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Marinina Alexandra - La settima vittima | Anastasija Kamenenskaja della polizia criminale e la sua amica giudice Tatjana sonon ospiti di una trasmissione televisiva sulle donne che fanno lavori cosiddetti maschili. Nel corso della diretta, tra il pubblico, un ragazzo, pagato da un anonimo, solleva un foglio con la scritta "Indovina dove incontrerai la morte?". Da quel momento, uno dopo l'altro, una serie di omicidi insanguina Mosca. Le vittime sono barboni, emarginati, handicappati, e sul cadavere di ciascuna viene trovato un pesce di ceramica che divora un bambolotto. E ogni volta, l'assassino sfida apertamente la polizia. Scoperto per caso che il pesce è un riferimento al pittore fiammingo Bosch, il sospetto principale diventa uno studioso, ammiratore dell'artista, che anni prima aveva perso un figlio in un'operazione di polizia. Ma le cose non possono essere così semplici, e più i cadaveri aumentano, più fitto si fa il mistero. Alla quarta vittima appare evidente che il filo conduttore degli omicidi sono i sette peccati capitali e che il film "Seven" è la fonte ispiratrice dell'assassino. Mancano dunque tre vittime all'appello: chi sarà la settima?
Media Voto: 1.75 / 5eugenio papini eugeniopapini@hotmail.com (20-12-2011) Irritante noioso. Un libro senza nessun senso scritto male nessun pathos i personaggi banali. Dialoghi che sembrano artefatti tempo perso Voto: 1 / 5 |  |  |  |
laura (23-04-2008) Sarà che non me ne perdo uno e mi sono affezionata ai personaggi, io ho apprezzato molto quest'ulitmo libro della Marinina, contrariamente a quelli immediatamente precedenti. Peccato solo che non sia veramente l' ultimo e che vengano pubblicati in disordine. Una cosa che non ho mai sopportato ma tanto più grave quando si tratta di libri scritti in serie. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sara (03-01-2008) A partire dal mal sfruttato escamotage del racconto fatto direttamente dai personaggi in prima persona, alternandosi, la Marinina incastra un errore dopo l'altro. Ci fa capire a un terzo del libro chi è l'assassino e poi ci fa sgranare gli occhi di fronte ad una serie di vicoli ciechi in cui si ficcano i detective.Il serial killer racconta in diretta non il suo iter omicida, bensì i suoi matrimoni falliti e solo alla fine spunta l'alba della deviaizone psicologica che chiarisce la x della serie di delitti.I personaggi in genere sono poco credibili, senza spessore, i dettagli incoerenti e, chiuso il libro, si resta con un certo sapore di insoddisfazione.Niente suspence e lettura passiva, senza che ci venga data l'occasione di ragionare accanto agli investigatori.E in Russia è un idolo. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Mauro (26-12-2007) Più che un thriller sembra il manuale della famiglia del poliziotto, o poliziotta come in questo caso.Niente adrenalina,poca azione,personaggi stucchevoli,motivazioni ridicole.Ho notato la vasta produzione di questa autrice,se son tutti così.....
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
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