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Gregory Richard L. - Enciclopedia Oxford della mente |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Fasolo, A., L'Indice 1992, n. 8
Le voci sono di varia estensione (in alcuni casi rappresentano brevi biografie di studiosi o definizioni relativamente sintetiche di un fenomeno, di una teoria), ma spesso assumono il carattere di un breve saggio autonomo. Sono particolarmente ricchi di stimoli intellettuali alcuni testi dedicati a temi centrali della psicologia, quali il rapporto mente-corpo, le percezioni e le illusioni sensoriali, il linguaggio, la mente nell'infanzia. Una parte importante dell'enciclopedia è dedicata alla neurologia e alle neuroscienze, nel tentativo di innestare le conoscenze biologiche nel grande corpo dottrinale della psicologia. Il tentativo appare meritevole, ma nel complesso non è riuscito, poiché le varie metodologie coesistono senza una reale integrazione. Certo alcune voci su argomenti neurobiologici (ad esempio quella relativa alla memoria) recepiscono l'esistenza di metodologie e di ipotesi in conflitto fra loro, ma in generale le tematiche biologiche appaiono povere di quello spessore speculativo e problematico, che caratterizza invece le voci dedicate alla psicologia classica. L'opera originale è apparsa nel 1987, ma la sua concezione è certo più vecchia di qualche anno. Questa "datazione" aiuta a spiegare in parte i limiti dell'enciclopedia, mentre altre carenze sembrano essere delle vere idiosincrasie: la voce 'sociobiologia' rinvia a 'etologia', dove solo si accenna alle tematiche sociobiologiche e si dà un'immagine dell'etologia nel suo complesso a dir poco riduttiva. Altri recensori hanno fatto osservare i limiti con i quali sono sviluppate varie tematiche neurofisiologiche, l'assenza di riferimenti alle teorie del darwinismo neurale, l'insufficiente riflessione sulle basi biologiche delle emozioni. L'adattamento italiano ha portato alla revisione di alcune voci biografiche ed all'eliminazione delle bibliografie ormai "invecchiate" poste al fondo dei singoli argomenti. La scelta è comprensibile, ma impedisce di datare i riferimenti culturali degli estensori delle differenti voci. Del tutto incomprensibile è l'eliminazione dei nomi degli autori dei singoli contributi. Il lettore italiano perde così l'occasione di valutare l'importanza di alcune voci chiave, e nello stesso tempo di comprenderne la militanza di parte, dovuta proprio all'autorevolezza dell'estensore (Skinner, Gregory, Luria, Chomsky, Quine, Cooper, Ayer, ecc.).
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