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Fogli Patrick - L' ultima estate di innocenza | È un'estate strana, piena di sole accecante e di temporali improvvisi. È l'estate di Lisa, che ha tredici anni e non parla. Ha smesso un giorno di febbraio. Il giorno in cui non è tornata a casa da scuola fino a notte inoltrata. Il giorno che sua madre Roberta cerca disperatamente di ricostruire, per poter finalmente colmare il muro di silenzio che da allora le tiene distanti. È l'estate di Michele Ferrara che si sveglia dal coma dopo sei mesi. E che non ricorda quasi nulla della sua vita passata. Niente dell'incidente che lo ha spedito nel buio di una notte di neve. Niente dell'uomo che era e che ritrova piano piano, scoprendo un altro se stesso che non conosce più. E che gli fa paura. È l'estate di Nicola Zanardi, che fa il fotografo e ritorna dall'Iraq. Con una donna da dimenticare, un amico morto in un attentato e una valigia scambiata che nasconde fotografie che nessuno dovrebbe vedere. E che molti vorrebbero avere. È l'estate di Giovanni Marra, poliziotto con troppi ricordi, e del corpo di una bambina che mezza Italia sta cercando, riaffiorato all'improvviso dalla terra di un parco. E di altre morti strane e sospette arrivate senza un motivo apparente a disegnare una trama difficile da decifrare. Storie che sembrano distanti tra loro, ma che si riveleranno strettamente intrecciate una all'altra. Finché ognuno dovrà fare i conti con un presente diventato troppo pericoloso.
16 recensioni presenti. Media Voto: 3.56 / 5Fran (02-10-2009) Intanto una domanda per Turco: come mai scrivi la STESSA IDENTICA RECENSIONE su tutti i siti che ti capitano a tiro? Beh ovviamente non ha importanza, era solo una curiosità, poi il servirsi di termini ricercati ci fa credere di scrivere qualcosa che un suo spessore, ma l'abito non fa il monaco.. In ogni caso, torniamo al punto: il libro. Prendiamone in esame i pro e i contro:
Contro:
- come Turco ci ripete, ci sono colossali incongruenze nelle date, e in alcuni dati, il che confonde un po' i lettore
- i personaggi sono davvero molti, i nomi con cui vengono chiamati e l'alternanza con i soprannomi rende la lettura pesante e anche in questo caso non aiuta il lettore
Pro:
- i personaggi vengono descritti così dettaglitamente, le espressioni sono così marcate e forti, che arrivano dritte al puntom al segno, A NOI. Io mi sono innamorata di Nicola, immedesimata in Lisa, pianto per Paola, provato mille mille sentimenti per Michele, dispiaciuta per Mirella ma odiato Varo Borja,ho visto in Marra la figura d'un uomo morto dentro ma costretto a vivere, e in carta un uomo che ha ancora la voglia di lottare, ed è vero che alla fine Carta sembra il ritratto di com'era marra.
- Fino all'ultima riga, fino a quelle ultime parole, maledette e stramaledette, Fogli non aveva lasciato trapelare l'identità di Varo. E l'uso del soprannome La Voce, e il momento in cui viene svelata da Lisa TUTTA la verità, meritano davvero.
Forse non è un libro scorrevole, pieno di incongruenze e a qualcuno potrà semrare superato, ma a mio parere se si vuole qualcosa da leggere per immedesimarsi, buttarsi dentro, vivere la vicenda non dei protagonisti, ma CON loro, questo è il libro giusto. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Rosa (22-06-2009) Quello che si dice " davvero un bel libro", scritto molto bene, scorrevole, intrigante; i personaggi, le situazioni, le loro emozioni ti entrano dentro e continuano ad accompagnarti, e ti ritrovi ad immaginare a come potrà continuare, a cos'altro potrà succedere, a cosa aspettarti dal paragrafo successivo. Un bel thriller con l'anima che si snoda leggero. Complimenti :-) Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fabio Festa (11-03-2009) Leggendo i commenti mi trovo d'accordo con Nico.
Diciamo la verità: ma quanti noir, gialli, thriller davvero pretenziosi ci è capitato di leggere di autori blasonati d'impotazione USA e non? sto pensando anche ad improvvisati scrittori italiani, con libri, quelli si! mattoni da ombrellone. Il successo è dato dal marketing, in molti casi.
