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Hosseini Khaled - Il cacciatore di aquiloni |
Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati. Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C'è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.
Recensioni 1 - 20 di 785 recensioni presenti. Media Voto: 4.29 / 5Luro62 (17-01-2010) Il libro mostra la vita in Afganist negli anni 70. Non è un mondo da fiaba. Come ha detto il protagonisa è un mondo maschile "ho vissuto tra uomini fino ai 20 anni" dove le pulsioni adolescensiali si sfogavano sui più deboli. Il signorino che gioca con il servo ma non riesce a esere amico con lui. La grande verità la dice ad Amir il guidatore dell'auto che lo riporta a Kabul, "tu hai sempre vissuto da turista in Afganistan" volendo intendere che la sua vita precedente era di un privileggiato. Amir viene salvato due volte da un bambino con la fionda che mira all'occhio della stessa persona. La seconda volta fa centro.
Il libro permette anche di capire la mentalità egli Afgani, "cosa diciamo alla gente" il culto della stirpe familiare, la mancanza di regole, la necessità della donna di giungere vergine al matrimonio. Per chi ha esperienza di paesi metiderranei troverà questo molto comune. Chi legge la storia Afgana recente (dopo la liberazione) ritrova tutti questi caratteri che non permetono lo sviluppo del paese in senso occidentale e forse non nenche quello che serve. La lotta degli aquiloni è narrativamente affascinate e può essere considerata la versione poco cruenta dell'altro sport nazionale dove i cavalieri si affrontano per una carcassa di montone e dove la morte di uno di essi non ferma la gara. Tutto questo nell'occidente degli anni 70 non sarebbe stato accettato. Lo era molto tempo prima. Ci sarebbe da capire come mai lo sviluppo di quella società abbia quei cartteri ancora nel 1975.
Il romanzo dice questo più che altro. Voto: 3 / 5 |
teresa (23-09-2009) ...è un libro coinvolgente,emozionante...ho pianto tutto il tempo perchè mette di fronte alla nuda e cruda realtà afghana, ai massacri sui bambini, etc!Dopo aver letto "Il cacciatore di aquiloni" sono stata travolta da un sentimento nobile, ma mi rento conto che può essere solo un sogno forse utopistico, quello di voler aiutare tutti i bambini che ogni giorno subiscono soprusi e violenze... Voto: 5 / 5 |
asia (18-09-2009) devo ammettere che ho sentito dentro,prorpio nel piu'profondo una emozione forte ed un dolore grande..bello tutto il contesto...e la descrizione forte e penetrabile dell'essere parte di quel popolo.ma i mille splendidi soli e' nettamente superiore..nell'emozionare.ho pianto tanto..perche' anche se un libro ..narra una situazione della donna da mettere i brividi dentro..sei grande..emozionami ancora..asia Voto: 5 / 5 |
babi (03-09-2009) un libro doloroso perchè fa avvertire tutta la propria impotenza e la rabbia nei confronti di ogni ideologia viziata da interessi e cecità. un romanzo ben scritto, con personaggi ricchi di sfaccettature, dove non è possibile distinguere nettamente bene da male. Voto: 5 / 5 |
Beatrice De Dominicis (02-09-2009) Molto Molto Carino... Scorrevole e pieno di emozioni, anche se non può essere paragonato a "Mille Spendidi Soli" che è Fantastico! Voto: 5 / 5 |
MARIARITA C. (12-06-2009) E' così in guerra siamo tutti vittime di violenza, rimpianti e bugie che ci accompagneranno per tutta la vita...
I fantasmi del passato non ci lasciano scampo,ci seguono come ombre fin quando decidiamo di affrontarli per poter tornare a vivere.
Credo che il cacciatore di aquiloni sia un capolavoro un strumento di cui tutti dobbiamo far tesoro per il fatto che ci prende per mano e ci mostra come l'uomo sia un individuo fragile.
