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Ibargüengoitia Jorge - Due delitti | A seguito di frequentazioni politicamente compromettenti, un disinvolto giovanotto è costretto a fuggire da Città del Messico e a separarsi per qualche tempo dalla sua compagna, pure lei implicata nelle stesse vicende. E' l'inizio di un viaggio che, subito discostandosi da atmosfere metropolitane, si inoltra fra stagnanti terre di provincia, ma sempre con l'obiettivo di raggiungere una paradisiaca Spiaggia della Mezzaluna, dove le palme si levano costeggiando il mare e la sabbia è bianca quanto fine. Tuttavia, invece di approdare su rive di sogno, il nostro eroe si ritroverà costretto a indugiare nella dimora di un vecchio e ricco zio colto da paralisi, attorniato da parenti in attesa della sua morte.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Milano, E. L'Indice del 2000, n. 02
Erano dieci anni che le opere di Jorge Ibargüengoitia, autore di Il caso delle donne morte, pubblicato in Italia per la prima volta nel 1975 dalle edizioni La Rosa, poi ripreso da Einaudi appunto nel 1989, non comparivano nelle nostre librerie. Prima vennero Le folgori d'agosto (Vallecchi, 1973) e Ammazzate il leone (Feltrinelli, 1986), e ora arriva Due delitti, appartenente all'ultimo periodo della produzione del messicano, scomparso nel 1983. Due delitti, due sequenze narrative, due punti di vista: Ibargüengoitia palesa nel titolo il dualismo che fa da motivo conduttore all'intera opera, sapiente lavoro di disvelamento dei meccanismi soggiacenti alla struttura classica del romanzo giallo. La storia del crimine, che secondo i canoni del genere non è oggetto di narrazione bensì ha statuto di antefatto ricostruito in sede di indagine, acquista consistenza indipendente attraverso le parole di Marcos, il giovane protagonista che, a seguito di una sfortunata serie di coincidenze, si ritrova suo malgrado sospettato di un attentato politico nonché coinvolto nella fitta ragnatela di livori e ostilità intessuta dai possibili eredi dello zio Ramón, presso il quale si rifugia. La seconda sequenza, narrata dalla voce di Don Pepe, amico di lunga data dell'anziano possidente, incarna l'essenza vera e propria del poliziesco, e ne rispecchia la struttura: l'omicidio cui prelude la prima parte se ne fa esordio e pretesto narrativo. Ma l'epilogo serba delle sorprese: l'inchiesta, anziché ricondurre all'ordine e alla giustizia, si affossa tra le pastoie della corrotta burocrazia messicana, e non impedisce il compiersi di un successivo delitto che conclude l'opera. Niente cattivi veri, e niente detective eroici. Solo personaggi ordinari alle prese con le loro piccole mete private, e tra loro i due vecchi, ultime vestigia di una qualche moralità scaltra, costantemente insidiata dalla meschinità che la circonda. Due delitti dà l'idea di essere un romanzo dal carattere discreto che evita consapevolmente picchi di complessità letteraria.
Eva Milano
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