|
|  |
Perissinotto Alessandro - Treno 8017 | Torino, giugno 1946. Nell'Italia liberata è tempo di postume vendette. Adelmo Baudino è un ex ispettore della polizia ferroviaria, di mezza età, partigiano. L'epurazione che ha risparmiato colleghi ben più compromessi di lui, lo ha colpito per pura stupidità burocratica. Ma quando muore l'unico pronto a testimoniare a suo favore, capisce che qualcosa non funziona e inizia a indagare. L'indagine che segue, per ottenere un titolo di merito che lo riabiliti, lo porta su una scia di sangue che da Torino attraversa la penisola.
16 recensioni presenti. Media Voto: 4.37 / 5mm (29-02-2012) Libro di tecnica e di "cuore". Certamente il piu bello della sua opera.
Finale cinematografico e trama intrigante, personaggi macchiettistici ma mai troppo banali e sempre di grande spessore, a volte draconiani negli atteggiamenti.
Merita di piu Perissinotto!!! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
xyzeta (09-01-2012) Bel romanzo poliziesco e storico con ottima ricostruzione dell'Italia del dopoguerra. Lettura piacevole, scorrevole e avvincente Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alex (28-07-2011) Un altro libro, come "Accabadora" della Murgia, che non lascia il segno. Argomenti troppo impegnativi per la superficialità con la quale sono affrontati, trama affrontata in modo troppo sbrigativo, unica nota di merito le citazioni in dialetto, purtroppo non se ne trovano spesso nella letteratura italiana .. ci vergogniamo forse delle nostre origini? Voto: 2 / 5 |  |  |  |
ezio (22-11-2009) Convince sia la trama che lo stile. La prima ben congegnata, che non perde mordente fino all'ultima pagina e che, soprattutto, non ricorre ai colpi ad effetto che tanto contraddistiguono i prodotti "industriali" dei "maestri" americani / inglesi del thriller. Il secondo ci riconcilia con la buona lettura: Perissinotto utilizza un linguaggio ricercato, ma allo stesso tempo scorrevole. Un libro che mi sento di consigliare a tutti. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
stefano cesari (18-09-2009) Ben scritto, intelligente peró, non so perché, non mi convince..Cosí pure é stato per Rosetta..
Forse sono io che non percepisco..non so.. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
LALLI (15-09-2008) PER ME IL LIBRO MENO CONVINCENTE DI UN AUTORE CHE CONSIDERO COMUNQUE INTERESSANTE.. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (10-05-2006) Vitale, attento, scaltro, Perissinotto ripercorre la storia intessendo trame credibili, interessanti e ben congegnate. Sullo sfondo, L'Italia del secondo dopoguerra e il ricordo ancora fresco di persistenti rinunce, in bilico tra coraggio e amarezza. E' un romanzo che si legge velocemente e si ama dalle prime pagine. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
simona 75 (14-04-2006) Ben strutturato, scorrevole, con una buona definizione delle psicologia dei personaggi. La realtà storico-geografica è accurata, ma essenziale e riproduce un quadro molto esaustivo delle condizioni dell'Italia post-bellica, di una nazione costretta a liberarsi delle utopie del passato ed alla ricerca di una nuova identità. Felice la scoperta di un autore come Perissinotto per questo libro, ma anche per opere riuscite come "Al mio giudice" e "L'anno che uccisero Rosetta".
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Monica lullaby_1975@virgilio.it (02-09-2005) 3 marzo 1944: una strage, dimenticata poiché mimetizzata da tutte le altre provocate dalla guerra.
È l’immediato dopoguerra, in una Torino che cerca di ricominciare, quando, per cercare di riscattare se stesso, un ex ferroviere si trova ad indagare su una catena di omicidi e scopre legami fra essi ed una sciagura che non ebbe l’eco dovuta. Una ricerca che lo porterà a viaggiare lungo tutto lo stivale. Dai personaggi, dalle strade, dai luoghi descritti, emerge l’eredità della guerra appena terminata.
