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Piazzese Santo - I delitti di via Medina-Sidonia | "I sani, buoni, misteriosi delitti, che gli mancano tanto; quelli che rendono vivibili tutti i paesi civili di questo mondo. Quelli con un bel movente, quelli da scavarci dentro, come Maigret, come Marlowe, o - più realisticamente - come don Ciccio Ingravallo, per arrivare alla fine ai meccanismi elementari della psiche. Da noi, però, c'è la mafia che oscura tutto, e non concede a un detective brillante alcuna possibilità di uscire dalla routine". Ma il delitto, il duplice delitto, che insanguina Palermo, nei giorni del pieno scirocco, i giardini botanici, è di quelli sani buoni e misteriosi: senza mafia, radicato invece in una complicanza annosa di gelosie e inconfessabili colpe, in un ambiente di ozi e stranezze universitarie. Conduce l'indagine una specie di prototipo palermitano, colto e nullafacente, raffinato e sensuale, ironico e sentimentale, così simile - per chi conosce Palermo - a una versione sprovincializzata e moderna dei siciliani di cui diceva il principe Fabrizio del "Gattopardo" (o a un miscuglio meridionale di Marlowe e Philo Vance). Ed è questo suo senso metastorico di superiorità che gli permette di condurre l'indagine con la facilità, e la felicità, di chi insegue un ritmo.
Recensioni 1 - 20 di 28 recensioni presenti. Media Voto: 2.92 / 5claudia (10-03-2011) L'ho trovato incredibilmente farraginoso sin dalle prime pagine. A meno di metà, ho iniziato a saltarne porzioni sempre più ampie, scoprendo con delusa meraviglia che la cosa non influiva affatto sullo sviluppo della trama - cosa che, in un giallo, dà da pensare. Sono d'accordo: scritture meno virtuose ma più scorrevoli, vedi un Carofiglio, rendono ben più intensamente atmosfere e personaggi. Qui sembra che tutto rimanga su una caotica superificie. Ho finito per lasciar perdere, cercando solo... il nome dell'assassino. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Anna (29-11-2010) A dir poco irritante. Troppo costruito e artefatto lo stile. Si vuole a tutti i costi definire i contorni anche interiori di un personaggio e delle situazioni che affronta, ma l'abilità di uno scrittore sta proprio nel lasciarle intuire al lettore, non nell'esplicitargli, ad ogni piè sospinto, il significato delle virgole. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Gozer (19-07-2010) Come giallo non è granchè: il mistero è anzi un po' banalotto. Tuttavia, superate le prime pagine, in cui il protagonista viene tratteggiato attraverso i suoi gusti cine-musical-letterari elencando una sequela di titoli, il racconto è piacevole e a tratti anche divertente, grazie anche all'ironia ad all'autoironia del protagonista. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
alessia (28-04-2010) La lettura mi è stata appesantita dall'antipatia del protagonista, che si presenta facendo sfoggio della sua cultura intellettuale (cinema d'essai, jazz, romanzi d'autore, metafore graffianti ma incomprensibli), esaltando la sua intelligenza e il suo cinismo,utilizzando un linguaggio eccessivamente rubato alla biologia (giusto per dimostrare che lui la conosce bene). Ci risparmia solo dall'esaltare il suo aspetto, ma fa ben notare che se si circonda di femmine eccezionali, sicuramente un certo appeal ce l'ha. Nella sec. parte l'uomo "colto e impossibile", però, scade nello stereotipo dell'"italiano medio davanti alla straniera" e contemporaneamente il linguaggio scientifico è abbandonato a scapito di inglesismi e francesismi spesso inopportuni. Più che un giallo è il giallo a far da cornice a "vita e virtù di Lorenzo Lamarca" (che l'autore non smette mai di ricordarci quanto è bravo!). Aspetto favorevole l'originale ambientazione: la "competizione da dipartimento universitario" non è tema frequente in libreria. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
mimma (10-09-2009) stucchevolmente pretenzioso Voto: 1 / 5 |  |  |  |
stefania (21-03-2009) anche se la storia non è particolarmente brillante, il libro è davvero carino, sia per come è scritto sia per la descrizione degli ambienti panormiti (che io ho apprezzato molto, mancando da palermo da diversi anni e amandola tanto profondamente). lo consiglio, soprattutto ai siciliani! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Rossella (01-12-2008) Lettura divertente ma non non è un vero e proprio giallo. Descrive in modo piacevole l'ambiente in cui si svolge "l'azione", linguaggio ironico e battute divertenti. L'ho trovato simile a Carofiglio ma meno bravo. Buona lettura. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Pol (29-11-2008) Capisco per carità i lettori che si lamentano delle divagazioni, della eccessiva lentezza per un giallo, etc.etc. Cercano un altro tipo di prodotto, fanno bene a leggere la cilena o altri.
