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Nicholas Balagula, potente e spietato boss della mafia russa implicato nel crollo di un ospedale costruito con materiali difettosi, è uscito indenne da due processi, invalidati grazie alle spregiudicate manovre dei suoi scagnozzi. Ora, all'apertura del terzo processo, l'accusa si illude di aver finalmente trovato il modo di inchiodarlo. L'attenzione dei media è alle stelle, ma il procedimento si svolge a porte chiuse, in un clima di assoluta segretezza. Frank Corso, noto giornalista e scrittore bestseller, è l'unico spettatore ammesso in aula. Spinto dall'ossessione per la verità, ha scavato a fondo nei loschi affari di Balagula, attirandosene l'odio.
Paolo Pizzi paolopizzi@hotmail.com (25-09-2010) Un discreto giallo dalle amabili tinte noir. L'autore non si arroga pretese e aspirazioni che evidentemente non gli competono: la lettura scorre semplice, lineare, senza colpi di scena, sempre concorde ai temi trattati anche se talvolta troppo distaccata e troppo stonata da quei luoghi comuni manieristici del genere che, più che armonizzarsi sulla melodia portante, si distinguono dal tessuto narrativo creando discrepanze eufemisticamente descrivibili come involontariamente ironiche ma inevitabilmente soggiacenti al "noiosamente banale".
Sì, va bene: l'ammetto! Sto diventando artificiosamente pedante e indiscutibilmente avverbiale!
E' difficile dire qualcosa su un libro che passa via inosservato come una barchetta all'ombra di un veliero. Di questo genere narrativo sono stati scritti talmente tanti lavori e capolavori che quest'ultimo, Fiume Nero, per forza di cose non può aggiungere nulla a quanto già letto e detto altrove. Sì, la si può definire una lettura disimpegnata, una lettura estiva: da ombrellone. Tuttavia, non comprendendo il motivo percui quando uno è in spiaggia possa leggere soltanto delle grandissime st...upidaggini preferisco rimanere zitto e non aggiungere altro a questo commento così insulsamente appropriato…
Giusto! Rimanere zitto e lasciare che il volume scorra via sul nero fiume del titolo verso quel dimenticatoio il cui scarico è ormai ingolfato da opere ahimè troppo complementari alla medesima, verso quel catino melmoso le cui acque torbide rischiano di tracimare riversandosi orribilmente sulle limpide fonti ricche d'inventiva di tante giovani menti e di tanti scrittori in erba...
Va bene lo ammetto: mi sto di nuovo arrampicando sui vetri per trovare qualcosa da dire di originale, ma in fondo questo mio strenuo tentativo è già piuttosto significativo, non vi pare?
Voto: 2 / 5 |  |  |  |
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