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Dobraczynski Jan - Deserto. Il romanzo di Mosè |
La figura maestosa, torreggiante di Mosč, dalle pagine bibliche č trasmigrata pių volte nella letteratura, ha sedotto pittori e scultori, attratti dal cammino della sua spiritualitā. Sono proprio i percorsi talora lenti e perplessi, e i nodi critici di questo viaggio interiore, coniugato con l'evoluzione della religione stessa d'Israele, ad apparire in questo romanzo dell'autore dell'Ombra del Padre. In parallelo, il deserto č teatro degli itinerari umanamente incomprensibili di Israele - popolo consacrato al culto di Jahvč, il "Dio geloso" dei padri - custode, nonostante le continue infedeltā, della promessa che gli ha assegnato la terra di Canaan. Č il deserto che la "prima generazione" uscita dall'Egitto odia e rifiuta, e che la "seconda generazione" nutrita dal "cibo del cielo", non si risolve, pur continuando a detestarlo, ad abbandonare per affrontare la lotta con le popolazioni cananee. In mezzo a una folla di personaggi - i capi delle tribų, alcuni dei quali vigorosi e ardenti guerrieri; Aronne, Eleazaro, il levita intransigente Finees, l'"integralista" Giosuč, i faraoni Tutmosi e Amenofi ii, i prėncipi della Terra Promessa come Balak, l'indovino Balaam, selvaggiamente estatico, le donne cesellate con finezza, quali Noa e Uta, si staglia Mosč, l'"amico di Dio"; in lui la religiositā ebraica rivela infine, attraverso tempeste di dubbio, una consonanza con la misericordia infinita di Jahvč, che prelude alla novitā cristiana.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788837214913
Deserto. Il romanzo di Mosè
La figura maestosa, torreggiante di Mosč, dalle pagine bibliche č trasmigrata pių volte nella letteratura, ha sedotto pittori e scultori, attratti dal cammino della sua spiritualitā. Sono proprio i percorsi talora lenti e perplessi, e i nodi critici di questo viaggio interiore, coniugato con l'evoluzione della religione stessa d'Israele, ad apparire in questo romanzo dell'autore dell'Ombra del Padre. In parallelo, il deserto č teatro degli itinerari umanamente incomprensibili di Israele - popolo consacrato al culto di Jahvč, il "Dio geloso" dei padri - custode, nonostante le continue infedeltā, della promessa che gli ha assegnato la terra di Canaan. Č il deserto che la "prima generazione" uscita dall'Egitto odia e rifiuta, e che la "seconda generazione" nutrita dal "cibo del cielo", non si risolve, pur continuando a detestarlo, ad abbandonare per affrontare la lotta con le popolazioni cananee. In mezzo a una folla di personaggi - i capi delle tribų, alcuni dei quali vigorosi e ardenti guerrieri; Aronne, Eleazaro, il levita intransigente Finees, l'"integralista" Giosuč, i faraoni Tutmosi e Amenofi ii, i prėncipi della Terra Promessa come Balak, l'indovino Balaam, selvaggiamente estatico, le donne cesellate con finezza, quali Noa e Uta, si staglia Mosč, l'"amico di Dio"; in lui la religiositā ebraica rivela infine, attraverso tempeste di dubbio, una consonanza con la misericordia infinita di Jahvč, che prelude alla novitā cristiana.
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