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Russo Carla M. - Il cavaliere del Giglio | Inizi del 1200. Firenze è dilaniata dalla guerra civile: guelfi contro ghibellini, papato contro impero. Le torri pullulano di argani e catapulte, pronte a scagliare massi sui tetti. Pur di sopraffarsi, le fazioni lanciano pece infuocata sulle dimore degli oppositori. La città brucia e il sangue scorre nelle strade. Tra i combattenti si distingue un valoroso condottiero, un brillante capo politico, un uomo con forte senso dell'onore: è il giovane Farinata degli Uberti, erede di una delle più antiche e potenti casate cittadine. E proprio Farinata a guidare le truppe fiorentine contro Siena, l'acerrimo nemico di sempre, e a condurle al trionfo da una situazione che pareva disperata. È ancora lui a far garrire i gonfaloni del Giglio sul colle a ridosso delle mura senesi e, dopo la vittoria, a risparmiare la città prostrata. Ma forse a influenzare l'impavido guerriero, lo stratega imbattibile, è stato l'incontro, nel momento più feroce della battaglia, con l'unica donna in grado di tenergli testa, la bella Adeleta, fierissima senese, che invece di fuggire dal nemico e rinchiudersi come le altre tra le mura della città, ha reciso la sua folta chioma, ha impugnato le armi e ha combattuto strenuamente fino alla fine. Due anime intrepide e pugnaci che non potevano che innamorarsi e legarsi per sempre. Ma il più grande amore di Farinata resta Firenze e la fedeltà ai propri ideali.
19 recensioni presenti. Media Voto: 4.73 / 5Rita Belloni (29-08-2011) Bellissimo romanzo. L'ho letto 2 volte consecutive in una settimana. Non sono un'amante dei romanzi storici però quelli della Russo riesco a leggerli benissimo senza annoiarmi, perché la trattazione è molto lineare e leggera cioé l'autrice scende nei particolari senza essere pedante. Finora ho letto La sposa normanna e Lola nascerà a diciotto anni. E' una bella gara decidere qual è tra questi il migliore. 5 pieno a tutti e tre i romanzi. Brava Carla! Aspetto il Tuo prossimo romanzo storico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mario (26-11-2010) Il mio libro preferito tra quelli dell'autrice. un grande romanzo, di straordinaria attualità. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
DANILO INGROSSO info@domusimmobiliarebrindisi.it (30-06-2010) Sono un appassionato di romanzi storici.
Questo è il secondo romanzo che leggo scritto dall'autrice (il primo è stato l'Amante del doge, molto bello).
Il cavaliere del giglio è un gran bel libro. Ambientato in un momento storico sicuramente affascinantee intricatissimo, si riesce comunque a leggere in modo chiaro e lineare, riuscendo a interessare il lettore fino la fine.
Complimenti davvero.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano algenor@libero.it (12-05-2010) la profonda conoscenza storica del periodo porta il romanzo ad essere - a tratti - un po’ descrittivo. A metà tra biografia, saggio e romanzo, con prevalere, ma non così' netto di quest'ultimo. Ottima autrice italiana di romanzi storici "veri".
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ariella Nador Moccia (05-04-2010) L'autrice ha il dono di farci immergere nel tempo da lei descritto,di farci vivere le emozioni dei suoi personaggi. La storia da Lei raccontata prende vita e se i testi scolastici fossero simili ai suoi tutti amerebbero la storia, che è poi la nostra storia, la tradizione,la base per costruire il nostro futuro. mette pure in luce i difetti e i pregi umani.Brava. molto brava, mi piacerebbe organizzare un incontro con l'autrice a Melfi,(PZ)con l'associazione femminile F.I.D.A.P.A. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Silvia (06-02-2010) Più che un romanzo, è la storia romanzata della vita e soprattutto delle gesta del grande Farinata degli Uberti.
La scrittrice riesce a raccontare le vicende di questo casato (e di Firenze) senza mai renderle pesanti e noiose, rendendo anzi il romanzo scorrevole e coinvolgente sin dalla prima pagina.
Consiglio questo SPLENDIDO libro (che è entrato subito a far parte dei miei preferiti!) a tutti gli amanti del romanzo storico... e non solo!!! :) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Paolo (22-06-2009) un romanzo difficile da valutare in quanto spesso scivola nel descrittivo come fosse una cronaca; ma una cosa è sicura, mi è piaciuto parecchio, ottima ambientazione storica e ben scritto.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
carlo (28-11-2007) I commenti che mi precedono offrono una chiara idea dei contenuti e del messaggio di questo splendido romanzo storico.
Posso solo aggiungere che consigliare ad uno studente un'opera simile faciliterebbe ad abbattere quelle bariere che troppo spesso si creano nei confronti dello studio.