Dovremo cercare di fare qualcosa per eliminare coloro che con un potere basato sulla forza diventino padroni di vita e di morte. E' ora di reagire: alzarci dal divano e lottare per la libertà di tutti gli uomini Voto: 5 / 5 |
Tommaso (03-06-2009) Un buon libro, direi molto cinematografico e molto americano, sicuramente commerciale ma almeno scritto decentemente! Voto: 3 / 5 |
alem huseini ehramk@yahoo.com (19-05-2009) da vero un grande scrittore khalid devo dire che io sono afghano vivo in italia da 2 anni pero quando ho letto questo libro non cheredevo che un persone puo spiegare un dolore di un popolo cosi vero. viva Voto: 1 / 5 |
momo (14-05-2009) commuovente ed emozionante! leggendo si entra nel libro e le scene si svolgono tutte intorno a noi, si diventa spettatori e allo stesso tempo attori di una storia drammatica e vera, dove sentimenti di rabbia, gioia, attesa e speranza si alternano nell'animo.
l'autore lancia un urlo fortissimo di disperazione legato a colpe passate del protagonista ma anche a colpe di un paese che ancora fatica a dare la giusta libertà.un urlo che si snoda per tutto il libro fino alla fine quando prenderà il volo con l'acquilone della rinascita e del riscattto. Voto: 4 / 5 |
Tellcat marco_mastroleo@msn.com (14-05-2009) La lettura di questo libro è come l'acqua, non condizionabile, inaspettata ma libera, perche' può essere avida, alla ricerca del momento in cui il protagonista smetterà di essere un inetto per diventare un uomo vero, l'eroe dei libri. Oppure no! Lo si può leggere cercando la risposta alla domanda: io, cosa avrei fatto al suo posto?
E spesso la risposta è molto simile alla realtà, il protagonista non è un eroe, ma è molto bravo a scappare ed incassare, a fare buoni propositi per non realizzarli, a porsi obiettivi da non realizzare, ma non sempre!
In pochi siamo capaci di reagire al flusso acquatico della vita ma solo qualcuno è capace di credere e di sperare per costruire, con il tempo! Voto: 3 / 5 |
Giada (13-05-2009) Un bellissimo romanzo ricco di sentimenti ed emozioni talvolta nobili e talvolta meschini. Un romanzo sorprendente che ti tiene con il fiato sospeso e ti costringe, pagina dopo pagina, a non staccarti mai dalla lettura fino all’ultima pagina.
La storia mi ha fatto piangere, ma soprattutto mi ha fatto capire che esistono Paesi in cui i bambini sono invisibili e gli aquiloni non volano più nel cielo. Questo è un libro che esprime tutto l'orrore di una guerra assurda... l'orrore di vivere una vita che non ti appartiene più... il dolore di una scelta che ti condanna a vita, la sofferenza per il rimorso.
Voto: 5 / 5 |
Laruslarissa (13-05-2009) "Il tempo degli aquiloni è finito". Non vi è nulla di più vero nella vita di Amir: per lui il tempo degli aquiloni è finito nel 1975 quando la gara che l'ha visto vincitore ha distrutto l'amicizia con Hassan; per il suo Paese il tempo degli aquiloni è finito con il regime dei talebani che annientano sotto la coltre del dolore e della paura ogni moto dell'anima. Il lettore viene trascinato con violenza in un mondo contradditorio e a volte incomprensibile: la storia dell'Afghanistan degli ultimi trent'anni. Non si può non amare o odiare i personaggi descritti da Hosseini in un romanzo coinvolgente e candido in cui il volo di un aquilone verde diventa il simbolo della speranza e della rinascita Voto: 5 / 5 |
roman58 romano.resmini@alice.it (13-05-2009) la struttura letteraria è scorrevole ed interessante,la storia è una favola di questo personaggio al di fuori della realtà contestuale.
