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Camilleri Andrea - La concessione del telefono |
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La concessione del telefono
14,46
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Media Voto: 4.4 / 5andreab (12-01-2010) Clamoroso, uno dei più belli di Camilleri. Per quanto intriganti e divertenti possano essere i romanzi di Montalbano, le opere di Camilleri ambientate nella Vigata di fine '800 hanno una marcia in più. L'autore si sbizzarrisce nel costrutto narrativo (anche il Birraio di Preston era un capolavoro), usando qui una forma alternata tra l'epistolare e il parlato che svela e dipana man mano la surreale vicenda. Lo sguardo sulla Sicilia di fine '800 in realtà diventa un manifesto della sicilianità e perchè no, ahimè, della Italianità tutta, persa tra familismi, burocrazia, soggezione ai potenti, angherie arbitrarie, politici arroganti, codardie, salamecchismi, storie di corna e sesso impellente e rari esempi di attaccamento al dovere e al gusto per la verità. Il tutto con uno rassegnato sguardo ironico che ci consente di ridere dove ci sarebbe da piangere. Un libro nel suo piccolo necessario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MaunaKea (30-08-2005) 1998 - Uno dei libri piu' belli di camilleri senza ombra di dubbio, lo stile epistolare e' geniale e si adatta perfettamente alla storia, l'intreccio e' divertente e avvincente. Bellissimi i personaggi. Come sempre Camilleri prende spunto da qualche documento storico che gli e' venuto alle mani per costruire una sotria probabilissima e piena non solo di sicilianita' ma anche di italianita' mischiando realta' e finzione. Non e' un giallo, lo definirei piu' un romanzo a tutto tondo, e lo considero una delle punte di diamante di tutta la produzione di Camilleri. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
tenzing norkhay tenzingnor@yahoo.it (21-12-2001) Un altro bellissimo libro di Camilleri, molto divertente ed insolito, questa serie di lettere, atti “ufficiali” vari, dialoghi che ruotano attorno a questa domanda per un telefono….alla fine dell’800. Il dialetto siciliano è reso in modo impeccabile, i tempi e le situazioni sono cadenzate in modo assoltamente non perfettibile. Un libro mai noioso, anzi in fondo si vorrebbe che non finisse mai, dato che il protagonista riscuote da subito la totale simpatia del lettore. Della storia è meglio non dire nulla, solo che essa è costruita intorno ad una motivazione che più umana non si può, e che anche nell’800 c’erano raccomandazioni, mafie varie, pubblici ufficiali ottusi ed inetti accanto a funzionari precisi ed onesti. Potrebbe benissimo essere trasportata al giorno attuale, magari ambientandola nel mondo di Internet, dato che di telefonia ne abbiamo fin sopra i capelli.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefania (06-03-2001) Gogol rivive in Trinacria!
Intrigante la struttura del libro,
narrazione divertente in superficie
ma non priva nel fondo di un invito serio e filosofico a pensare cosa sia la "realtà" per gli umani. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Lo Nigro M. Grazia (24-08-2000) Come può la concessione di una linea telefonica scatenare una concatenazione di malintesi. Non vi sembra leggendo il libro di ritrovare uno spaccato della realtà italiana. Ho avuto l'impressione di leggere le pagine di qualche famoso quotidiano. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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