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Hammett Dashiell - La ragazza dagli occhi d'argento |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Cases, C., L'Indice 1994, n. 7
È un racconto del 1923, quindi di uno Hammett neanche trentenne. Il detective narratore, in cerca di un ragazzo scappato di casa, entra in un appartamento abitato da due vecchietti deliziosi come quelli del cacao Talmone. Invece sono membri di una banda di delinquenti e appena possono tirano fuori enormi rivoltelle. Il capo della banda è un cinese di nome Tai, l'esca è una meravigliosa ragazza dagli occhi d'argento e dalla splendida chioma rossa, per cui Tai sceglie dei giovani danarosi e sprovveduti da spolpare. Alla fine i vecchini Talmone vengono fatti fuori, così pure l'ultimo merlo spolpato, mentre il cinese va in prigione e la ragazza si volatilizza. Ma nella seconda parte la si rivede intenta a derubare un poeta cognato di un miliardario. Riuscirà la meravigliosa ragazza a persuadere :il detective di essere davvero un'amante della poesia e a sedurlo con i suoi occhi e i suoi capelli, oppure finirà sulla sedia elettrica? Indovinala grillo. È uso infatti non raccontare la fine dei gialli, non so bene perché, visto che nel giallo americano non ha la minima importanza, tanto sono tutti disposti ad ammazzare tutti e non importa chi lo faccia e chi ci lasci la pelle. A noi di Hammett sembrano interessanti solo i libri e i racconti in cui il detective sfida un'intera società gestita da qualche onnipotente superfarabutto. Ci ricorda l'Italia di oggi.
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