che dire un sogno messo su carta Voto: 1 / 5 |
ela (12-05-2009) una storia di amicizia veramente toccante che supera ogni confine ed il tempo. mi ha aiutato ad avvicinarmi ad una mentalità molto diversa dalla nostra che ancora riserba lati oscuri crudeli ed incomprensibili. struggente. stile molto intimista e particolareggiato; si ha l'impressione di vivere-condividere con i personaggi le loro vite. Voto: 4 / 5 |
Poisongirl (12-05-2009) IL CACCIATORE DI AQUILONI è diventato un vero romanzo di culto nel genere storico e di narrativa straniera. La storia è inserita nei trent'anni della storia afghana, partendo dalla caduta dell'impero russo alla fine del regime talebano fino ai nostri giorni. Il linguaggio è ricercato e comprensibile e durante la lettura non disturbano affatto i numerosi termini in lingua araba. Il narratore onnisciente esprime i suoi pensieri, paure, preoccupazioni facendo in modo che la storia sia ancor più realistica. Le descrizioni inoltre sono molto accurate e precise. Un libro come pochi, che parla del rapporto padre-figlio, dell'amicizia, del tradimento, del perdono e della cultura afghana. Voto: 5 / 5 |
tartaruga (12-05-2009) Non ho avuto il tempo di rileggere il testo,resterò generica, ma ricordo bene che mi aveva colpito la capacità di narrare cose così dure con tanta chiarezza, ma senza mai venir meno alla speranza di bene possibile nella storia personale e generale, cosa che l'autore non smentisce neppure in Mille splendidi soli. Scrivere in modo così fruibile mostrando nella relazione positiva la salvezza è un messaggio di speranza davvero importante per l'oggi e un servizio di luce, come alla luce rimandano i titoli: non pensiamo agli aquiloni se non volteggianti nella luce solare! Voto: 5 / 5 |
ila (11-05-2009) libro bello che mi ha molto emozionato.prosa scorrevole e stile asciutto per raccontare una straordinaria storia di amicizia che non finisce mai,di senso di colpa che si riscatta solo alla fine ( in un modo un pò scontato a dire il vero)sullo sfondo di un'Afghanistan molto vero e umano.da condividere con gli amici più cari. Voto: 4 / 5 |
pkk (11-05-2009) E' fortissima la tentazione del piu' sano snobismo... Sarebbe molto cool dire che e' semplicemente un libro strappalacrime, nel peggiore stile Telenovela Sudamericana. Sono certo sarebbero in molti a concordare. Ma farlo e' ingiusto perche' il libro e' scritto benissimo ed il fatto che la storia sia profondamente commovente non puo' essere una colpa.
Da leggere con scorta di fazzolettini, magari dopo aver pianto un po' sarebbe bello che portasse a riflessioni ed approfondimenti maggiori su temi (e mondi e culture) su cui essere superficiali e poco attenti e' molto comune... Voto: 4 / 5 |
Sara Majere (11-05-2009) Un viaggio nei ricordi di un bambino afghano che culmina in un viaggio fisico per ritornare alla terra delle sue origini.
Attraverso la memoria di Amir e nella cornice di una terra e di un popolo devastati dalla guerra, si percorre il filo degli eventi che,come il filo dell'aquilone di una competizione infantile,conduce al presente e alla volontà del protagonista di espiare una colpa segreta e vincere il gioco più importante,la gara con la propria coscienza.
Un libro che intreccia la vicenda di due persone e della loro amicizia con il racconto di un brandello di storia contemporanea e con un quadro dei tratti caratteristici del paese che fa da sfondo,in uno stile scorrevole ed emozionante. Voto: 4 / 5 |
NOVEMBERDREAM (11-05-2009) Sullo sfondo di un Afghanistan dilaniato dalla guerra, la passione, la conflittualità del rapporto tra Amir e il suo migliore amico Hassan è chiave di tutta un’esistenza e simbolo di quanto un singolo episodio possa configurare un intero destino.
Hosseini, grande evocatore di immagini, ci permette di discendere gli abissi del romanzo fino a guardarci rincorrere smaniosi quell’aquilone tra le strade di una città che chiede ancora di sognare, poiché il sogno è da sempre l’unica materia in grado di ricostruire.
Voto: 5 / 5 |
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