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Ongaro Alberto - La taverna del Doge Loredan |
A Venezia, in un'antica palazzina, Schultz, editore e tipografo di discreta fama locale, è intento alla ricerca di un manoscritto scomparso, finito chissà come in cima a un armadio. Ma tra polvere e vecchie lettere, ecco emergere un libro misterioso, privo di titolo e nome dell'autore. Gli basta dare un'occhiata alle pagine scure e ammuffite per essere trascinato in un mondo antico, fatto di intrighi, duelli, amori e tradimenti. La storia che si snoda davanti ai suoi occhi è ambientata a Londra quasi due secoli addietro e ha per protagonista Jacob Flint, un giovane gentiluomo inglese con la passione per le mogli altrui. Tuttavia Schultz vi avverte inquietanti analogie con la propria vita, come se il testo scritto tanto tempo prima parlasse di lui.
Recensioni 1 - 20 di 28 recensioni presenti. Media Voto: 3.57 / 5Mariano mgiamet@tin.it (17-12-2007) Per quanto non si comprende il giudizio iperbolico di D'Orrico (come d'altronde per molte delle sue critiche),questo è sicuramente un gran bel libro,forse a tratti difficile nella trama e soprattutto nello stile;tuttavia geniale è l'idea di base,quella del romanzo nel romanzo,ed il loro intrecciarsi e sovrapporsi,con il lettore che diventa personaggio.
Ammaliante,ottocentesca,a volte fantastica la storia di Flint,cerebrale ed impegnativa quella di Schultz e tuttavia tale contrasto avvince anzichè allontanare.
Unico il finale:come nel racconto africano la conclusione è affidata al lettore;se Schultz immagina il proprio finale ciascun lettore potrà immaginare il suo e magari ritrovare la propria storia segreta. Voto: 4 / 5 |
Michele (27-08-2007) Originale di sicuro! E' ovvio che un minimo impegnativo lo é, ma non si possono saltare pagine solo per vedere come finisce il "libro nel libro", così facendo se ne perde l'essenza. E' vero che il finale forse non é granché, comunque senz'altro molto appropriato al resto del libro! Il punteggio intermedio é motivato da ciò, oltre che dalla punteggiatura praticamente inesistente...già non é un libro così immediato, se poi l'autore(?) ci complica la vita anche non mettendo virgole e punti! Consigliato a chi, come me, é in un momento di "stasi da lettura". (Non trovavo più nulla che fosse anche solo leggibile).
Voto: 3 / 5 |
marta (07-07-2007) come si fa a dire che questo libro è noioso?!? forse è un po' "difficile" all'inizio, nel senso che non si capisce subito bene com'è organizzato il tutto... ma appena si entra nel meccanismo, beh, è davvero avvincente! paso doble è una macchietta, come del resto molti personaggi... simpatici dick e severino!avrei voluto un finale diverso, ma comunque resta un bel libro! Voto: 5 / 5 |
Josie (09-03-2007) Io credo che Ongaro abbia dimostrato abbastanza di aver letto "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Calvino, e di aver recepito Jenette a tal punto da volerlo squadernare in tutta la sua casistica. Ho notato una forte ostentazione delle sue conoscenze, nonché l'intenzione marcata di trasgredire e imbarazzare a tutti i costi sulla questione sesso. Un buon esercizio accademico, direi, utile per una lezione di narratologia. Voto: 3 / 5 |
elisa*** (12-02-2007) ma che brutto, non si capisce niente, non sono nemmeno riuscita a finirlo tanto e' insensato. Voto: 1 / 5 |
art (01-02-2007) Libro un po' piatto e in fondo noioso. A volte l'autore sembra lasciarsi trasportare da una specie di autocompiacimento per quella che può essergli sembrata una forma di scrittura inconsueta e originale, in realtà gira solo attorno ad un racconto che non riesce a far decollare. Voto: 2 / 5 |
tittirossa (13-11-2006) Assegno 1 di voto perchè 0 non è disponibile. L'ho comperato e letto sull'onda di due entusiastiche recensioni (D'Orrico e Placido): non mi fiderò mai più, se non per fare il contrario. Imbarazzante, è il meno che si possa dire per questo pasticcio narcisistico senza capo nè coda. Da metà circa ho saltato a piè pari tutto ciò che non era "il manoscritto": prevedibile, noioso, senza il minimo pathos, sciatto. Se volete leggere qualcosa di superlativo relativo all'Europa del 700 ed a Venezia, vi consiglio Storia della mia vita di Casanova: 3 volumi indimenticabili. Ongaro potrebbe correggergli le bozze, ed imparare a scrivere. Voto: 1 / 5 |
Pasquale punto_ufficio@hotmail.com (05-10-2006) Storie che si intrecciano,personaggi che vivono in un libro senza saperlo o solo intuirlo!?
E poi alla fine compare l'autore e con impeto magico regala al vero soggetto l'amore di Nina donna misteriosa e sfuggevole.
Davvero originale ma rimprovero all'autore in alcuni passi un'eccessiva tendenza ad atti scabrosi e impudici. Voto: 4 / 5 |
giovanni (18-05-2006) Libro geniale, strutturato su più piani interconnessi tra di loro. La scrittura, poi, tutt'altro che pesante, è di altissima qualità. Peccato non saperlo apprezzare Voto: 5 / 5 |
laura (18-03-2006) Libro difficile, che ho letto solo per metà, ovvero la parte del libro ritrovato, saltando in pieno -da un certo punto in poi-quella delle elucubrazioni mentali dell'editore...che dire!
A volte grottesco (vedi episodio dell'ago bussola umana...!!), altre più intenso, ma tutto sommato un libro arzigogolato, senza poi alla fine un senso.
