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Cervo Guido - La legione invincibile | 276 d.C. L'impero romano vive uno dei suoi momenti più drammatici della sua storia. Dopo aver rotto il confine renano, orde di barbari hanno occupato le Gallie e messo in ginocchio l'esercito imperiale. I recenti successi della XXII legione del legato Valerio Metronio hanno portato una tregua, ma la situazione che Valerio deve affrontare è disastrosa. Nel timore dell'inevitabile riscossa di Roma, decine di migliaia di barbari si stanno ritirando verso il Reno per sfuggire all'avanzata dell'armata guidata dall'imperatore Probo. In un clima di spasmodica attesa, Valerio e Idelnia, i barbari Bodomar e Murel, la bella Docinia e tanti altri personaggi intrecciano i loro destini mentre si prepara la resa dei conti definitiva.
19 recensioni presenti. Media Voto: 4.42 / 5Alessandro-tax (17-12-2007) Prima di tutto voglio fare i complimenti al signor Cervo, perchè nei suoi libri è riuscito a descrivere le caratteristiche sia sociali che militari del periodo della Roma antica con estrema efficacia.Consiglio di leggere la trilogia:"Il legato romano", "La legione invincibile" e "L'onore di Roma" il quale purtroppo ho ottenuto dopo mesi di attesa e perciò non ho ancora terminato e nonostante promette bene.Dei tre quello che mi ha emozionato di più è il secondo:fantastico il passaggio dove viene descritta la battaglia tra l'armata di Probo e le popolazioni germaniche.
Bellissimo è anche "Il centurione di Augusto", libro nel quale viene trattata la disfatta dei romani nella foresta nera,leggendolo si può provare le stesse senzazioni degli uomini delle legioni, inoltre si potrà apprezzare l'esempio di onore dei legionari.
Infine riconsiglio di leggere la legione invincibile perchè è un'ottimo libro. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Eros ersimon@tiscali.it (28-08-2007) Bellissimo, bravo Cervo. Anzi io ritengo che questo dal punto di vista dell'azione sia ancora migliore del Legato Romano; sarà per la presenza dell'Augusto Probo o dei vari personaggi abilmente caratterizzati ma "La Legione Invincibile" l'ho divorato in 3 giorni.
Per non parlare poi de "L'onore di Roma"
Ne vale veramente la pena leggerla. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GIUSEPPE DICHIARA (29-01-2007) HO LETTO TUTTI I LIBRI DI CERVO (AD ECCEZIONE DELLA LEGIONE INVINCIBILE CHE NON SI TROVA) E MI SONO PICIUTI MOLTO, IN PARTICOLARE IL LEGATO ROMANO.
pER COMPLETARE LA SAGA QUALCUNO POTREBBE DIRMI COME E QUANDO POSSO TROVARE LA LEGIONE INVINCIBILE?
GRAZIE Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo Nap paolomerican@hotmail.it (05-02-2006) La mia non è una recensione, ma una "disperata" richiesta di aiuto alla casa editrice o al signor Cervo... Sono un appassionato di storia e ho letto "Il Legato Romano" a settembre, l'ho trovato affascinante, sia nella tecnica narrativa, sia (e sopratutto) nella precisione e chiarezza con cui vengono descritti e narrati alcuni fatti storici, riguardanti un periodo travagliato della storia dell'impero romano.
Mi ha colpito particolarmente la perizia dell'autore nel descrivere costumi, culture e stili di vita delle popolazioni "barbariche" che animarono la storia europea nel periodo in questione. In seguito al legato romano ho dunque letto tutti gli altri libri pubblicati da Guido Cervo, tranne L'Onore di Roma, che ho gia acquistato, ma che non voglio leggere prima di aver letto "La Legione Invincibile" che però è introvabile sia in libreria che su internet!!! In tutte le librerie che o girato nella mia città (Feltrinelli, mondadori, fnac ecc..)nessuno è stato ingrado di darmi una spiegazione per la mancanza di questo libro dagli scaffali.. come devo fare??? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesco (22-09-2005) Non ho ancora letto questo libro, ero curioso di leggere la descrizione, non sapevo della trilogia (prima volta che sento parlare di trilogie storiche), cmq sto leggendo Il legato romano con molto piacere, in libreria ho trovato solo l'onore di Roma, spero di poter prendere presto La legione invincibile.
