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Vigevani Alberto - La febbre dei libri. Memorie di un libraio bibliofilo | Alberto Vigevani è stato un poeta, un romanziere e un bibliofilo. E queste tre determinazioni si incontrano e si mescolano in questo libro. Vigevani narra, in un unico lungo racconto, diviso per quadri, la sua avventurosa vita di cacciatore di libri rari. E sono immagini di fresco e divertito umorismo, movimentate dalla tensione dell'attesa, dal gusto della conquista, di grande tenerezza per i suoi anni, i suoi incontri, i suoi mari del Sud e le sue giungle di carta e di inchiostro.
Media Voto: 5 / 5Toppi Alessandro (16-12-2009) Pareti di libri, ingiallite per pagine e luce, ed una polvere pesa che rende nobile, grigio, importante ogni tomo carezzato per sguardo. L'indice disegna traiettorie: per ogni dorso un tempo, per ogni titolo un mondo, per ogni nome una storia. E, ad ogni scavo, un lembo trovato dell'anima: della propria, dell'altrui, della condizione comune dell'essere uomini. Scrive Pamuk: "con i soldi che mi dava mio padre compravo nelle vecchie librerie di Istanbul, con grande avidità, come se volessi riempire i vuoti della mia vita, libri usati dalle pagine ingiallite e polverose. Quelle librerie fatiscenti e disordinate che si trovavano sui lati delle strade, nei cortili delle moschee, sotto i muri diroccati, mi influenzarono quanto i libri che leggevo". Altro ed ancora è una libreria antiquaria: è altro dal nuovo che è tocco di plastica, dal celere che è fretta distratta, dal lucido che è abbaglio accecato. Ed è ancora: terra di memoria e ricordo, luogo di cultura e sapere, patria di uomini che vivono di libri e di libri che sopravvivono per gli uomini. Ed altro e ancora è "La febbre dei libri" di Alberto Vigevani: stanza cartacea che è sede d'incontri ombratili; passaggio in volume a dimore celate; scrigno d'inchiostro per mirabilie d'altro nero vergato. Incrociamo, così, Galanti e Raffaele Mattioli, Aldovrandi e Niccolò Gallo, Hoepli e Tammaro De Marinis. Ed ancora: Gadda ed il giovane Paolo, Contini e Stefano perso in parole, Einaudi ed un'errante tedesca "che correva trafelata la città, comprando da un libraio il libro richiesto dall'altro". Giungiamo ad Asolo e Cambridge, Castelfranco e Parigi, Nola e New York. Ed a Torino, Milano, Firenze; in biblioteche e conservatori, in stazioni e castelli, su navi e in cantine. Ed amiriamo il "Polifilo" di Manuzio ed un Dante da caveau, lo scrittoio di Foscolo e la Bibbia di Savonarola, il "Candelaio" parigino ed il "Decamerone" in carta di Cina. Come solo possibile in una gran vita, in un gran storia, in un gran libro. Come solo possibile in una libreria antiquaria. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Damiano (04-09-2008) Splendida questa irregolare raccolta di ricordi. Affascinante seguire Vigevani nelle sue ricerche di libri preziosi nelle biblioteche di palazzi nobiliari o nelle bancarelle dei librai di Parigi. Divertenti gli aneddoti riguardanti personalità celebrate come Bacchelli, (Luigi) Einaudi, Contini, Gadda, ma anche personaggi straordinari anche se meno noti come Tammaro De Marinis o J. Irving Davis...Raffinatamente rapsodico, è un libro da centellinare, con riguardo. Da tenere sul comodino, perché possa essere continuamente riletto, con la stessa deliziosa indolenza con la quale sembra essere stato scritto. Gli assegno un voto pari a 5 solo perché non posso dargli 20. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Tino Cobianchi (30-04-2002) Per i tipi di Sellerio è uscito “La febbre dei libri”, volume indicato per tutti coloro che amano i libri e la lettura. L’autore è Alberto Vigevani (1918-1999) scrittore ed apprezzato bibliofilo. Il libro è composto dalle memorie autobiografiche di Vigevani come librario, ma soprattutto come appassionato cultore e ricercatore di libri rari. Il quadro che ne emerge presenta la figura di un raffinato “libraio bibliofilo” e di un mondo forse poco conosciuto e pieno di fascino.
Un primo insieme di racconti riguarda l’attività di libraio antiquario dell’autore. Alberto Vigevani ricorda, assieme agli inizi della sua attività (“libraio divenni solo quando, per le leggi razziali, mi ritrovai a non poter seguire la mia vocazione verso gli studi di letteratura francese”) e ai primi colpi messi a segno come antiquario, anche episodi della sua vita privata, gli ambienti culturali frequentati, la nascita del figlio, la militanza antifascista, gli anni dell’esilio. “Libri, primi amori”, “Antiquari e antifascisti”, “Il mio Aventino”, “Librai per scelta e per forza” e “Paolo” sono i racconti che meglio d’altri rievocano quel periodo. Alcuni racconti, “Primi passi nell’editoria” e “Editore mancato”, ripercorrono invece l’attività come editore di Vigevani. Un altro gruppo di scritti passa in rassegna le esperienze legate alle scoperte di rarità librarie. Attraverso la loro lettura si può conoscere il lungo (e a volte costoso) apprendistato compiuto dall’autore per diventare affermato libraio antiquario. “Il Dante di Torino”, “De piscibus”, “Algoritmus”, “Acrobazie in biblioteca”, “Senza orecchi musicale” sono alcuni dei racconti in cui l’autore parla delle emozioni legate al ritrovamento di un libro raro. Tra questi spicca anche “Chartusia Papie”, legato ad un libro rarissimo sulla Ce Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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