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George Stefan - La stella dell'alleanza |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Reininger, A., L'Indice 1988, n. 9
Il fatto che Stefan George sia rimasto nella vita culturale italiana del dopoguerra un autore esoterico, non è certo da ricondurre unicamente alle difficoltà di traduzione, perché anche in Germania i tentativi della critica accademica, e quelli più recenti dell'editoria, di assicurare a George una maggiore presenza nella coscienza dei lettori contemporanei non sembrano coronati da grandi successi. Quando si ripropone uno dei testi più difficili di George, come "Stella dell'alleanza", è quindi un dovere ineluttabile riflettere sui motivi della rimozione collettiva di un poeta che nei primi decenni del secolo entusiasmò la gioventù tedesca. La curatrice ha solo sfiorato questa problematica, ricostruendo con dovizia di dettagli la situazione storica entro la quale i versi del poeta operarono. Il merito della traduzione consiste soprattutto nella sua letteralità, che assicura un testo aderente all'originale, almeno per ciò che riguarda il significato. Il linguaggio di George è però spesso più oscuro, ambiguo e anche contorto, la parola sacra imita l'oscurità oracolare e fa continuo ricorso a materiali linguistici antiquati. La traduttrice si è resa conto dell'impossibilità di rispettare questo livello semantico e si è limitata con modestia a un servizio di supporto. Ne risulta una traduzione di ottima leggibilità, in un italiano moderno che rinuncia alla pesante eredità della retorica ottocentesca.
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