Fa piacere sapere che gli autori rispondono ai lettori!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
orly orlando.pasuqali1@tin.it (12-09-2005) Ho letto la trilogia e anche l'altro romanzo, ora leggerò anche "Attila". Forse perchè i romanzi storici a me piacciono ma devo fare i complimenti allo scrittore. Spero che la trilogia continui perchè mi queste letture mi appassionano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sandro B. 1969 (01-06-2005) al sig. Guido Cervo, che mi segue sotto...:-)
Sto leggendo il primo della trilogia e sono quasi alla fine. Il Legato, è piacevole nel complesso e penso che leggerò anche gli altri. L'unica perplessità che mi rimane riguarda lo stile di scrittura. Spesso i periodi sono lunghi, troppo articolati, e penso che se fossero spezzati il libro si leggerebbe molto meglio. In sé il romanzo è di buona qualità. Le immagini che si susseguono sono dettagliate, anche nel profilo psicologico dei personaggi. In alcune situazioni, tuttavia, si perde il riferimento dei personaggi minori. Solo dopo un po' che si legge si prende confidenza con i personaggi di secondo piano. Insomma i nomi alla fine sono troppi...per giunta nomi romani composti. Non giova alla memoria del lettore, questo è pur sempre un romanzo di consumo, penso che si possa migliorare. La fantasia non le manca di certo, belle immagini alcune, altre invece le trovo un po' stereotipate e scontate (un pò da romanzo d'appendice, la schiava un po' bisbetica (non troppo) domata). Buon lavoro Voto: 4 / 5 |  |  |  |
guido cervo (26-05-2005) Non ti arrabbiare, Elisabetta, e non essere impaziente: La legione invincibile è il secondo romanzo di una trilogia (il terzo, peraltro, è completamente autonomo: non lo nomino perché non si dica che mi faccio pubblicità); è vero che è la prosecuzione del Legato romano, ma credo che potrai leggerlo piacevolmente, e magari, chissà, dopo correggerai il tuo giudizio circospetto e un po' severo. D'altra parte, devi capire che il Legato e la Legione, insieme, avrebbero costituito un romanzo di quasi novecento pagine, e nessun editore avrebbe pubblicato una tale opera di un esordiente. Credo che la storia meriti la tua attenzione e ti auguro buona lettura. Ehm, dovendo dare un voto, mi pare ovvio darmi il massimo. Se non lo faccio io...! Un saluto a te e a tutti i lettori. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisabetta V. (14-05-2005) Mi permetto di dare un voto anche se il libro non l'ho ancora letto (cosa che mi accingo comunque a fare) e quindi dò un voto medio. Il fatto è che sono stufa di aver a che fare con romanzi che sono la prosecuzione di altri... E qui i casi sono due: puoi non averli ancora letti (per svariati motivi)e quindi è seccante iniziarne uno scelto a caso oppure li hai letti e rimani in appassionata nonchè snervante attesa del successivo. In entrambi i casi c'è di che scocciarsi. Mi domando perchè diavolo (a parte le ovvie motivazioni economico pubblicitarie ecc..)non scrivere un romanzo a sè stante pur mantenendo gli stessi personaggi. Eppure ce ne sono di esempi. In ambito antica Roma la Comastri Montanari o la Davis, o tanti altri in ambito medievale, ecc... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Maurizio maurid@tele2.it (29-03-2005) precisato subito che il titolo di questo romanzo storico non è molto azzeccato e che la lettura non pùo essere disgiunta dal suo predecessore "il Legato Romano", esso ne rappresenta un degnissimo seguito confermando quanto di buono il lettore aveva trovato nel precedente, amplificandone anzi la portata.
Così i personaggi, vecchi e nuovi, acquistano ancora maggiore spessore e delineatura,i riferimenti storico-militari e culturali sono pìù accentuati e magistralmente inseriti nel contesto narrativo, la scrittura è elegante ma asciutta, scevra da autocompiacimenti tipici di molti dotti autori del genere. Se un appunto si può fare è che la narrazione si piega troppo spesso ai desideri dei protagonisti, finendo per dipingere un quadro di avvenimenti la cui improbabile coincidenza spazio-temporale rasenta a volte l'assurdità, d'altra parte bisogna considerare che probabilmente l'autore ha finito per amare i vari Marcomer, Idalin, Letizia, Marsilio, Ohilin, Valerio, Bodomar, almeno quanto i suoi lettori; ma di questo noi (i lettori)non possiamo che essergliene grati. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberto (27-10-2004) Questo è un romanzo di una qualità notevole. il suo unico difetto, credo, è essere una continuazione di un romanzo precedente: è vero che c'è una certa autonomia del racconto, ma la potente influenza di quello precedente si fa sentire; per conto mio, lascerei agli autori mediocri di ricopiare dai manuali la descrizione analitica delle battaglie. L'autore vede giustamente la battaglia dal punto di vista dei suoi personaggi. Il paragone con White non è certo favorevole per quest'ultimo e lo lascerei perdere: la sua incredibile pesantezza e rozzezza lo rende imparagonabile al nostro Cervo. Credetemi: teniamoceli cari gli autori così. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
maurizio (16-10-2004) Spesso i seguiti, nei film come nei libri, non riescono benissimo. Il libro non è male, ma già il titolo è fuorviante: uno si immagina chissà che grandi battaglie, con la riscossa dei romani messi sulla difensiva dai barbari nel primo volume. In realtà le scene di battaglia sono assai limitate, anzi, non c'è una vera e propria descrizione analitica di un grande scontro: addirittura, l'unico vero combattimento della XXII legione (che sconfigge parte dei barbari non impegnati dalla truppe dell'Imperatore), non viene per niente descritto !
