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Lucarelli Carlo - L' estate torbida |
| La recensione de L'Indice |
 LUCARELLI, CARLO, Via delle Oche
LUCARELLI, CARLO, L'estate torbida
LUCARELLI, CARLO, Carta bianca
scheda di De Federicis, L., L'Indice 1996, n.11
Di Carlo Lucarelli sono usciti in sei anni nove titoli. Brevi romanzi che raccontano misteri e trame delittuose. Alcuni sono estravaganti, come l'insolito "Guernica" (Minotauro, 1996), avventura nella Spagna del 1937; uno, sull'Italia degli anni trenta, è un Giallo Mondadori ormai introvabile, "Indagine non autorizzata" (1993, con intervista a cura di Lia Volpatti); tre formano la serie che ha per protagonista il commissario De Luca. Fra i narratori con ambizioni letterarie della sua generazione Lucarelli, nato a Parma nel 1960, è l'unico che abbia scelto di investire il proprio notevole talento nel genere codificato del romanzo poliziesco. E rispetto ai grandi autori italiani, da Gadda a Sciascia, che hanno utilizzato i meccanismi dell'inchiesta ma per far altro, Lucarelli si distingue perché dentro il genere vuole starci. Il suo è un poliziesco storico. Il periodo che lo interessa è quello del fascismo, specie alla fine, nel torbido passaggio dalla guerra civile alla ricostruzione. Di libro in libro, il commissario De Luca acquista uno sfondo e una carriera. Ha vinto il concorso nel 1928; è stato il più giovane commissario della polizia italiana, con tessera del Partito (è normale); e con tessera inoltre durante Salò, e nella squadra politica della Muti. In "Carta bianca", aprile 1945, nonostante il disastro degli ultimi giorni De Luca s'accanisce a scoprire l'assassino di un bell'uomo che piaceva a tutti (pugnalato al cuore e all'inguine). Ma infine scappa, verso il Nord, saltando in fretta su un'automobile. Qualche mese dopo, in "L'estate torbida", lo ritroviamo fuggiasco per i paesi della Romagna, sotto falso nome; ma è riconosciuto, costretto a indagare su un caso di strage; e in conclusione eccolo con le manette ai polsi spinto dai carabinieri. In "Via delle Oche", terzo episodio, è il 1948, a Bologna. Fra aprile e luglio - con le elezioni, l'attentato a Togliatti, e Bartali maglia gialla - De Luca, che è stato declassato a vice commissario della Buoncostume, seguendo la cattiva stella di investigatore per passione, e muovendosi da un bordello all'altro, scopre la pasticciata ragion di stato nascosta dietro tre delitti. Peggio per lui .Il libro termina lasciandolo seduto su un divanetto, mentre aspetta che il questore lo chiami per avviarlo a non si sa quale destino. La frase preferita (e la giustificazione) di De Luca è "Sono un poliziotto". Invece Lucarelli ha spiegato che lo attira quanto c'è di ambiguo nella figura del poliziotto, "strumento della verità" e "strumento del potere". Può dar fastidio, in Lucarelli, una certa propensione a uscire dalle vecchie mitologie per entrar subito nelle nuove, da cui viene il tipo del fascista innocente. A compenso, vale la sua capacità di creare un universo romanzesco, che coincide con il momento storico osservato però dal basso, là dove poliziotti e assassini stanno insieme, e più delle idee spiccano i corpi. Lucarelli è visivo (come tutti gli scrittori che frequentano anche fumetti e video) e selettivo. Costruisce mentalità e personaggi insistendo su due o tre particolari opportunamente ingranditi. Un vestito a fiori o una ciabatta, o l'occhiata, il gesto, stringersi nelle spalle, mordersi il labbro.
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Media Voto: 4.66 / 5Giuliopez (25-03-2008) il mio secondo romanzo di Lucarelli: un giallo notevole da parte di uno dei migliori scrittori di gialli e noir italiani. Il commissario De Luca è davvero un gran bel personaggio, umano, fragile (data la sua delicata posizione di fuggitivo), ma intelligente e dotato per una professione in cui crede debba trionfare la verità bella o brutta che sia. Sarà che si tratta di un libro scritto da un personaggio di cui ho visto molte cose in tv (Blu notte, ecc.), ma leggendolo mi sembra proprio di sentire Lucarelli, la sua voce, le sue pause, ecc. Leggerò senza dubbio anche Via delle Oche che è il terzo e ultimo romanzo della trilogia.
Voto: 5 / 5 |
roberto cocchis roberto.cocchis@tin.it (30-08-2005) Senza lasciare per un istante l'intreccio giallo, Lucarelli riesce a parlare senza retorica e senza revisionismi alla moda di una fase storica che per troppi anni è stata un tabù. Migliore del romanzo precedente, anche se la scena dell'amplesso di De Luca con la Tedeschina è molto di maniera, piuttosto gratuita, e toglie qualcosa al personaggio misterioso e affascinante della ragazza. Voto: 5 / 5 |
Stefano stefanobini@ciaoweb.it (17-06-2003) Lucarelli realizza un'opera che vale la pena leggere; soprattutto perchè, mescolando il thriller al romanzo storico tiene il lettore incollato al testo. Il libro affronta una fase delicata della storia italiana, quella riguardante gli anni immediatamente successivi alla guerra di liberazione,con i suoi bisogni di vendetta e di epurazione che andranno a toccare anche il protagonista, lasciando in lui, alla fine della storia, non poca disperazione. Voto: 4 / 5 |
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