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Carofiglio Gianrico - Testimone inconsapevole |
È stato ucciso un bambino di nove anni. Il piccolo corpo viene ritrovato nel fondo di un pozzo. Un delitto atroce di cui è accusato un ambulante senegalese, Abdou Thiam, che lavora nella spiaggia vicino la casa dei nonni dove il bambino è solito giocare. Inchiodano il senegalese indizi e testimonianze, ma soprattutto una foto e le dichiarazioni di un barista. Un destino processuale segnato: privo di mezzi, lo attendono una frettolosa difesa d'ufficio e vent'anni con rito abbreviato. Ma è un destino che si scontra con quello di un avvocato in crisi che trova, nella lotta per salvare Abdou in una spasimante difesa, un nuovo sapore alla vita.
Recensioni 1 - 20 di 148 recensioni presenti. Media Voto: 4.25 / 5Katia (30-08-2009) Leggero e veloce da leggere. Carino nel complesso, storia attualissima e caso di tutti i giorni. Trovo che chiunque possa ritrovarsi in una storia del genere. Da leggere senza troppa fatica. Voto: 4 / 5 |
Emanuele (27-07-2009) Se devo essere sincero a catturare la mia attezione è stato il dipinto in copertina di HOPPER del quale sono estimatore.Carofiglio con il suo romanzo ha messo una stupenda cornice.Ho trovato il libro esilarante e nel contempo serio.Nei pensieri che affollano la mente dell'avvocato Guerrieri emerge una comicità travolgente e dotta soprattutto quando fa autocritica.Nel lavoro invece il protagonista sfoggia un'alta professionalità smontando le trame dell'accusa per far affiorare nella Corte già viziata dal tarlo della condanna la teoria del ragionevole dubbio. Voto: 5 / 5 |
donato (15-05-2009) Testimone inconsapevole è un bel romanzo. Constatazione semplice ma innegabile. E perché tanta decisione? Per una serie di motivi, ovviamente. Perché ha una prosa semplice e scorrevole. Perché racconta una storia avvincente ed appassionante. Perché è carico di humour. Perché c’è di tutto: disperazione, speranza, dolore, gioia, angoscia. Ed infine, perché vi orbitano dei bei personaggi. Molto ben costruiti. Molto ben delineati, e descritti dettagliatamente, con tutto il loro carico di vizi, virtù.
È la seconda volta che leggo un romanzo di Carofiglio (la prima volta mi sono cimentato con Il passato è una terra straniera), e devo constatare con piacere che entrambe le letture mi hanno lasciato un bel sapore:il sapore di una bella lettura.
Voto: 4 / 5 |
paolo (12-04-2009) è stato il primo libro che ho letto di Carofiglio.In 1 mese ho letto tutto quello che ha scritto. Voto: 5 / 5 |
stefano cesari (03-02-2009) ho fatto confusione con i titoli e mi correggo:é questo che non avevo commentato e devo dire che mi é piaciuto molto, intelligente e scorrevole.. Voto: 4 / 5 |
rany_74 (12-01-2009) Molto molto molto carino!!!! Ti affezioni al personaggio di Guerrieri!! Da leggere Voto: 5 / 5 |
Emiliano elbuitre75@tiscali.it (11-01-2009) L'ho aperto pensando di leggere un buon libro. L'ho chiuso soddisfatto di aver letto uno splendido libro. Voto: 5 / 5 |
Ciro (29-11-2008) Davvero un bel libro. Stile semplice e pulito, mai pesante. Storia interessante e innovativa nel panorama italiano. Una piacevole sorpresa Voto: 4 / 5 |
Manuela (19-11-2008) Vorrei suggerire soltanto una precisazione a tutti quelli che lamentano di essersi imbattuti in questo libro aspettandosi un giallo e, in quanto a questa aspettativa, rimanendone delusi.
Infatti, cari lettori, questo libro non è un giallo classico o a enigma, non è un thriller. Bensì un Legal Thriller, per la precisione forse uno dei primi legal thriller finalmente approdati anche in Italia. E, per questo davvero, grazie Carofiglio. Voto: 5 / 5 |
marco (05-11-2008) "Tu credi che questo ragazzo senegalese sia innocente? Non lo so, in un certo semso non e' un problema mio, ci tocca difenderli meglio che possiamo, siano innocenti o colpevoli. La verità, se esiste, la devono trovare i giudici. Noi dobbiamo difendere degli innocenti." Un libro esemplare, scorre lineare e ti avvolge. Alla delusione amorosa, segue il riscatto della " Vita". Grazie, Carofiglio. Voto: 5 / 5 |
Tinama (12-09-2008) Ti accosti ad un libro certo di leggere un giallo e ti ritrovi di fronte a tutt’altro che ti sorprende e ti coinvolge non solo per la trama ma anche perché ti sollecita riflessioni e analisi personali.