Si legge tutto d’un fiato e ti lascia qualcosa… Complimenti Perissinotto!
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
roberto cocchis roberto.cocchis@tin.it (30-08-2005) Il meno intellettuale dei libri usciti finora di Perissinotto, e anche il migliore. Come sempre il plot è magistrale, ma stavolta anche tutto il resto è funzionale alla migliore concentrazione del lettore sulla vicenda. Lo studioso fa sempre capolino, ad esempio nell'abilità e nella precisione al momento di documentarsi, ma stavolta è alleato con il lettore e non lo intimidisce. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Luca henrymerrivale@aliceposta.it (25-01-2005) Sono d'accordo con le recensioni precedenti in generale; mi discosto invece per quel che riguarda il voto, e non me ne voglia l'autore, mio concittadino.
Il motivo della mia scelta è semplicemente una questione di pignoleria: devo tener conto di tutte le mie letture precedenti, e partendo da quelli che ritengo i "miei capolavori", giudizio del tutto personale beninteso, cui assegno per forza di cose un 5, non mi rimane che dare una più che meritata ed abbondante sufficienza a questo romanzo, ma nulla di più.
Il romanzo è solido, scorrevole, divertente, ma non raggiunge mai i vertici nè in quanto a scrittura, nè per quanto riguarda l'intreccio; e su questo punto forse Alessandro doveva rischiare qualcosa di più: collegare meglio magari la storia principale con alcune di quelle secondarie (es. la storia di corruzione riguardante l'Ingegnere), inserire qualche colpo di scena in più, osare con qualche meccanismo investigativo-deduttivo, del tutto assente invece. Rimane pur sempre l'opinione di un appassionato del romanzo poliziesco classico, cosa da cui questo romanzo si tiene sempre molto lontano.
Piacciono invece l'ambientazione storica, le peregrinazioni di un torinese "bogia nen" attraverso un paese che si risveglia dal dopoguerra, i ricordi amari e dolorosi del passato, ed infine la meravigliosa figura della madre ossessiva del povero Adelmo: indimenticabile!
Bello anche il cambio di ritmo del finale, molto cinematografico: ci fosse stato pure un bel colpo di scena finale... Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Mara mara.sala@tiscali.it (13-01-2005) Splendido.
Non conoscevo l'autore. Il libro mi è stato regalato e l'ho letto lentamente per assaporarlo meglio. E' un giallo, ma forse la definizione non è sufficiente perché nella trama c'è l'Italia del dopoguerra, il lavoro, la miseria, e un personaggio (il protagonista) che affronta tutti i suoi problemi con solarità e tenerezza commoventi. Ho subito acquistato altri due romanzi di Perissinotto.
Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Massimo (23-12-2004) buon libro,scritto bene Voto: 5 / 5 |  |  |  |
denis (04-12-2004) Un libro di quelli che ti fanno rallentare, troppo il gusto di starsene lì incollati alle sue pagine (gusto ampliato anche dalle belle edizioni Sellerio) e ad un mondo che non c'è più. Un libro disincantato e comunque pervaso da una tensione morale dalla quale non si può prescindere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
sato (05-10-2004) il migliore dei suoi primi tre libri
direi che questo romanzo è un gioiellino del suo genere. Molto cinematografico. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maria Teresa (27-06-2004) Leggo molto, scrivo poco, cosciente della mia pochezza...ma questo libro lo devo proprio segnalare! Il protagonista, Adelmo Baudino, la dolente e ribelle Irene, lo sfrontato amico Berto e i cinquecento altri personaggi entrano nel cuore e non li si dimentica facilmente. La trama gialla è un pretesto per raccontare l'Italia dell'immediato dopoguerra, parlare dei vincitori e dei vinti, non necessariamente in quest'ordine. Vi invito alla lettura di questo bellissimo libro! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
|
 | I più venduti di Perissinotto Alessandro |
| Chi sceglie questo libro legge anche |
|
|