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Ramazzotti Sergio - Liberi di morire. Dentro la guerra sulle strade dell'Iraq |
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Titolo | Liberi di morire. Dentro la guerra sulle strade dell'Iraq |
| Autore | Ramazzotti Sergio | Prezzo Remainder - 55%
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€ 6,52
(Prezzo di copertina € 14,50 Risparmio € 7,98)
Prezzi in altre valute |  | | Dati | 2003, 315 p., ill., brossura |
| Editore | Piemme
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Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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| La Baghdad neo-liberata in cui Sergio Ramazzotti arriva nell'aprile di quest'anno è lo specchio di un paese straziato, completamente allo sbando, lontano anni luce dalle scene di esultanza popolare coreografate dai marines e puntualmente riprese dalle TV di tutto il mondo. Per raccontare il vero Iraq, Ramazzotti lascia la capitale e i colleghi asserragliati all'Hotel Palestina e parte, con il taccuino in tasca e la macchina fotografica a tracolla, per un viaggio che lo porterà fino a Karbala, passando per Tikrit, Samarra, Kirkuk, Mosul e Najaf. Il risultato è un documento straordinario, un reportage "ad altezza d'uomo", traboccante di incontri, emozioni e storie palpabilmente, disperatamente reali.
zombie49 (04-02-2012) Sergio Ramazzotti è un giornalista freelance che arriva a Baghdad pochi giorni dopo la caduta della città in mano agli americani. E ci porta la sua testimonianza sulla guerra: l'occhio spento del carrista morto, l'ospedale depredato anche dei letti, in cui le ferite si curano con la polvere di Cicatrene, i morti più volte dissepolti x il riconoscimento, i dati identificativi su un biglietto dentro una bottiglia di Pepsi, il terrore dei predoni ali baba, il ragazzino straziato da una mina antiuomo al check point americano, il vecchio ucciso sulla strada dalla mitragliata di un elicottero, il saccheggio del palazzo di Saddam. E ancora, risalendo verso Tikrit, l'ordine apparente mantenuto dalla polizia curda e il pellegrinaggio degli sciiti alla città santa di Karbala. Con due colleghi portoghesi e uno inglese, accompagnati da due guide irachene, Ramazzotti percorre il paese raccontando il dolore e l'orgoglio di un popolo, dopo il regime di Saddam vittima della guerra e delle bombe dei liberatori, libero, sì, di morire, e non importa x mano di chi, americani, sciiti, sunniti, curdi, ali baba, i padroni delle notti di terrore a Baghdad. Una cronaca imparziale e amara intrisa di grande umanità e senza lieto fine, perché la guerra non è terminata con la caduta di Saddam. Non ci sono eserciti di pace né ideali, ma solo un passaggio di consegne x un unico scopo: la conquista del petrolio iracheno. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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