|
|  |
Costa G. Mauro - Yesterday | Pietro, il protagonista di questo racconto che sembra ritmato su diverse velocità, è un personaggio tipico di una certa generazione e di una certa condizione. Si muove pigro e a sua agio per Palermo, la sua città, con la quale ha un rapporto soprattutto sensuale: proprio di chi, nato e cresciuto in una città, vi si sposta non nello spazio, ma nel tempo; e la babele architettonica della grande città meridionale gli destina nicchie in cui il passato si è conservato particolarmente vivido e suadente. Ma chi sia veramente Pietro si svela, in un crescendo di «antipatia», attraverso degli episodi misteriosi. Delitti in cui casualmente continua a inciampare, che non sono tra loro collegati e non lo sono col protagonista, se non fosse per dei bigliettini che Pietro ritrova a ogni nuovo omicidio. Contengono, scopre presto, versi delle canzoni dei Beatles, e intendono essere messaggi precisi a lui diretti, a formare una intima comunicazione. L'indagine che Pietro è indotto a fare - per un'autodifesa o per narcisismo - si articola per lui come una autoanalisi, anche generazionale, alla fine della quale, assieme alla sorpresa della soluzione del giallo, viene la rivelazione di una città parallela, di una realtà parallela, di una rete di relazioni umane parallela, accanto alle quali, inconsapevole aveva da sempre convissuto. Ed è la crisi o la catarsi.
6 recensioni presenti. Media Voto: 1.5 / 5Flippete (09-07-2005) carneade ha scritto sopra che attende ansioso il prossimo romanzo di questo Costa. Ma è masochista? Io no. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
claudietta (09-07-2005) se questo scrittore è noioso come il suo romanzo mi auguro di non incontrarlo mai. Ma che crede di averlo fatto solo lui il '68? Pure mia madre ama i beatles e fa parte di quella generazione ma almeno non se la tira così tanto. E soprattutto non si mette a scrivere libri. Sconsigliatissimo Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Giorgio (09-07-2005) raramente ho letto un giallo (o pseudo-giallo?) così noioso. La scrittura è di un pretenzioso che scoraggia. Lo scrittore non ha proprio idea di come si fa un romanzo, a me mi ha fatto addormentare. Ma come si fa a chiamare romanzo questo mattone? Voto: 1 / 5 |  |  |  |
JohnW.L (02-10-2004) Mi dispiace che i Beatles siano serviti per vendere questo libro. Ci ho messo tutta la mia buona volontà, ma oltre pagina 10 non sono riuscito ad andare. La trama gialla esiste? Non l'ho vista, ho trovato un pasticcio infarcito della solita roba di nostalgici postsessantottini con melense malinconie e pruriti sessuali senili.
In questa collana hanno pubblicato Sciascia e Bufalino... Voto: 1 / 5 |  |  |  |
pepe carvalho (27-01-2004) Libro insulso, scritto sui ricordi di un'infanzia malvissuta e sulle pulsioni di un'anzianità malcompresa. E' un'elegia dell'età d'oro "de noantri", '68 e dintorni, che per fato e micro marketing incontra il noir. Costa, senza consapevolezza alcuna, riesce a frantumare, uno per uno, gli inviolabili comandamenti del thriller, segnati "nigro lapillo" da Patricia Highsmith. Siamo in piena legge di Murphy. Palermo, peraltro, risulta quel ghetto che gli scrittori di marca incerta fissano in 3 o 4 luoghi, in 3 o 400 persone, e in 3 o 4 idee/slogan. Un po' di sesso, per carità, ma niente seduzione. Viva Manuel Vasquez Montalban, viva il suo caminetto, che siamo certi si sarebbe orgogliosamente rifiutato di ospitare, per la sua pira, le pagine di Yesterday. Ma l'autore è un serial writer, e prima o poi si deciderà a scriverne il seguito: Today, e magari Tomorrow. Siete avvertiti. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Carneade carneade@infinito.it (17-02-2003) La storia ti prende, vuoi vedere subito come andrà a finire. Palermo affascina sempre.
Il linguaggio ha un che di "allucinazione" in alcuni passaggi, nella scrittura c'è del mestiere e si vede: si legge davvero con piacere. Il bravo giornalista Costa dà prova di saperci fare anche come "affabulatore". Attendiamo ansiosi qualcosa di nuovo.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Costa G. Mauro |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|