stalin che legge un libro. Mi ha fatto pensare che anche i peggiori tiranni desiderano istruirsi.
Peccato che, secondo le statistiche ISTAT, trenta milioni di italiani non hanno letto un libro nell'ultimo anno. Sono peggiori di Stalin ?
Mah. Comunque non tutti i libri meritano di essere letti (la frase non è mia, ma di Schopenhauer) e non consiglierei di fare le stesse letture di Stalin. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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