Non mi è piaciuto, anche se la storia era comunque coinvolgente, ma resa in un modo talmente astruso, da renderla incomprensibile.
Voto: 1 / 5 |
alessandro alexlatorre69@hotmail.com (16-02-2006) ...non sono riuscito a finirlo,
lento, complicato, trama astrusa e difficile, eccessivamente ricercato(quasi forzato), mi sono veramente annoiato...non capisco le lodi a questo libro! Voto: 1 / 5 |
Francesca (21-12-2005) Delusione. Non mi è piaciuto. L’ho trovato senza capo né coda. Mi sono annoiata parecchio, ma proprio parecchio. Sono arrivata alla fine solo per la mia cocciutaggine. Il cosiddetto “mitico” finale mi è sembrato (ma questo vale anche per tutto il libro) solo una bolla di sapone. Mi erano invece piaciuti molto La partita e soprattutto Il segreto dei Segonzac. Voto: 2 / 5 |
andrea blunemesi@email.it (26-09-2005) Sono d'accordo con fabio: libro che offre veramente poco, direi noioso più si che no. Tanto avevo amato e mi ero gustato Il segreto dei Segonzac, tanto ho trovato brutto questo. Che peccato vorrei leggere qualche altro libro di Ongaro ma questo mi ha troppo deluso. Voto: 2 / 5 |
giancarlo giancarlo.trabatti@fastwebnet.it (02-09-2005) Un bel libro originale e che a tratti mi ha ricordato " L'ombra del vento " di Zafon.
Purtroppo pero' per me non raggiunge il massimo dei voti.
Comunque rimane una buona lettura. Ciao Voto: 4 / 5 |
M. Elena fatalbe5@hotmail.com (09-06-2005) Coinvolgente. Un libro dalle mille sfaccettature. Cambi d'epoca, personaggi inventati al momento che si intrecciano con gli attuali. Il mistero, la passione: ingredienti sempre efficaci in un libro. Divertente: con queste frasi in anglo-veneziano, francese, spagnolo. Per non parlare di quelle "viscide metafore", che fantasia!! E Paso Doble? Un simpaticone, lo vorrei come mio vicino di casa.
Come può non piacere un libro così?
Come può non interessare un libro senza titolo trovato in cima ad un armadio? Voto: 5 / 5 |
Angelica Vecchiarino candyfloss@virgilio.it (20-05-2005) è un libro assurdo ma talmente intrigante da lasciare senza fiato...stasera ho iniziato a leggerlo per la quinta volta e non mi stancherà mai: ogni volta che lo rileggo ho l'impressione di trovarvi un nuovo sapore, nuovi particolari...nonostante il liceo mi impegni molto cerco sempre di ritagliarmi qualche ora per leggere...e la taverna del doge loredan merita tutto il tempo che posso! Voto: 5 / 5 |
luciano comida luciano.comida@libero.it (14-05-2005) La prima volta l'ho letto nel 1980, quando uscì da Mondadori. Da allora me lo sono divorato cinque volte. Con una soddisfazione sempre crescente : credo che pochi romanzi italiani abbiano questa vitalità. Perchè nella TAVERNA si trovano tantissime cose : avventura travolgente, gusto del fantastico, carnalissimo erotismo, raffinate riflessioni sulla letteratura, vertiginosi scambi di ruolo tra autore e lettore, un amore struggente per il romanzo e per la fantasia. Insomma, circola nella TAVERNA la fresca e inebriante aria della libertà.
E poi, se vi piacerà questo libro, cercate le altre opere di Alberto Ongaro : conoscerete un grande romanziere che si è sempre rifiutato di adeguarsi alle mode e farete delle scoperte sorprendenti. Vedrete quello che vi offriranno libri come IL SEGRETO DEI SEGONZAC, LA PARTITA, LA STRATEGIA DEL CASO, RUMBA, UN ROMANZO D'AVVENTURA, IL SEGRETO DI CASPAR JACOBI, HOLLYWOOD BOULEVARD, L'OMBRA ABITATA, PASSAGGIO SEGRETO, LA TERRA DEGLI STREGONI. Voto: 5 / 5 |
walter chiereghin walter.chiereghin@virgilio.it (06-05-2005) Una delle letture più coinvolgenti che mi sono capitate negli ultimi anni, una storia, due storie, una pluralità di storie intrecciate nella narrazione di una notte di lettura (leggetelo anche voi in una notte insonne!). Intersezioni tra realtà ed immaginazione, due piani di svolgimento dell'azione, un romanzo ottocentesco incastonato dentro un grande romanzo tipicamente novecentesco, una storia che non risente di pause, decine di personaggi realistici e fantastici, ciascuno con le sue ambivalenze, un unico asse di rotazione, la percezione del femminile da parte dell'uomo, vissuto in ogni sua sfaccettatura.
Il romanzo di un Maestro. Voto: 5 / 5 |
Ale ale_tonello@libero.it (31-03-2005) Non lo si può certo definire un capolavoro, ma "La taverna del Doge Loredan" vale sicuramente la pena di esser letto almeno per il fatto di esser assolutamente bizzaro e fuori dal comune. Tale è la confusione che l'autore riesce a creare da non renderti più capace di comprendere quale storia tu stia seguendo; anzi, addirittura facendoti a tratti arrestare la lettura per chiederti (sembra impossibile) se anche tu stesso non faccia veramente parte del romanzo! Voto: 3 / 5 |
abele (27-03-2005) C'è tutto ciò che deve avere un bel libro, trama, storia, personaggi, dialoghi, ritmo e intrigo.
Forse un eccessivo uso del sesso come meccanismo letterario risolutore, però sotto Pasqua si perdona. Andatevelo a leggere, Fabio forse tu dovresti rileggerlo! Voto: 4 / 5 |
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