Fra le tante reazioni positive che la lettura del libro scatena vi è una gran voglia di riprendere libri e studi storici troppo spesso subiti e mai così apprezzati!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MAx (17-07-2007) Medio, con passaggi oggettivamente belli e ben scritti, contro scivolate da romanzo rosa su
situazioni troppo sfruttate (l'amore di due giovani appartenenti a famiglie nemiche....)
La descrizione della battaglia di montaperti non e' coinvolgente, quasi una cronaca.
Senza entusiasmo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Rodolfo (23-06-2007) Davvero un bel romanzo, ben documentato e ben scritto. Non arriva tuttavia al livello di "Cavaliere di grazia", di Franco Mimmi, forse il miglior romanzo storico di questi ultimi anni. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Livia (16-05-2007) Questa scrittrice mi piace tantissimo.
Mi auguro che torni presto a scrivere un altro romanzo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Giulia Notarangelo giulianota2002@libero.it (11-04-2007) Si tratta di un romanzo storico letterario,incentrato su di un personaggio,Farinata degli Uberti,conosciuto sui banchi del Liceo grazie alla Divina Commedia.Era un personaggio,quello dantesco,colto nel pieno della sua maturità e consapevole della sua grandezza,di un politico-guerriero,insomma.Fin dalle prima pagine ti ritrovi immersa nei vicoli di Firenze antica,catturata dalle atmosfere che l’autrice è riuscita a ricreare.Grande è la cura nella ricerca delle parole che rendono più viva la realtà del tempo.Firenze assurge in questo romanzo al ruolo di città-simbolo,dovuta anche alla sua posizione nell’universo dei comuni toscani: ci troviamo di fronte ad una sorta di imperialismo ”localistico” che si avvale dell'aiuto-appoggio del Papato o dell’Impero soprattutto per affermare la propria egemonia su altre città.Guelfi e Ghibellini,eterno dualismo di una politica di alternanza che ancora oggi viviamo da spettatori più o meno partecipi.Storie piccole e grandi,passioni di parte e passioni d’amore.Ma la vera protagonista è la politica come pratica quotidiana,che connota,come un’etichetta,e “segna”,attraverso il casato,fin dalla nascita.E’ un mantello che protegge e scopre,un titolo di vanto,un vessillo,una specie di laica religiosità che chiede continua dedizione e invade i singoli atti,anche quelli più scontati.Una politica che trascende le passioni e fa prevalere,laddove è necessario,la ragion di stato.Pace e guerra,eterno dualismo,“mito motore“ dell’esistenza umana.Armi da guerra ed apparati di pace.Un intreccio di storie che vedono protagonista Farinata.La scrittrice lo ha così preservato da un oblio a cui la controparte lo aveva condannato dopo “l’Arbia colorata in rosso”.Gli erige non un piedistallo,come aveva fatto Dante,ma quasi un altare,dando vita e spessore ad episodi che iil Sommo Poeta ci aveva fatto solamente intuire.Conferisce così maggiore umanità alla sua figura,e -grazie al suo intuito femminile e alla sua fantasia colta e raffinata-ricuce le crepe di una memoria storica distrutta dai Guelfi. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Orax (10-04-2007) Sottoscrivo pienamente i giudizi che mi hanno preceduto. Sono appassionato di storia, anche se
soprattutto di Roma antica e delle due guerre mondiali, di conseguenza leggo parecchi saggi e romanzi storici. Tra le ultime letture, quest'opera mi ha davvero colpito, pur non avendo conoscenza o passione specifiche riguardo al periodo storico attraversato. Ha saputo
risvegliare immediatamente la mia voglia di approfondire i temi medievali, probabilmente latente ma bisognosa di una "spinta"... Farinata ha egregiamente provveduto! Un romanzo che definirei elegante e pacato, a dispetto degli eventi spesso brutali che hanno segnato il destino del casato degli Uberti: il senso di ineluttabilità che grava sulle sorti della famiglia si avverte distintamente col trascorrere degli anni e delle pagine... Davvero un risultato non facile da ottenere! E, cosa che spesso passa in secondo piano ultimamente, una scrittura eccellente e gradevole: la storia è importante, ma anche il modo di scriverla! Voto massimo, nessun dubbio. Da Consigliare e regalare. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Sergio A. (28-03-2007) Mi sono imbattuto in un libro narrativamente molto gradevole, meticoloso e suggestivo nella evocazione storica, sapientemente rivista con la lente della personale sensibilità dell'autrice. Nell’ambito della letteratura contemporanea era da tempo che non leggevo un così bel romanzo. Lo consiglio vivamente.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Edoardo Guerreri studioeg@tiscali.it (26-03-2007) Impresa titanica! Decidere di raccontare la vita di Farinata degli Uberti è come fare “bungee jump” senza elastico. Nessuno si sarebbe cimentato nel raccontare uno dei momenti più complessi della storia italiana.
