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Cervo Guido - Il legato romano | 275 d.C., confine renano. La foschia della notte aleggia ancora sul villaggio addormentato quando i soldati romani irrompono tra le capanne, rovesciando sugli abitanti una valanga di ferro e di fuoco. Per Valerio e per l'Impero una nuova quanto inutile vittoria. Qualcosa di nuovo sta succedendo oltre il Reno. Una coalizione di tribù di dimensioni mai viste si sta riunendo per invadere le Gallie. Il destino di Roma sembra segnato. Alla valorosa XXII legione di Valerio Metronio spetta il compito di tentare l'impossibile.
14 recensioni presenti. Media Voto: 3.92 / 5Eros ersimon@tiscali.it (28-08-2007) Il libro è molto bello e mi è piaciuto per due motivi particolari; Il primo naturalmente è che sono appassionato di storia e Cervo descrive bene il concetto di vita militare e pubblica dell'epoca. Il secondo è perché non è da tutti scrivere un romanzo su un periodo così poco chiaro dove le fonti a disposizione sono poche.
E' un bel libro e certamente come primo di una trilogia promette bene; Consiglio di leggere il seguito: La legione Invincibile e L'onore di Roma Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Ginevrina bellefizz@virgilio.it (29-11-2006) Sinceramente ho fatto una fatica enorme a finire questo libro. Non me la sento di accusare lo scrittore perchè è comunque un buon libro, i riferimenti storici sono esatti e le ricostruzioni pertinenti ma a me proprio non è piaciuto. Se la ricostruzione storica è buona così non è la parte narrativa e descrittiva: non c'è stato un momento in tutto il libro in cui io mi sia immaginata realmente e concretamente uno dei protagonisti. Le descrizioni sono sommarie, poco realistiche, non sono riuscita a dar figura fisica o caratteriale a Valerio o a Idalin o a Dolcinia, e neanche agli altri. In un romanzo è fondamentale entrare nella storia e riuscire a immaginare nella mente il piccolo mondo di cui si narra, qua abbiamo un uomo rincorso dai suoi fantasmi che tutto un tratto diventa felice e non si sa bene il perchè; una schiava che viene amata solo per la sua bellezza perchè sinceramente è proprio antipatica e arrivista; tre barbari crocerossini. Ma insomma, dov'è finita la virtus romana, il mondo fatto d'onore, classi e nobiltà? E poi scusatemi, ma perchè le donne nei libri sono sempre così poco interessanti, si crogiolano nella propria bassezza... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Max71 (14-07-2006) Romanzo scorrevole per chi è appassionato di storia, la lettura del libro assume sviluppi interessanti se c'è la predisposizione a leggere il seguito delle vicende del Legato Metronio Stabiano nel secondo romanzo di Cervo:"la legione invincibile". Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Enrico Di Carlo dicarlo.enrico@libero.it (30-10-2005) Il libro è ben scritto, l'autore dimostra di conosce in maniera approfondita la realtà politico miltare del tempo.
Personalmente avrei dedicato meno spazio alle vicende sentimentali dei protagonisti, ma nel complesso il libro risulta piacevole da leggere.
Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Rik (21-10-2005) Un libro che rende molto bene il concetto di "Virtus" romana. Avvincente nel suo contesto, questo libro mi ha appassionato fin dalla prima pagina. Il grande Metronio alle prese con i barbari! Che cosa c'è di meglio di una buona lettura. Consiglio a quelli a cui piacciono romanzi storici ma anche no!
Do un 4 perchè diciamo che non merita come i libri di Manfredi ma è pur sempre un ottimo libro. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
sandro69 (03-08-2005) mi va di dire altre due parole su questo romanzo, l'ho letto da qualche tempo ormai, ma mi resta il ricordo di un libro molto bello, come dice qualcuno certi libri sono fatti con tanta passione che ala fine si vorrebbe che non fnissero mai; come se l'autore ti avesse trasportato in un altro mondo e in un altra vita e te la avesse fatta assaporare per qualche tempo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
martino (16-07-2005) Non sono per niente d'accordo con il giudizio precedente (Ossimoro). A mio avviso, Il legato romano è senz'altro uno dei migliori romanzi storico-avventurosi, italiani o stranieri che siano usciti in Italia negli ultimi dieci anni, fatta eccezione per l'Onore di Roma dello stesso autore, che - ed è l'unica cosa su cui concordo - certamente lo supera, in quanto è semplicemente stupendo e, oserei dire, perfetto. E non è nemmeno vero che il secondo romanzo di Cervo sia meno bello (o "peggiore"); a ben vedere, anzi, pur essendo meno ricco di tematiche, è perfino scritto meglio. Altro che personaggi stereotipati e tentativo ingenuo! A me sembra, invece, che Cervo sia l'unico autore sul mercato in questo momento, che riesca a conciliare finezza e profondità con trame avvincenti e fluidità formale. