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Kristeva Julia - Una donna decapitata |
| La recensione de L'Indice |

scheda di Bigliosi, C., L'Indice 1997, n.10
In una serena mattina d'autunno, il corpo di Gloria Harrison viene trovato decapitato nello studio della sua lussuosa e labirintica villa di Santa Barbara. La vittima, una traduttrice poliglotta di buona famiglia, è soprattutto una "mater dolorosa". Vedova di un pittore dotato e apprezzato, e in seguito amante infelice di un ambiguo mercante d'arte, Gloria ha dedicato ogni suo sforzo alla (ri)educazione del figlio, nato sordo e con difficoltà di parola. Un commissario melomane, tal Northrop Rilsky - più preoccupato di non perdersi qualche concerto di Bach che non di inoltrarsi nei tortuosi meccanismi psicologici di chi ha stordito Gloria con una massiccia dose di antidepressivi per poi strangolarla e infine decapitarla -, segue le indagini, assistito da un giornalista francese le cui acutissime intuizioni porteranno alla soluzione del macabro delitto. Per un lettore intraprendente potrebbe essere d'aiuto ricordare il titolo originale del romanzo, "Possessions", qui tradotto con il più chiaro e cornwelliano "Una donna decapitata". Dopo "I Samurai" (Einaudi, 1992), questo di Kristeva è un riuscito "divertissement", che si iscrive nel contesto di un lungo percorso di studiosa di letteratura e di psicoanalista, da sempre concentrata anche su problemi di semiologia.
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