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De Marchis Giorgio - Il poeta, il ragazzo, la ragazza a Roma d'inverno nel 27 a. C. | Di Orazio, De Marchis rievoca temi e tracce biografiche: gli studi a Roma e ad Atene, la partecipazione alla battaglia di Filippi sotto le insegne di Bruto, la riabilitazione e il suo definitivo avvicinarsi ad Ottaviano, complice la benevolenza di Mecenate. Della sua opera sono i Carmi privati (del distacco, del tramonto, dell'addio), quelli su cui l'autore si sofferma maggiormente e due di essi, rivolti rispettivamente al ragazzo e alla ragazza del titolo, sono la guida attraverso la quale De Marchis vuole farci partecipare a questo mondo solo apparentemente lontano.
pia (02-03-2010) Una meraviglia. Godimento assoluto. Quell'Orazio che, come dice l'autore, purtroppo abbiamo studiato al Liceo, e che, prooprio per questo, molti di noi non hanno più letto, scivola silenziosamente nella nostra mente, nella nostra coscienza e nella nostra memoria: il poeta, immaginato accanto al fuoco, insieme ad un interlocutore che non interloquisce, con lo sguardo perso verso il Monte Soratte, tutto imbiancato da abbondanti nevicate, diventa quell'amico, quel benevolo compagno, quell'intelligente provocatore di cui ci sembra di non aver mai colto l'essenza.
Libri così sono doni, autentici doni. Vediamo di meritarceli. Leggetelo, regalatelo, diffondetelo e non siatene gelosi, perché la tentazione di esserlo è forte. E fatelo leggere, soprattutto, ai vostri figli, che in II Liceo guerreggiano per tradurre, spesso in un italiano orrendo e approssimativo, le raffinatezze di Orazio, e, come abbiamo fatto noi prima di loro, non vanno oltre. Elegante, profondo, divertente, coraggioso, colto: che dire di più? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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