Qui chapeau ad un autore che nulla ha da invidiare ai suoi colleghi più noti.
Questo è un gran bel thriller! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
gianmarcolotti91 gianmarcolotti91@live.it (13-11-2008) E' il primo libro che leggo di Patrick Fogli e posso dire con certezza che è incredibile, entusiasmante, fenomenale! un thriller davvero mozzafiato che prende in braccio il lettore e lo porta fino all'ultima pagina nonostante la mole del romanzo. Entra di diritto nella top ten dei libri più belli che abbia mai letto. Grazie Patrick Voto: 5 / 5 |  |  |  |
nico (25-05-2008) Ho fatto più fatica a leggere il commento di «carlo turco» che non il romanzo!!! Chiaro, dipende tutto da come e perché si legge un libro... se lo leggiamo con l'intento di squartarlo dal punto di vista sintattico (ognuno si diverte come meglio crede), allora potrebbe (e sottolineo il condizionale) avere ragione lui... se invece leggiamo per divertirci o rilassarci o lasciarci coinvolgere o anche semplicemente per passare un paio d'ore fuori dal consueto, allora questo bel romanzo assolve a mio parere degnamente il suo compito. Possiamo trovare qualcosa di meglio, sono d'accordo, ma possiamo anche trovare qualcosa di MOLTO peggio!!! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
MENDY (17-04-2008) Niente male, ma c'è di meglio.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Nicola81 nicolaceccoli@alice.it (12-04-2008) Un thriller italiano come se ne leggono raramente, capace di mettere insieme argomenti scottanti quali la pedofilia e il terrorismo internazionale senza mai scadere nella banalità o nell’assurdo. All’inizio può risultare un po’ noioso, ma poi decolla decisamente quando, poco alla volta, emergono i collegamenti tra le varie vicende e il finale è un crescendo di intensità e colpi di scena. Certo non tutto scorre lungo i binari della perfezione: ci sono forse troppe coincidenze, i personaggi finiscono con l’assomigliarsi un po’ tutti e anche lo stile di Fogli in alcuni momenti risulta troppo elaborato; in fondo la trama è già abbastanza complessa di suo e forse sarebbe stato meglio alleggerirla con una scrittura meno ricercata. Nel complesso, però, gli elementi positivi prevalgono su quelli negativi e quindi penso che leggerò anche il primo romanzo di questo bravo autore. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Francesco Santorio (07-10-2007) Lentamente prima di morire( il libro precedente do Fogli) era un'altra cosa. Frammentato, caotico, poco credibile a volte addirittura noioso. Fogli ha toppato. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
marta (29-08-2007) Concordo assolutamente col commento di Carlo!
Di 572 pagine se ne salvano 150! Stile narrativo frammentario e confuso che ottiene l'effetto di irritare più che avvincere, intercalato da frasi con velleità poetiche tanto artificiose quanto fuori luogo.
Anche dal punto di vista strettamente "giallistico" direi che il colpo di scena finale non è così clamoroso da non potersi intuire ben prima della fine.
La trama ha il sapore di una macedonia in cui l'autore ha voluto mescolare troppi gusti: Iraq, Kosovo, Osama Bin Laden, pedofilia, corruzione politica, pirateria informatica e pericoli dei videogames : francamente un po' troppo per non risultare indigesto. Insomma ho letto di meglio! Voto: 2 / 5 |  |  |  |
PEPPE (14-06-2007) i personaggi sono bel caratterizzati ma eccessivamente"tormentati".
la narrazione è appassionante e suggestiva ma forse eccessivamente poetica tenendo conto del contenuto del libro.