Comunque il libro non è male, anche perchè affronta la fase crepuscolare dell'impero romano, descrivendo scenari su cui abbiamo pochissime notizie storiche. Spiritualmente si può raccordare con i primi volumi del ciclo di Artù di Jack Whyte, in cui la "civiltà" progressivamente cede alla spinta di nuove pulsioni, dai popoli "affamati" di conquista contrapposti ad un mondo ormai sazio e decadente. Un'analogia con gli eventi attuali ?
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Amedeo merobit@tin.it (09-10-2004) Per gli appassionati di Roma Caput Mundi la Saga di Valerio Metronio Stabiano è da non perdere assolutamente.In questo secondo libro, meravigliosa e la descrizione della battaglia decisiva, descritta dal punto di vista di un barbaro che ammira il dispiegarsi delle legioni e ne segue e subisce le tattiche. Bravissimo Guido Cervo che ci fa respirare l'atmosfera di ''Roma'' mediante una prosa asciutta sempre efficace e precisa, assolutamente utile per descrivere l'anima dell'Impero romano e dei suoi degni rappresentanti. Notevole infine la precisione storica degli avvenimenti e dei luoghi geografici. Un vero romanzo storico. Un grande scrittore da seguire con attenzione. Avercene di più di narratori come lui..... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
carlo valdamer@libero.it (01-10-2004) In realtà mi trovo d’accordo soprattutto con Aurelio. Ho trovato il romanzo di Cervo avvincente e con il merito notevole di aver ambientato il racconto in una situazione storica inedita (almeno in Italia) ed affascinante. Il pezzo forte, come anche nell’altro romanzo, è senz’altro la descrizione della battaglia nella quale, tra l’altro, si intravede un notevole sforzo di documentazione storica del mondo militare antico. Semmai, a mio parere, è il gran numero e la varietà di personaggi ed episodi a rendere , talvolta,la narrazione non uniformemente intensa.
In ogni caso, trovo che nelle opere di G. Cervo, ancorché una vasta conoscenza, traspaia una vera passione per la Storia; credo che, in fondo, sia proprio questo a dare vigore alla sua scrittura.
Attendo quindi con notevoli aspettative il lavoro successivo di questo autore.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Diogene (27-09-2004) Romanzo interessante. Forse è un po' meno profondo e ricco del precedente, ma mi pare che lo superi nella scioltezza della narrazione. Magnifiche le scene d'azione. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Massimo - Bussolengo VR (10-12-2003) Non posso CHE essere d'accordo con Mauro. Buona lettura ma senz'altro inferiore alla prima opera. Un neo: insopportabile a fine libro (presente anche nel primo ben due volte) l'invito ad acquistare il seguito (ancora in lavorazione). Marketing va bene, ma non esageriamo!
M.C. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
mauro mauri tunnel2002@libero.it (16-11-2003) Il buon Guido con l'opera in commento ci regala l'atteso seguito della sua opera prima "Il legato romano". Avevo salutato molto positivamente l'esordio letterario di Cervo e la sua seconda fatica è altrettanto interessante ma si colloca purtroppo già in un gradino inferiore rispetto alla precedente. L'autore si conferma un ottimo narratore "storico" ma questa volta le vicende di Valerio, Idalin, Bodomar & C. appaiono meno intriganti e coinvolgenti. Forse l'errore è proprio quello di non aver inserito nuovi personaggi e nuove storie rispetto a quelle del primo libro ma Cervo è scusabile sol se si consideri che, considerato il buon successo riscosso con la prima opera, egli stesso può essersi convinto semplicemente a continuare la narrazione delle trame connesse ai fortunati protagonisti della prima opera. Ciò non ha giovato al secondo libro che purtuttavia ha grandi pregi, quali quelli di sempre pertinenti riferimenti storici ed una narrazione che mai annoia condita da una forma di scrittura veramente degna della più alta considerazione. Quindi, un ottimo prodotto ma un pressante invito al buon Guido a non abbassare la guardia perchè siamo suoi convinti sostenitori e ormai ci aspettiamo da lui solo "grandi" romanzi storici. (16.11.2003) Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Aurelio (15-11-2003) Direi che si tratta di un ottimo lavoro, come già buono era il Legato romano. Buona l'ambientazione storica, approfondita la psicologia dei personaggi, originale e avvincente la trama (interessante, in particolare, il parallelo tra il mondo germanico e quello romano). Spettacolari e realistiche le scene di battaglia. La prosa, esente dal manierismo narrativo di stampo anglosassone oggi imperante, è fluida e scorrevole, senza che la facilità di lettura pregiudichi lo spessore dei contenuti. Finalmente un bravo autore italiano. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Dante dante.pac@libero.it (16-10-2003) Romanzo interessante storicamente ben ambientato.
Però ho preferito il Legato Romano Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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