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Glauser Friedrich - La negromante di Endor | La grande fortuna del romanzo poliziesco (sosteneva Glauser in un articolo a difesa del realismo nella narrativa poliziesca) era dovuta all'essere rimasto, il "giallo", l'unico genere di romanzo a occuparsi ancora della vita vera: "la rappresentazione degli uomini, del loro destino, dell'atmosfera in cui si muovono". Una tesi che spiega una caratteristica del suo narrare che colpisce chi lo legge: qualsiasi storia inventi Glauser, anche il pių intricato destino, č sempre come se, pių che raccontare, ricordasse qualcosa di vissuto. Un bisogno di essere presente alla trama della fantasia che ha un gusto bizzarro nei foschi e complessi suoi romanzi polizieschi.
| La recensione de L'Indice |

scheda di Bond, A. L'Indice del 2000, n. 03
Fantasmi arditi, spiriti ribelli e veggenti impavidi sono il popolo variopinto, seppur spettrale, delle sette storie di Glauser (1896-1938) ambientate tra la Svizzera e la Francia di inizio Novecento. Preziosi spaccati di una società al tramonto, i racconti dell'autore svizzero tedesco traggono spunto dalle cronache dell'epoca e oscillano tra il mistero e il terrore, sfociando spesso nell'occulto. Sulla stessa lunghezza d'onda di Poe e più raffinato, seppur meno terrorizzante, di Lovecraft, Glauser riesce a tenere il lettore col fiato sospeso fino alla fine dei vari racconti, ciascuno dei quali si risolve con una spiegazione logica. Ma non ci si faccia ingannare dalla soluzione apparentemente razionale dei casi: a una lettura attenta, appare evidente che lo stesso Glauser propone con una certa ironia la versione ufficiale degli eventi lasciando aperta, a chi voglia, la porta dell'universo dell'irrazionale e dell'occulto. Stilisticamente agile e godibile nell'insieme, Glauser pecca talvolta di una certa ridondanza descrittiva, indugiando su particolari superflui ai fini della narrazione.
Vittoriana Bondì
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