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Duborgel Véronique - In fuga dall'Opus Dei |
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Titolo | In fuga dall'Opus Dei |
| Autore | Duborgel Véronique | Prezzo Remainder - 55%
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€ 5,40
(Prezzo di copertina € 12,00 Risparmio € 6,60)
|  | | Dati | 2008, 173 p., brossura | | Traduttore | Benazzi N. |
| Editore | Piemme
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Normalmente disponibile per la spedizione entro 5 giorni lavorativi | | 
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È il 1982. Véronique ha 20 anni, frequenta l'università, è una ragazza come le altre. Lo shopping, il cinema con le amiche, qualche insicurezza per il proprio avvenire. Finché un giorno si innamora di un giovane insegnante di matematica di alcuni anni più vecchio di lei. È un numerario dell'Opus Dei, ma Véronique lo scoprirà solo alcuni giorni prima del loro matrimonio. Una sera, la giovane coppia viene invitata a una cena. Véronique è l'unica donna presente, e a un certo punto la conversazione cade sull'organizzazione, ma nessuno dei presenti sembra conoscerla. Véronique verrà a sapere solo in seguito che tutti gli ospiti di quello strano convito appartengono all'Opus Dei. Comincia così una storia fatta di rinunce, di segreti, di penitenze. Non ci sono solo il cilicio e l'autoflagellazione; la testimonianza racconta del sottile lavaggio del cervello che viene praticato, a poco a poco, sull'individuo: dal momento in cui viene adescato, a quando viene costretto a stendere la richiesta scritta per entrare a far parte dell'Opera, fino alle "correzioni fraterne", al padre spirituale che si insinua nella vita di coppia e nella camera da letto, alla supervisione imposta sull'educazione dei figli.
http://giotto.ibs.it/cop/copj170.asp?f=9788838499715
In fuga dall'Opus Dei
È il 1982. Véronique ha 20 anni, frequenta l'università, è una ragazza come le altre. Lo shopping, il cinema con le amiche, qualche insicurezza per il proprio avvenire. Finché un giorno si innamora di un giovane insegnante di matematica di alcuni anni più vecchio di lei. È un numerario dell'Opus Dei, ma Véronique lo scoprirà solo alcuni giorni prima del loro matrimonio. Una sera, la giovane coppia viene invitata a una cena. Véronique è l'unica donna presente, e a un certo punto la conversazione cade sull'organizzazione, ma nessuno dei presenti sembra conoscerla. Véronique verrà a sapere solo in seguito che tutti gli ospiti di quello strano convito appartengono all'Opus Dei. Comincia così una storia fatta di rinunce, di segreti, di penitenze. Non ci sono solo il cilicio e l'autoflagellazione; la testimonianza racconta del sottile lavaggio del cervello che viene praticato, a poco a poco, sull'individuo: dal momento in cui viene adescato, a quando viene costretto a stendere la richiesta scritta per entrare a far parte dell'Opera, fino alle "correzioni fraterne", al padre spirituale che si insinua nella vita di coppia e nella camera da letto, alla supervisione imposta sull'educazione dei figli.
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Media Voto: 2.5 / 5Pino (14-01-2010) Assolutamente da leggere per comprendere come la dissimulazione e la menzogna di chi appartiene ad una "setta" quale l'Opera (come viene chiamata)siano ordinaria amministrazione per difendere le proprie scelte e quelle del gruppo cui si appartiene. Non condivido assolutamente il primo commento proprio perchè chiaramente scritto da chi palesemente appartiene all'Opus Dei. Basta leggere il libro e ritrovare le stesse atmosfere ed espressioni riportate dai sovrannumerari nel commento stesso.Anche io sono cattolico ed è per questo che credo nella libertà di scelta poichè L'Amore di Dio non è costrizione e violenza o plagio. Leggetelo e imparerete a Credere con la vostra testa ed il vostro cuore. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Gennaro angelopistis@yahoo.it (21-09-2008) Il libro è sconsigliabile a chi voglia conservare una coscienza cattolica retta e una sufficiente purità di spirito. Nell'Opera non vi sono costrizioni, nè manipolazioni, nè lusinghe o persuasioni occulte. C'è una perfetta coincidenza tra ciò che si predica a parole e ciò che si realizza nei fatti: la libertà, quella vera. Solo che noi siamo talmente disabituati a vivere liberi che confondiamo la vera e piena ibertà col suo contrario. E infatti ci rendiamo schiavi di tutto: le mode, la pubblicità, i nostri complessi e capricci e così via. E la nostra vita scorre nell'incapacità di sfruttare le occasioni di bene che quotidianamente ci si presentano. Io sono stato membro dell'Opera per diversi anni. Purtroppo, a causa di alcuni miei comportamenti indisciplinati (e dove sta scritto che la disciplina contrasta con la libertà?)mi è stato alla fine suggerito di non rinnovare gli impegni. Adesso, a distanza di tempo, provo ancora un grandissimo dolore per ciò che ho perduto e coltivo ancora il desiderio di tornare a fare parte dell'Opera, anche se so che questo è difficilissimo. Ma almeno ringrazio il Signore che mi da l'opportunità di lasciare questa testimonianza.
Voto: 1 / 5 |  |  |  |
federica (10-05-2008) Molto interessante: che io sappia, si tratta della prima testimonianza di una soprannumeraria dell'Opus Dei, pubblicata in un libro (ne esistono diverse in internet). Il volume di Ferruccio Pinotti, edito dalla Rizzoli, aveva raccolto, se non erro, solo i racconti di ex numerari (membri della Prelatura che non si sposano).
Mi è piaciuta molto la parte in cui l'autrice analizza i meccanismi psicologici che l'hanno indotta a far parte dell'Opus per tredici anni e - conoscendo l'ambiente - devo dire che mi sono ritrovata in alcune descrizioni.
Ho gradito meno il tono della narrazione, un po' troppo enfatico per i miei gusti. Al di là di ciò, il libro è di facile lettura e suscita numerosi interrogativi.
Mi chiedo perché la stampa italiana abbia (se non mi sono persa qualcosa) ignorato questo testo, nonostante sia stato pubblicato da un casa editrice di tutto rispetto. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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