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Giménez Bartlett Alicia - Giorno da cani | Petra Delicado, ispettrice della polizia di Barcellona, e il suo vice Garzon, non sono il tipo dell'investigatore speculativo, l'errore e l'abbaglio li mettono sulla pista giusta molto di più che non la deduzione. Nel caso di "Giorno da cani" indagano, senza molta fortuna all'inizio, sull'omicidio di un poveraccio che traffica in cani, aiutati dall'ultimo fedele amico dell'uomo, il meticcio Spavento. Ma a quell'omicidio ne segue un altro e un altro ancora, e nella corrente principale degli eventi affluiscono, intersecandosi, sordidi commerci e storie passionali nel mondo dei cani.
15 recensioni presenti. Media Voto: 3.66 / 5Anna (09-10-2009) Gran bel giallo come non se ne leggevano da tempo! Complimenti all'autrice e ai suoi personaggi così reali, anche se forse Petra è un po' isterica. E tutto meno che... Delicado! Ma il libro è bello anche per questo. Grandioso anche il cane Spavento! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Elisa rorosm@tin.it (15-09-2009) E' il primo libro di qyesta autrice che leggo, consigliata dalla mia super bibliotecaria. Mi dispiace, ma l'ho trovato davvero deludente...
Gran parte del romanzo è incentrato su Pedra e l'indagine è un po' un sottofondo. Non mi ha appassionata anche perchè la narrazione è piuttosto monotona, secondo me. Io leggo motli thriller americani e gialli classici, che sono - chiaramente - portati all'esasperazione; ma anche il commissario Montalbano e Maigret si occupano di indagini "borghesi" e non risultano affatto noiosi; Montalbano recupera con il suo burbero senso dell'umorismo e un colorito dialetto, Maigret invece con acume e infinita pazienza. E' Alicia? Con i desideri sessuali di Pedra Delicado?? no no no Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Chiara Sav (29-06-2009) Terzo libro che leggo, fino a metà, o forse più, l'ho trovato un po' noioso e pesantino, non decolla, ripetitivo. Poi un po' meglio. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
floriana (07-02-2009) Ho scoperto questa scrittrice proprio grazie a questo romanzo e me ne sono innamorata! Ero stufa dei soliti polizieschi americani e la Giménez è la giusta risposta europea. Ambientato in una Barcellona caotica, criminale ma sempre molto umana i suoi personaggi prendono vita nelle loro debolezze e virtù. Benvenuta Alicia nella mia biblioteca personale! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
pasquale (27-02-2008) Come al solito stupendo. Non ci sono piu' aggettivi per questi lavori della Bartlett.
Solito 5 meritato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Fedo (18-02-2008) secondo capitolo della saga Delicado e secondo 5 pieno per quanto mi riguarda.
storia anche questa volta assolutamente prevedibile ma personaggi ke rendono il libro con i loro pensieri e con le loro vite molto bello.