Bello, veramente bello! Interessante l’ultima arringa dell’avvocato Guerrieri, toccante la sua fragilità di uomo che emerge lungo tutta la narrazione e che non depaupera il professionista anzi dà l’idea della completezza di una persona fino negli aspetti più reconditi, che non si osano rivelare nemmeno a se stessi. Il protagonista cresce man mano che questi emergono e vengono riconosciuti. “L’occasione fa l’uomo ladro” dice il proverbio. L’occasione, in questo caso, può fare un uomo. Il libro merita una rilettura.
Voto: 4 / 5 |
lhl (01-09-2008) mi è parso inferiore rispetto ad altre sue opere, comunque interessante da leggere, forse un po' troppo legato nello stile e nella trama. Comunque i colpi di genio sono presenti tra tante belle parole, a volte un poco stantie. Voto: 3 / 5 |
Fabio (24-06-2008) Non è senz'altro un libro che cambia la vita, probabilmente non puntava così in alto neppure chi l'ha scritto. Svela certi passaggi dell'ambito giuridico e trascina il lettore in uno scenario spesso ai margini di altre storie. Lo fa con uno stile semplice, ma a mio avviso adeguato al compito che si pone. Convincono poco alcune digressioni slegate e senza finalità. anche la storia è semplice, ma nel complesso si presta ad una lettura rilassante e a tratti ironica e divertente. Merita una sufficienza piena. Voto: 3 / 5 |
almai alonline@inwind.it (01-04-2008) Nel libro ci sono due piani: l'autore si muove molto bene, conoscendolo, in quello giuridico e dibattimentale, e la lettura scorre piacevole; l'altro piano, quello letterario per intenderci, lascia alquanto a desiderare.
Poi ci sono parecchi aspetti che non convincono nella trama, personaggi sospesi che appaiono come meteore di cui non si capisce il significato, digressioni poco incisive e senza scia né senso. Infine la trama di fondo basata su di una troppo scontata innocenza del colpevole. Si potevano studiare altri colpi di scena.
Voto basso, ma non ne sconsiglio la lettura. Voto: 2 / 5 |
domina (28-03-2008) è un libro che denuncia un autore forse acerbo certo un po' confuso. l'ho trovato molto prevedibile, poco appassionante, con tanti luoghi comuni e stereotipi. insomma, un "vorrei, ma non posso" che non avvince e non decolla mai. peccato! Voto: 2 / 5 |
agata (08-03-2008) Non mi stupisce affatto il successo di Carofiglio.
In questo racconto ci sono tutti gli elementi che attraggono il grande pubblico: la crisi post-divorzio accompagnata da attacchi di panico e sindrome depressiva; il protagonista paladino, dapprima inconsapevole, di giustizia; la suspense che connatura il procedimento penale; la rinascita emotiva del protagonista successiva al “saldo del conto” col suo passato. Precisa ed efficace la descrizione del profilo caratteriale dei personaggi, spassoso l’umorismo!
Voto: 4 / 5 |
Drugo (02-02-2008) Lettura piacevole, soprattutto all'inizio per l'ironia usata dall'autore, oltre che per il bel stile. Andando avanti invece ho potuto apprendere svariate nozioni "legali", non male per uno completamente a digiuno dell'argomento come me. Voto: 4 / 5 |
Aldebaran (01-02-2008) Buon libro giudiziario, cosa strana per la narrativa italiana. Carofiglio ha riempito un buco. La sua scrittura è scorrevole e piacevole, non particolarmente impegnata. E' utile imparare come ci si può muovere nella giustizia italiana. Bravo nei dialoghi e nel tenere vivo l'interesse anche se con qualche leggera caduta. Dotato per i discorsi introspettivi. Voto: 4 / 5 |
Raph (30-01-2008) Questo libro non è un giallo; nessun colpevole da smascherare.
Fino a metà libro l'autore si dilunga sul profilo psicologico del protagonista e si attende con ansia di entrare nel vivo; si aspetta l'intuizione o il colpo di genio dell'avvocato per salvare l'imputato ma si rimane delusi in quanto buona parte della narrazione riguarda l'iter processuale e le argomentazioni prodotte dalla difesa non sono certo un colpo di scena.
Lettura discreta
Voto: 3 / 5 |
Chia chi0505@virgilio.it (22-01-2008) Sembra una fiction messa su carta. Tuttavia il fascino di un libro, che lascia una grande libertà di immaginazione e di emozioni, non può certo essere paragonato alle immagini della tv!
La trama potrebbe sembrare banale, uguale a tante altre, invece niente è scontato, tutto sembra essere conquistato momento dopo momento, e, grazie ad un linguaggio colloquiale e scorrevole, si è lì, nel romanzo, a vivere quella quotidianità. Una trama, peraltro, molto attuale, che ci fa riflettere su quanto inconsapevolmente i pregiudizi fanno diventare l'uomo cieco. Voto: 5 / 5 |
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