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Hardy Thomas - Piccole ironie della vita | La chiave dell'arte dello scrivere, sosteneva Hardy anticipando di più di mezzo secolo quello che dirà Borges a difesa della narrativa d'intreccio, sta nella capacità di mescolare in giuste dosi il banale quotidiano e lo straordinario. L'avventura grandiosa di un essere umano qualunque, o la giornata qualunque di un grande personaggio: questo è il racconto. E il dosaggio è così riuscito in questi racconti del 1894, da incoraggiare a sottoscrivere il giudizio che nel 1949 ne dava Annie Messina: è impossibile annoiarsi leggendoli. Sono parabole rapide e disastrose di destini comuni, che il caso invece seduce e poi atterra: ironicamente, appunto. Hardy le segue nel loro tragitto con uno sguardo di sconsolata pietà, di romantica malinconia.
Andrea (16-07-2003) La produzione novellistica Hardyana è stata spesso posta in secondo piano rispetto quella romanzesca; ma a scoraggiare tale atteggiamento dovrebbero essere sufficienti le nove gemme racchiuse in questo libro. Vero è che alcune di esse brillano più di altre - IL VETO DEL FIGLIO in particolare -, ma in ognuna si può sicuramente ritrovare la mano dell'Hardy dei romanzi migliori in quanto a stile, vigore narrativo e tensione psicologica. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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