Sarà che a me più dell'indagine vera e propria mi piace vedere come questa influenzi la vita e i ragionamenti dei due protagonisti; inoltre presenta alcune punte di ironia eccellenti...soprattutto nei dialoghi tra Petra e il povero Spavento. Fermin brillante più che mai. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Nadia (07-01-2008) Trama prevedibilie, come in tutti i romanzi della Bartlett; protagonista femminile di rara antipatia, con il suo femminismo che si riduce a renderla solo una pessima e ridicola copia di altri celebri poliziotti maschi; alcune parti un po' noiose. Tuttavia è il più divertente della scrittrice spagnola, grazie ad alcune pagine stupende dedicate a Férmin, che si conferma l'unica piacevole sorpresa di questa serie di gialli. Montalbano e Carvalho comunque (per fermarmi ai più recenti), sono su un altro pianeta. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Franco (30-12-2007) Dopo circa 100 pagine non ho voluto proseguire fino alla fine. Non che sia un romanzo noioso o poco scorrevole, non è questo che mi ha spinto all'abbandono, quanto il fatto di non essere riuscito a farmi coinvolgere dal personaggio narrante (a proposito: piuttosto preoccupante se molte donne si immedesimano in Petra con le sue vicissitudini private e certa facilità con cui vengono vissute). Questo è un tipo di giallo che più che concentrarsi sull'inchiesta in sé o sull'ambiente sociale o sulla trama gialla, ha il suo perno unicamente nel personaggio principale e molta parte (secondo me troppa) hanno suoi pensieri, dialoghi, desideri erotici, ecc. Per cui se tale personaggio non ci prende subito è inutile proseguire. Senza dover scomodare i grandi del passato di questa letteratura, come fanno le note di copertina in genere, Camilleri è di ben altra caratura (e pure Carofiglio, mi viene da aggiungere). Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Loredana (27-08-2007) Che dire... Incontro con la Gimènez Bartlett fallito al 100% con il risultato di abbandono del libro dopo appena dieci pagine! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (01-08-2007) Accurata descrizione del mondo canino, che mi ha lasciato fredda forse per la mia acclarata cinofobia o forse perché avevo intuito da subito quale sarebbe stato lo scenario d’azione. Anche se l’argomento mi è ostico, ho apprezzato la sicurezza stilistica di Alice Gimènez Bartlett Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Nazario natosoni@tin.it (18-09-2003) È quotidiana la cronaca delle aggressioni dei cani da difesa a persone inermi. Da condannare è il comportamento orgoglioso e minaccioso dei loro padroni, che poco fanno per proteggere gli indifesi. Nel cane addestrato c’è l’alter ego della loro aggressiva personalità e, come un giocattolo vivente, vanno in giro mostrandolo con spavalda superbia. Nel contempo, stanno dilagando i combattimenti clandestini di cani con il relativo business delle scommesse. Su questo scenario inquietante, Alicia Giménez ci ha imbastito un caso poliziesco che, sebbene modesto dal punto di vista investigativo, descrive con competenza il mondo delle complicità che stanno alla base di questo amorale commercio dei cani pericolosi. Un’indagine che prende le mosse dalla morte per pestaggio di un ladro di cani, alle apparenze un poveraccio e che, via via, coinvolgerà non solo gli operatori tradizionali, come gli allevatori, gli addestratori e i veterinari, ma anche importanti centri universitari di ricerca medica e un intero sottobosco di attività collaterali legate a questi squallidi commerci. È un racconto che non ha niente di sofisticato, non ci sono assassini psicopatici né eroi poliziotti. Assente la frenesia dell’azione. La morte ha le sembianze della sana passione d’amore e di qualche cazzotto di troppo. Pur tuttavia, GIORNO DA CANI affascina, intriga e diverte per la grande umanità di Petra e Garzón, gli ispettori del caso, assolutamente negati per le deduzioni speculative, ma molto predisposti e reattivi, invece, alle avventure sentimentali, alle infatuazioni e a i piaceri della vita. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
AoxomoxoA (28-07-2003) Un giallo onesto, scritto bene, con un accennato colpo di scena finale per la soluzione del caso.
Nel mondo Gialli-ispanici Montalban rimane inarrivabile con la serie di Pepe Carvalho (leggete "La solitudine del manager" o "Mari del Sud", sono di ben altro spessore). Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Lisa (15-03-2003) Un bel giallo inusuale, molto spagnolo, divertente, con personaggi sinceramente adorabili, ben scritto.
Considerato che l'ho comprato in aeroporto per portarmi dietro un romanzo che occupasse poco spazio senza essere troppo corto... un bel c*lo! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
simona sifra90@hotmail.com (09-12-2002) bellissimo lo spaccato critico e ironico sul mondo dei padroni di cani... solo chi ha un cane può apprezzare la fine ironia.... o no????
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
MGallus mgallus@tiscalinet.it (05-07-2002) finalmente un giallo onesto rigoroso e aderente alla realtà. scrittura asciutta e precisa senza giri di parole o falsi pudori.
gradevole e molto più che una "lettura estiva". brava alicia
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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