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James Henry - La figura nel tappeto |
Media Voto: 5 / 5paola (08-12-2010) Questo breve racconto non è un giallo, ma potrebbe esserlo per la capacità di James di creare una suspance incredibile.Non ci si aspetti soluzione del mistero: personaggi e avvenimenti e circostanze si incatenano gli uni alle altre, facendoci credere di essere vicino alla soluzione ma in realtà spostandola sempre più lontano, fino al limite dove non possiamo più vederla. James è maestro anche in questa caso nell'uso della parola. Un piccolo gioiello letterario. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
GASPARE AMOROSO (08-09-2002) La storia prende spunto da una sfida, lanciata ad un giovane critico letterario (l'io narrante), da un famoso scrittore, il quale sostiene che nessuno sarà mai in grado di scoprire "l'idea" che unisce completamente la propria opera, il comune denominatore, il mistero indecifrato e protetto dallo stesso autore.
Benché venisse acclamato da pubblico e critica, infatti, Vereker, questo è il nome dello scrittore, sostiene di avere un segreto, un filo che unisce tutte le sue opere, che spiegha la vera natura dei propri romanzi, una magia che nessuno, fino ad allora, era mai riuscito a scoprire e che svelerà solo a chi riuscirà a vedere "la figura nel tappeto".
Esclusivamente legata a questa enigmatica ricerca, la storia si nutre di una autonomia narrativa straordinaria, i personaggi si presentano sulla scena per brevi momenti, sfuggendo continuamente al protagonista che non riuscirà mai a svelarne il mistero.
Essi vivono solamente nella storia, non hanno volti, anime, sentimenti e le vicende si intrecciano quasi frettolosamente su uno sfondo asfittico.
Una short story, genere particolarmente amato dall'autore, che alla brevità del romanzo contrappone un ritmo cadenzato, asciutto ed essenziale, privo di descrizioni di ambienti e luoghi con il risultato di un opera concentrica ritmica ed efficace.
Henry James pubblica questo breve racconto nel 1896, lasciandosi alle spalle un'intera epoca di romanticismo e aprendo il varco alla grande scuola del novecento.
Il romanzo, infatti, esce dalla comune idea di narrazione per intraprendere la strada di un genere più ricercato, un genere che utilizza la parola e non la storia per suscitare nel lettore stupore ed interrogativi.
Il lettore viene condotto nella interminabile complessità dell'opera d'arte abolendo ogni vecchia concezione secondo cui la lettura della stessa è appannaggio esclusivo della critica dotta e sapiente.
Da qui l'interrogarsi sul ruolo del critico, fondamentale figura nella comprensione dei meccanismi che animano un romanzo, riferimento irrinunciabile Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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