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May Peter - Il quarto sacrificio | La città di Pechino è sconvolta da una serie di atroci omicidi. Ogni vittima porta al collo un cartello numerato in ordine decrescente. Le vittime hanno in comune solo l'età, cinquant'anni, e la frequentazione, in gioventù, della stessa scuola superiore. L'ultima vittima è stato Yuan Tao, un diplomatico con passaporto americano. Il detective Li Yan con la patologa Margaret Campbell indagano su questi omicidi, e pezzo dopo pezzo i due riescono a svelare i contorni di un atroce mosaico, un dramma sbocciato nel clima di follia e barbarie della Rivoluzione Culturale.
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5nicolo' (09-10-2009) libro scotatissimo...sconsigliato Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Paolo Berton (10-07-2009) Un libro veramente brutto. Non sono particolarmente sveglio ma anch'io ho capito come andava a finire dopo 50 pagine. Da evitare, anche se costa poco. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Resny (17-11-2008) Molto bello nel complesso. Il "giallo" viene spesso accantonato a favore di uno spaccato sulla cultura cinese e sui sentimenti dei protagonisti.
E' comunque un libro piacevole, sicuramente P.May è molto bravo e il finale merita. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maria smitty83@libero.it (24-09-2008) Primo romanzo che leggo di May,e la cosa che mi colpisce di più non è la trama gialla del libro anche se è ben costruita e ti lascia nel dubbio fino alle ultime pagine ma la straordinaria abilità dell'autore di dare al lettore una panoramica a 360° della cultura cinese,una spolverata della sua storia,e uno scorcio dei suoi inevitabili tabù.Leggerò presto gli altri della serie. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
salvatore salcotton@alice.it (08-12-2005) Ottima stesura del libro, e una storia entusiasmante del miglior Peter May, uno dei miei scrittori preferiti insieme a Michael Connelly e Deon Meyer. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nazario natosoni@tin.it (22-03-2005) La rivoluzione culturale cinese o, per meglio dire, la “grande rivoluzione proletaria per l'instaurazione della cultura della classe lavoratrice” rappresentò per molti giovani degli anni ‘60 un mito, un tentativo di costruire un comunismo “diverso”. Le principali caratteristiche furono l’egualitarismo e la sottomissione dell'individuo alla collettività e allo stato, oltre che per il disprezzo della cultura “tout court”. Sebbene i rigurgiti di quel movimento imposto da Mao, siano durati a lungo nella società cinese, la gioventù del terzo millennio ha solo uno sbiadito ricordo di quel folle decennio rosso. Ma per i loro padri, quel ricordo di orrore pesa ancora come un macigno, sulle loro coscienze e destini. PETER MAY imbastisce su questi rancori e memorie, un thriller di inganni, tradimenti, vendette e di avidità che coinvolge il lettore sino all’ultima pagina. A mio avviso, IL QUARTO SACRIFICIO è un thriller perfetto, asciutto senza fronzoli, dove la morte arriva per decapitazione, secondo un antico rituale macabro di esecuzione capitale. La trama è un atto di accusa contro quei 12 anni di follia e di barbarie, che videro contadini, operai e studenti contrapposti a intellettuali e professori. L’autore, un documentarista televisivo di successo, è un abile divulgatore della cultura e delle tradizioni della Cina. L’indagine poliziesca è occasione per invitarci in uno straordinario tour virtuale a Xi’an fra i Guerriglieri di Terracotta. Con naturalezza ci descrive spezzoni di quotidianità in una Pechino singolare, con excursus nel cibo, nel vestire e nel pensare. Con l’aiuto della patologa Margaret Campbell, Li Yan, il responsabile dell’indagine, si sforza di decifrare il rito inscenato dall'assassino. Pezzo dopo pezzo, con una maniacale attenzione per i dettagli, i due scopriranno il segreto dell’inafferrabile assassino. Il conflitto fra amore e dovere che anima il poliziotto che si identifica con il suo paese, e la patologa americana, è un altro pezzo di bravura dell’autore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
lola73 (04-03-2005) Non avevo mai letto nulla di lui ma devo dire che, sarà per il declino della cornwell, l'ho trovato piacevole. Non c'è della grande narrativa ma come triller fa il suo dovere: tiene col fiato sospeso fino alla fine! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
PARIDE parideapostolico@libero.it (19-12-2004) SE MI AVESSERO DETTO CHE L'ASSASINO ERA ......NON C'AVREI CREDUTO, BELLISSIMO THRILLER, MAY DIMOSTRA UNA BUONA SCRITTURA E UNA DISTRETA SUSPENSE(L'ASSASINO SI SCOPRE SOLO NELL'ULTIMO CAPITOLO). LEGGETELO Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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