La mancanza di documentazione, il numero dei personaggi, la religione, la politica hanno giocato un ruolo così importante in questa storia da mettere alla prova le capacità letterarie di uno scrittore. Carla Russo sembra essserci riuscita e anche molto bene ricostruendo quel clima inverosimile di costante guerriglia urbana, di equilibri contrapposti durante i rari momenti di pace o meglio di tregua.
La politica estera di Firenze, quasi sfiorata nell’opera, si vive indirettamente attraverso i personaggi e fa brillare il protagonista tanto da farcelo amare, capire e rispettare così come ci racconta Dante e, infine, quanto la storia sia sempre così ingenerosa nei confronti dei grandi personaggi. Questi ultimi sono spesso odiati e stimati nello stesso tempo.
La fine della vita di Manente degli Uberti non segna la sua definitiva scomparsa ma il ricordo rimane così vivo nella memoria degli avversari contemporanei che i suoi resti vengono definitivamente cancellati dalla faccia della terra vent’anni dopo la sua morte. Il rapporto con la donna amata, così avventurosamente conosciuta, sembra quasi sfiorare la vita di questo incredibile personaggio che mantiene la sua lucidità mentale anche nei momenti più difficili come se sapesse sempre che decisioni prendere per sé e pere i suoi compagni ma tenendo presente il bene della propria patria comune, Firenze.
Un bravo a Carla Russo per il suo coraggio e la sua fluida capacità di muoversi in una storia così complessa.
Edoardo Guerreri
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
rossano (19-02-2007) La lettura coinvolge sempre di più mano a mano che le pagine scorrono. Mi è piaciuto molto l'intreccio, le atmosfere, la mentalità dei personaggi, la coralità delle azioni fino all'apoteosi de "l'Arbia colorata in rosso"... e poi sullo sfondo il tema dell'Italia, del rapporto tra Stato e Chiesa, dell'idea di patria e di famiglia: un controluce di molte attualità, anche se ormai è difficile distinguere i guelfi dai ghibellini... sarà un bene? chissà.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Filippo f.natali@tiscali.it (17-02-2007) SPETTACOLARE!! Avvincente ricostruzione storica di una Firenze dilaniata dalle lotte tra guelfi e ghibellini. In questo clima così convulso di aspre battaglie spicca su tutti Farinata degli Uberti ed è magistrale la narrazione perchè appassiona il lettore coinvolgendolo sin da subito e facendogli rivivere gli avvenimenti dell'epoca. Non posso che fare i complimenti alla scrittrice e consigliarlo a tutti coloro a cui piace il romanzo storico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
luciana (14-02-2007) Dopo aver letto con grande entusiasmo La Sposa Normanna della stessa autrice grande era la curiosità per questo suo lavoro, curiosità ed interesse che non sono andate deluse. Con uno stile di scrittura sciolto e piacevolissimo tratteggia la figura di questo brillante uomo politico e valoroso capitano. Di lui l'autrice ci fa conoscere il grande senso dell'onore che anima tutte le sue scelte, la sua fierezza, la grande lealtà nei confronti dei nemici che si battevano valorosamente, le sottili lotte di potere in quei tempi difficili e infine il grande amore della sua vita: Adaleta che sarà sempre nel suo cuore e nei suoi pensieri fino alla fine. Il romanzo si legge tutto d'un fiato perchè cattura l'interesse e la curiosità del lettore e fa amare questo personaggio a tutto tondo di cui poco si sapeva. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Vincenzo Ciampi vincenzo_ciampi@fastwebnet.it (31-01-2007) Opere immortali come la "Commedia" dantesca rendono immortali i loro personaggi; ne fissano per sempre il nome e il carattere; per questo, forse, a volte omettiamo di conoscere cosa effettivamente essi abbiano fatto, e perchè.
Tale è il caso di Farinata degli Uberti, che tutti "conosciamo" grazie al canto X dell'Inferno; che ricordiamo così fiero da disprezzare il luogo del suo supplizio eterno; ma del quale non sappiamo molto di più. Carla Russo ripercorre per noi la vicenda umana di Farinata, accanto a quella politica. Il lavoro di ricostruzione del complesso e sanguinoso scontro politico della Firenze di allora deve essere stato certamente gravoso, tuttavia l' Autrice ha il pregio di non trasferirne il peso nelle pagine scorrevoli di quello che resta un bel romanzo sulla vita di un uomo straordinario. Dalla marrazione si capisce perchè, dopo tutto, il vero Inferno di Farinata sia quello di non poter più lottare per la sua Firenze. Ma si possono apprezzare anche la sensibilità, la generosità e la tensione etica del personaggio: d'ora in poi, sarà difficile immaginarlo avvolto dalle fiamme infernali. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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