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Lavagnino Alessandra - Le bibliotecarie di Alessandria | La saga di una famiglia dal 1870 alla fine della seconda guerra mondiale, narrata come il crescere di un albero nodoso e dai rami intrecciati, faticoso ma forte di una sua determinazione, dalle sue radici degli avi, lontane per geografia e posizioni sociali. Un'opera corale, o "un concerto italiano" come suggerisce il titolo della prima parte, ma che si stringe alla fine in un'infanzia e prima giovinezza.
Media Voto: 3.33 / 5Barbara (08-11-2007) Concordo. La storia non è male, ma troppo spesso si dà origine a lunghe parentesi noiose, che fanno perdere il filo, e il finale si conclude troppo frettolosamente.
Speravo fosse un romanzo più CORALE, e invece non lo è, perchè di molti parenti principali, si perde poi traccia. Non mi è piaciuto il continuo saltellare tra la III e la I presona, trovo sia piuttosto confondente. Bella la psicologia della ragazzina, contesa tra due famiglie. Deludente, invece, la figura della madre, sulla quale pensavo il romanzo puntasse molto, e che invece, lentamente, mette in disparte.
Insomma, un 3. Ma si poteva fare di meglio, soprattutto visto l'inizio, che ho trovato suggestivo e gradevole. Poi, diciamocelo, scrivere 50 o 80 pagine in meno, non avrebbe fatto male a nessuno... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
bruno - da Parigi (11-12-2002) Nel complesso è un buon libro, anche se manca di unità e quindi è disuguale. Nella prima parte, una galleria di personaggi che passano velocemente senza incidere sul nucleo del romanzo - che è la storia di Adriana, della sua evoluzione dolorosa dopo la separazione dei genitori, della sua ambivalenza verso di essi, del suo trovarsi, finalmente, con il padre, come uomo, nel dramma della guerra. Molte le pagine felici, particolarmente la descrizione dell'infanzia e dell'adolescenza di Adriana. Meno felici e non di rado superficiali le pagine su Marta, sua madre.Con o senza Alessandria, il libro è la storia di Adriana. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
stefy (08-08-2002) Un romanzo ben scritto, a tratti curioso per le riflessioni che l'autrice fa, soprattutto nel periodo dell'infanzia. Mi ha permesso di calarmi per brevi momenti in un'epoca lontana, svelandomene aspetti che altrimenti non avrei mai potuto conoscere. I personaggi sono ben delineati, ma il lettore non resta passivo durante la lettura, deve anzi capire e mettere insieme gli elementi sparsi tra le righe dall'autrice. Verso la fine pero' diventa un po' "tirato". Sarebbe potuto terminare, forse, una cinquantina di pagine prima. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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