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Da millenni il passo felpato del gatto accompagna il cammino degli uomini. Da millenni poeti e artisti ne colgono il profondo senso estetico e il magnetismo interiore. Dolcissimo predatore, nobile e inafferrabile, adorabile canaglia, pigro fino all'inerzia ma pronto allo scatto in un repentino passaggio sonno-veglia, il gatto ama i paradossi: č l'animale domestico che non si lascia addomesticare. Anche quando sonnecchia nasconde l'istinto della tigre. Queste contraddizioni feline ricorrono abbondantemente nelle immagini dell'arte, attraverso un arco espressivo che va dal terrore scaramantico provocato dal gatto nero a schiena inarcata e col pelo irto, fino alla pių assoluta, morbida dolcezza del micio addormentato, quieto e sognante. Eppure, nonostante le differenze di contesto e di interpretazione, forse l'aspetto pių inquietante e rivelatore consiste nella assoluta coerenza con cui il gatto attraversa i secoli, sempre uguale e fedele solo a se stesso.
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