Capisco meno i commenti che tacciano piazzese di provincialismo, di furbizia, o altre angherie. Si dimostra una specie di idiosincrasia per l'arguzia, per la classe, per il gusto, tutto cose che piazzese possiede e domina e che usa nel libro. Sono fine a sè stesse? non penso, concorrono tutte a delineare quel fantastico personaggio di La Marca...che è appunto fantastico, perchè un ricercatore che trova il tempo di fare tutte quelle cose forse non può esistere, ma è tanto affascinante proprio per quello..."il mis-conosciuto jazz" (mon dieu, cosa mi tocca leggere, gli italiani si merita d'alessio..), il cibo, la psicanalisi mai in eccesso ma sempre presente, insomma una miriade di riferimenti in cui, lo capisco, il lettore meno attento e più annoiato (c'è sempre il cinema) si perde e annega...
Per gli altri, quelli che come me si sono ritrovati più di una volta nella situazione di scoppiare a ridere, o anche solo a sorridere, sugli autobus o sui treni, con gli altri passeggeri che li guardano come pazzi...bhè..bhè.. c'è la scoperta di un autore fantastico, che regala un piacere di lettura che raramente ho mai provato. Tanto, che il terzo, il soffio della valanga, lo sto centellinando....
Grazie Santo Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Francesca (13-09-2008) Il suo modo di scrivere non è mai noioso e si fa perdonare le forse eccessive divagazioni (imperdonabili a mio parere in un giallo perché mortali per la necessaria suspence) che a volte tuttavia riesco a condividere per un fatto di comunione generazionale e per essere vissuta a lungo a Palermo e non averne dimenticato lo scirocco. Forse il finale è un po' deludente e inoltre trovo il personaggio della ragazza americana completamente inutile. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Giuliopez (26-11-2007) Veramente piacevole, accattivante e ben scritto. Complimneti allo scrittore - biologo siciliano. Leggerò senza dubbio anche gli altri due romanzi, sperando che ci regali altri "episodi" di La Marca e/o Spotorno... Da leggere! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
mila (05-09-2006) E’il primo libro che ho letto di Piazzese e l’ho trovato piacevole ed ironico e con una trama ben congeniata.
Assolutamente accattivante è la figura del protagonista La Marca, un biologo che si improvvisa poliziotto, un personaggio reale e simpatico, le cui digressioni sui suoi gusti e preferenze musicali, gastronomiche, cinematografiche e letterarie, danno un’ impronta particolare ed originale al romanzo.
Una citazione a parte merita poi l’ambientazione: Piazzese riesce a dare un’immagine precisa e vivadi Palermo, con i suoi colori, sapori e tradizioni ed il modo di fare e pensare dei suoi abitanti.
Da non perdere.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marco (03-09-2006) un libello furbastro, tracimante di citazioni di tutto ciò che "fa" intenditore senza tuttavia spiegare come: dove lo trova il personaggio il tempo di insegnare, ascoltare centinaia di brani musicali, bere (conservando la lucidità...) ettolitri di liquori vari, leggere le tesi dei poveri laureandi, dirigere un laboratorio, scegliersi i capi di abbigliamento, andare allegramente in giro per palermo e provincia ... ma questo sarebbe il meno. è che chi scrive un giallo, noir e similia, deve, pena la incoerenza e nulla credibilità, mantenere un rapporto di correttezza con il lettore, non nascondendo elementi per cacciarli fuori al momento giusto.
se si vuole avere un esempio, leggere fred vargas, oppure, ancora meglio, dal momento che sono conterranei, sciascia (che ancora sovrasta camilleri, sebbene si stia parlando delle alpi rispetto monti sibillini). valido come guida turistica. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
gaetana distefano (03-06-2006) ho appena finito di leggere i delitti
di via Medina Sidonia,mi è piaciuto,
ho ritorvato la vita e gli ambienti del
sud,da cui provengo.
Inoltre sono stata da poco a Palermo,
ho gustato i riferimenti ai monumenti,
ricordo ancora le belle cupole rosse e i
palmizzi.
Anche le citazioni riferite al cibo(per esempio
al pane, alle olive, ai carciofi sono state particolarmente gradite.
Anch'io ho vissuto il 68,le lotte tra compagni e
camerati all' università.
Camilleri,però , nei suoi gialli mi sembra più essenziale, mi pare che vada dritto allo scopo
senza divagazioni.
Anche così, con questo ritmo lento,ho gustato il libro.
Credo che leggerò gli altri libri.
