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Fusco G. Carlo - L' Italia al dente | Scrittore e giornalista per il "Mondo", l' "Europeo", il "Giorno" e altre testate, Giancarlo Fusco ha praticato nel corso della sua vita (1915-1984) vari mestieri. In questo volume sono raccolti racconti brevi e lunghi che ritraggono in una battuta, nel capriccio di un evento, il carattere degli italiani, i loro vizi e le loro virtù. Ma sempre senza sarcasmo, senza fustigare moralistico.
Tino Cobianchi (10-09-2003) I racconti raccolti nel volume sono quasi tutti ambientati in epoca fascista. Ogni racconto ha un soggetto fisso e un andamento circolare: si apre, raggiunge il culmine e si chiude con un piatto di pasta. Assieme a maccheroni, vermicelli, spaghetti, lasagne e tagliatelle ruotano una fitta sequela di personaggi e macchiette esemplari.
“Bionda, socialista e risottara” è la storia dell’iniziazione culinaria e del lungo e paziente apprendistato della nonna Giuseppina, nell’imparare a cucinare, “come Dio comanda”, gli spaghetti al dente. “La chitarra dell’immagnifico” è invece il ricordo, per certi versi scioccante, del suo incontro con il poeta Gabriele D’Annunzio. Il giovane Gian Carlo, al seguito del padre in missione al Vittoriale, conosce da vicino l’eccentricità del poeta. Nel corso di una cena il giovane Gian Carlo è ipnotizzato, più che dalla vicinanza di D’Annunzio e dai fumanti maccheroni alla chitarra, dal succinto abbigliamento delle sue cameriere. “Trenette ai datteri per Ras Tafari” è un altro episodio in cui lo scrittore è testimone diretto. Dovendo partecipare ad un ricevimento ufficiale, Fusco assiste, più divertito che sbalordito, allo strano modo di onorare una portata di ambite trenette ai datteri di scoglio, da parte della delegazione capeggiata dal Ras Tafari, futuro imperatore d’Etiopia. “La pasta fritta del colonnello Vagliacof” è invece il racconto dell’avventura di due italiani durante la guerra civile spagnola. Per uno scherzo del destino, il principe Raimondo Lanza di Travia e il barone Federico Vagliasindi di Niscemi, amici da vecchia data, si ritrovano in Spagna a combattere su opposti fronti. In circostanze singolari i due nobili si ritrovano. Con uno stratagemma riescono però a riprendere in terra spagnola, le vecchie abitudini goderecce, e in barba alle opposte fazioni, far onore ad una memorabile spaghettata. “La “Norma” della vigilia” è un racconto ch Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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