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France Anatole - Il procuratore della Giudea | Anatole France pubblicò questo racconto nel 1902. Da allora, e fino agli anni Venti, ha avuto un destino di splendido isolamento: edizioni numerate, rare, ornate di incisioni originali, tipograficamente perfette. è un isolamento che il racconto merita e che continuiamo a dargli presentandolo nella traduzione di Leonardo Sciascia a un pubblico più vasto. è - come dice Sciascia - un apologo e un'apologia dello scetticismo: forse particolarmente salutare in un momento in cui muoiono le certezze al tempo stesso che di certezze si muore.
gianluca guidomei sidner@libero.it (18-04-2008) Leonardo Sciascia lo ha definito "il
racconto perfetto", ma anche e soprattutto un' apologia dello scetticismo.
A.France riesce a storicizzare la figura di Cristo, rendendolo umano,
mortale più di tanti testi ben più famosi: la sua importanza capitale è
implicita, la rivoluzione che ha scatenato è sotterranea e silenziosa, così
per il credente come per lo scettico. "Il procuratore della Giudea" è
Ponzio Pilato, da noi tutti ricordato unicamente per aver sancito la
condanna alla crocifissione di Cristo. France invece ce lo descrive come un
anziano senatore che incontrando un antico amico e collega, Ezio Lamia,
rimembra le sue lotte con i Giudei, o il suo barcamenarsi tra Erode Antipa
e Roma, piuttosto che il gesto che lo renderà immortale nei secoli.
Straordinaria l'idea di subordinare il ricordo di Cristo, a quello erotico
e passionale di Maria Maddalena da parte dell'interlocutore di Ponzio
Pilato, Ezio Lamia. Inconsciamente, lo scettico A.France, ci insegna che
tutto ciò che è amore conduce infine a Cristo. Come Maria Maddalena ha
amato e seguito Cristo, grazie al di lei amoroso ricordo, Ezio Lamia arriva
a ricordare Cristo e a nominarlo così, come di sfuggita, come un fastidio,
una parentesi insignificante tra memorie militari e memorie sentimentali.
Geniale
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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