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Valerio aveval1979@libero.it (16-07-2005) Un libro stupendo, da leggere d’un fiato, uno di quelli che vorresti non finissero mai! Un romanzo storico accurato che porta alla ribalta il confine renano dell’Impero Romano, dove gli incursori barbari tengono in scacco l’esercito dell’Aquila. A Mogontiacum, capitale della Germania Superiore, il legato Valerio Metronio Stabiano, a capo della XXII legione, combatte gli invasori e i propri “demoni”: il dolore per la prematura perdita della moglie e dei figli, la solitudine di una vita dedicata solo all’esercito, l’orrore per il sangue di donne e bambini versato in guerra… ma forse la sua vita è a un bivio. Cervo intreccia sapientemente una ricostruzione storico-geografica perfetta con il piacere di raccontare “storie” personali della gente qualunque, oppressa dalla guerra, che tanto faticosamente cerca di andare avanti e sopravvivere. Impossibile non essere coinvolti nelle vicende di Valerio, uomo e combattente d’onore, di Idalin, bellissima donna suardone, di Marsilio, filosofo travolto dai sensi di colpa, di Bodomar, giovane svevo a disagio in guerra, che sogna il suo lago e la fattoria del padre, di Dolcinia, Milke, Letizia, Livilla, Ohilin, Murel e tanti altri che entreranno nel cuore del lettore. Cervo è anche “furbo” a concludere il libro lasciando però molti fili in sospeso e rimandando alla Legione Invincibile: non era necessario perché le vicende dei protagonisti sono così avvincenti che è impossibile abbandonarli! Un peccato veniale che non nega le “cinque stelle” a un libro meraviglioso, sui livelli dei romanzi storici del grande Valerio Massimo Manfredi. A me ha emozionato moltissimo! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Ossimoro (15-07-2005) Non avvince, nè emoziona... tentativo ingenuo e personaggi stereotipati... il secondo è molto peggio... invece pare che non sia male il terzo, quello che che è candidato al premio bancarella.... Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Sandro69 (03-06-2005) Mitrovo d'accordo con la recensione di Milhouse76,
anche io ho avuto la sensazione che il romanzo sia solo la prima parte di un volume più consistente; ci si rimane un po' male alla fine, a dire il vero, anche se Guido Cervo ha spiegato nella recensione alla "legione invincibile" che è stato costretto a pubblicare il lavoro in due volumi per ragioni editoriali e commerciali.
Il libro è molto piacevole ed è, tutto sommato, un buon prodotto. Non do il massimo del voto per due motivi, 1) avrei preferito che la parte del polpettone romantico fosse stata meno scontata, e che la parte delle battaglie fosse più condita da dettagli e descrizione sulla tecnica di guerra 2)lo stile non sempre brillantissimo e facile, i periodi a volte sono troppo lunghi e si fatica ad afferrare il senso immediato delle frasi.
Spero che il seguito sia avvincente come la prima parte. Complimenti a Guido Cervo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Cristian cristianstarace@inwind.it (06-04-2005) Sono d'accordo con quanto detto dai precedenti lettori; un buon libro con ottime descrizioni del paesaggio ma che tuttavia non decolla nei momenti di guerra. Inoltre costringe il lettore a leggere gli altri libri del medesimo autore per capire la storia in profondità. ciò nonostante non mi sento di dare un voto negativo in quanto mi ha tenuto legato allle pagine tutte le sere per conoscere gli avvenimenti della società di quel tempo. Credo che lo scrittore abbia voluto mettere in risalto un aspetto che in qualsiasi altro documentario storico non sia stato quasi mai preso in considerazione:L' AMORE!
Nei prossimi giorni leggerò LA LEGIONE INVINCIBILE, e vi farò sapere... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Milhouse76 (11-02-2005) Questo libro si potrebbe decisamente definire "corposo". Il dettaglio storico è commisurato all'esiguità di informazioni inerenti questo controverso e oscuro periodo fatto di saccheggi, animato da banditismo e atrocità dei barbari ai confini dell'Impero. Guido Cervo ha comunque saputo rendere giustizia al meglio delle informazioni in suo possesso miscelandole sapientemente alla fantasia e creando nel complesso un buon romanzo storico. Tratta di un Impero scosso e lacerato che tenta d'opporsi al venire emulsionato nelle zone periferiche di Gallia in tante piccole roccaforti. Originale anche l'approfondimento psicologico non solo dei Romani (come è intuibile) ma anche delle misere popolazioni autoctone nonchè dei barbari stessi. E' un libro all'insegna della precarietà di un'esistenza difficile, perennemente a rischio e per questo è carico di colori forti, odori acri e pungenti. Unico difetto è quello di apparire in alcuni tratti troppo "cinematografico" con immagini o battute scontate e descrizioni stereotipate. Infine, il libro non presenta un epilogo vero e proprio: esso è demandato alla lettura del successivo "La legione invincibile" (come lo stesso autore suggerisce al termine). Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Marco (28-11-2004) Veramente eccezionale. Mi è venuta voglia di visitare Mogontiacum. Devo assolutamente procurarmi gli altri due libri successivi L'onore di Roma
La legione invincibile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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