Libro gradevole ed evocativodi tempie di luoghi,
penso che l'autore anchese valente ,debba affilare i suoi mezzi espresivi,buon libro, da
leggere in queste seredi primavera,non ancora un capolavoro, ci sono troppi riferimential vissuto Voto: 1 / 5 |  |  |  |
luciana luciabordi@virgilio.it (28-03-2006) l'ho letto qualche anno fa ... non mi sento di dare giudizi letterari ma ricordo che mi aveva particolarmente colpito il fatto di ritrovare la Palermo che avevo da poco visitato, anzi avrei voluto averlo letto prima per poter meglio assaporare alcuni aspetti della città che, inevitabilmente, come turista difficilmente si riescono a cogliere. Io lo inserirei anche tra le guide turistiche, insomma il racconto come canovaccio per una diversa visione dei luoghi. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Brice fabrizio22861@tele2.it (11-04-2005) Molto carino, c'è tutta Palermo in questo libro. Ben scritto, non è un grande capolavoro, ma è un libro davvero piacevole che si tutto d'un fiato. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Chicco ita470@hotmail.it (23-03-2005) Trovo Piazzese assolutamente geniale.
Sono deliziato dai suoi riferimenti culturali, musicali e alcoolici.
Mi piace moltissimissimissimo il mondo di Lorenzo La Marca e meno, molto meno quello del Commissario Spotorno.
Comunque congratulazioni a Piazzese, leggibilissimo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Peppe giuseppe.lb@tin.it (21-03-2005) Il romanzo è davvero esilarante e cinvolgente dall'inizio alla fine, non ci si stanca mai di leggerlo e lo si potrebbe finire in un'intera giornata. peccato che ci sono altre cose da fare!
Innanzitutto vorrei rispondere a quei lettori che hanno definito Piazzese intollerabile poichè da sfoggio della sua cultura. E' vero anch'io molti riferimenti a films, libri e soprattutto al Jazz non li ho compresi perchè non conoscevo l'argomento, il libro o il pezzo musicale di cui parlava in determinati momenti. Però non vi sembra a questo punto che sia il caso,anzicchè di criticare chi ne sa più di voi, cercare di colmare quelle lacune e quindi di acquisire nuove conoscenze che possono soltanto ampliare il vostro bagaglio culturale e farvi da maestre nella vita?
Non mi dite che Piazzese sia noioso, perchè non lo è affatto, provate a leggere De Carlo e poi vediamo chi è davvero noioso( questo solo per farvi un esempio).
Semmai, unica nota critica che si può fare a Piazzese è il fatto che procede la descrizione del "popolo" di Palermo per stereotipi, cioè non dice niente di più che già non si sappia sui Palermitani nel resto d'italia. Perchè allora non provare a descrivere ciò che non si sa sui Palermitani?
P.s. Se aveste la possibilità di assistere ad una conferenza di Piazzese, quali domande gli porreste?
Se volete potete inviarmi le possibili domande perchè avrò l'opportunità di incontrare Piazzese e di rivolgergli delle domande.
Aspetto la vostra collaborazione... Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Elena (09-02-2005) Perfettamente d'accordo con il commento precedente. Irritante, spocchioso, noioso. Veramente illeggibile, l'ho finito solo nella vana speranza di trovare qualcosa che potesse salvarlo. Se proprio volete leggere qualcosa di leggero, brillante e piacevole, provate Carofiglio. Del resto, come il Sommo Camilleri non esiste nessuno. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
sa (05-10-2004) Ma davvero piace Piazzese?
Io non mi riesco a capacitare di questa circostanza. Cerco di parlarne con la gente, ho letto anche questi commenti, ma davvro non capisco.
Come fa a piacere Piazzese? Come fa a non scocciare uno che in 20 pagine cita 21 pezzi di misconosciuto jazz, che parla di marche di whisky e cinema d'essai per darsi un tono come vuole il peggior provincialismo?
Non lo so. E' divertente? A me sembra intollerabile. E' avvincente? Ma cosa, un biologo detective? Suvvia, siamo adulti...
Ad ogni modo, bravo Santo: se da principio vendevi grazie al traino che sugli scaffali delle librerie ti offriva il vecchio camilleri, oggi al terzo libro i lettori che hai sono tuoi e solo tuoi.
Buona fortuna a te e buon divertimento ai loro. Non è facile distinguersi nell'inflazionato panorama dei giallisti dell'ultimora e quindi, malgrado non rientri nei miei gusti, sinceri complimenti. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
luigi (04-10-2004) Ironico, scorrevole, piacevole. Forse può anche non piacere, ma a me è piaciuto. Provare... Voto: 5 / 5 |  |  |  | Recensioni 1 - 20 Recensioni 21 - 28
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