la suspense è cmq assicurata anke se la trama verte troppo su coincidenze azzardate....vabbè ke il mondo è piccolo ,ma fortunatamente nn così tanto!!!!!! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
carlo turco (04-05-2007) Cristina, nulla da dire su fotocamere digitali, bensì su corpi od oggetti che "corrono incontro all'onda d'urto" di esplosioni, anziché esserne scaraventati via! Mai contestato linguaggio "aulico" all'autore (né credo d'averne fatto uso io): sempre che per "aulico" s'intendano i significati indicati nel vocabolario italiano. In quanto ai nomi, se l'A. voleva dire una cosa, perché ne scrive un'altra? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Cristina (21-04-2007) Carlo, la data sbagliata e' certamente un refuso, la tecnologia reflex digitale permette scatti come quelli descritti e il genere sul campanello non viene individuato per magia, ma semplicemente riscontrando che si trattava della sola possibile combinazione delle iniziali...e per uno che contesta un linguaggio troppo aulico non e' tu abbia usato un frasario molto diverso nel tuo commento... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
carlo turco (27-03-2007) L’ultima estate di innocenza di Patrick Fogli si rivela una lettura pretenziosa quanto insopportabile. Apparentemente ponderoso (572 pagine), il testo in realtà è frammentato in capoversi di poche parole in modo arbitrario, privo di funzionalità rispetto al ritmo narrativo. Il periodare ricorre ad anacoluti, o mere sciatterie sintattico-grammaticali, con risultati involontariamente comici. Rende arduo appassionarsi alla storia un’incredibile ridondanza di metafore e similitudini, quasi in ogni pagina, nella ricerca di effetti iperbolici e sbalorditivi, bislacchi ed irritanti. Il tutto condito da vezzi semantici (le porte non vengono chiuse, bensì sigillate; si ascolta il ticchettare di pomodoro, lacrime, sudore e sangue, mentre i tacchi femminili tintinnano) e da meraviglie dell’impossibile (una stanza chiusa da tutti i lati, il personaggio che si siede sul corpo dell’altro piantandogli un ginocchio nello stomaco). Il linguaggio usato è sempre identico, indipendentemente dal personaggio dal cui punto di vista si svolge la narrazione: quindi l’intenzione vivacizzante dell’alternarsi di voci narranti, in prima e terza persona, rimane artificiosa. Non da meno sono gli elementi di alienante confusione sul piano dei contenuti. Un quotidiano datato 1 settembre 2006 accenna all’assassinio di Sara Parmeggiani di dieci giorni prima, mentre sappiamo che esso risale al 21 agosto 2004: e vengono attentamente esaminati i tabulati delle telefonate della stessa Parmeggiani a partire dal Settembre 2004 e tutti i mesi successivi sino alla sua morte. Secondo un brillante ispettore di polizia 110 cd, contando dalle 1000 alle 1500 foto ciascuno, contengono 200.000 foto. Il Commissario Marra è in grado di individuare il genere femminile non solo nei nomi, ma persino nei cognomi. E la macchina fotografica di Nicola Zanardi riesce persino a fissare sul fotogramma l’immagine del busto del povero Abdel che corre incontro all’onda d’urto. Che altro dire? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
enrico testa (16-03-2007) E' inutile scrivere qualsiasi cosa per consigliare questo bellissimo thriller. Bellissimo per la scrittura, per la trama, per il modo di raccontare, per i personaggi, per la scrittura. Fogli aveva debuttato con un libro superbo ma con questo si supera e può giocarsela con qualunque scrittore di questo genere. Davvero da non perdere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Aldo Funicelli (08-03-2007) Un mistero a più strati, dove nulla è come appare a prima vista e tutti sono bravi a nascondere la propria vera natura.Patrick Fogli mette in piedi una storia così complessa, articolata che per comprenderla fino in fondo, dovrete aspettare fino alle ultime pagine del libro. E forse nemmeno allora riuscirete a cogliere tutte le sfumature della storia e dei personaggi (chi sono veramente lo Slavo? il Grigio? Varo Borja? chi si nasconde dietro la personalità politica che potrebbe essere travolta dallo scandalo delle foto?) ...
Dovrete avere la pazienza e la forza di leggerle tutte e 572 le pagine del libro. Coraggio.
Ne vale la pena: si rimane attaccati e la storia rimane attaccata anche dopo aver terminato la lettura. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cristina (28-02-2007) Una storia con tanti risvolti, con tante chiavi di lettura e con una trama che ti inchioda fino alla fine del liibro, che arriva con un colpo di scena finale, inatteso, efficace e per certi versi sconvolgente.
Nonostante la mole,il libro è scivolato via in un attimo, confermando che quello che di bello si era visto nel primo, qui funziona a pieno regime e con un miglioramento evidente.
Bello, proprio bello! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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