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Camilleri Andrea - La presa di Macallè |
Nell'anno di grazia 1935, quello della guerra d'Abissinia, Michilino è un "picciliddro". Figlio della Lupa, fascista perfetto, arruolato nella milizia di Cristo grazie a prima comunione e cresima, il bambino si cerca a tentoni tra un padre che si "ringalluzza con la creata di casa" e una madre che si dà alla "penetrante conversazione" con un prete. Il professore Gorgerino, pedofilo e capo dell'opera nazionale balilla, lo introduce alla ginnastica degli spartani brutalizzandolo per festeggiare di volta in volta la presa di Macallè, di Tacazzè, Axum. Ed è proprio durante i festeggiamenti per la presa di Macallè che il bambino dall'infanzia manomessa decide di farsi vendicatore, trasformandosi in un pluriomicida soldato della milizia del Duce e di Cristo.
Recensioni 1 - 20 di 92 recensioni presenti. Media Voto: 2.98 / 5Elisa rorosm@tin.it (15-06-2009) Intendo essere la voce "che esce dal coro"... a me questo romanzo è piaciuto molto. Amo molto il Camilleri romanziere delle vecchie storie siciliane, piuttosto che delle indagini di Montalbano.Lo stile Camilleri è ineguagliabile, con il suo dialetto, la consueta ironia, la capacità di tratteggiare un periodo (il ventennio fascista) con pochi ma strategici tocchi. Questo libro in effetti è a tratti molto crudo e a prima lettura potrebbe apparire eccessivamente volgare e "sporcaccione": sono la prima a dire che non lo lascerei leggere a mia nonna! Però credo che i personaggi siano un'esagerazione voluta, un modo per rappresentare la cattiveria e le aberrazioni degli uomini: aberrazioni che non vengono cancellate dalla mentalità fascista, casomai solo camuffate, come dice il testo, da "festeggiamenti spartani".
Leggendo ho spesso pensato al film "Malena",ambientato in Sicilia nel medesimo periodo; molti temi ricorrono, non ultimi la maturazione sessuale, l'interesse per l'altro sesso, le immaginette di donnine che si trovano dal barbiere...Non penso siano cose campate a caso. Cen'anni fa i fatti della vita non si imparavano da internet, ma dalle chiacchiere degli adulti e le "taliate" alle cugine più grandi. Il perbenismo in questo caso è ipocrita e fuori luogo. Voto: 5 / 5 |
Kinsy (26-05-2007) In questo romanzo, diversamente dalle aspettative che crea il titolo, Camilleri tratta un argomento delicato: le violenze sessuali a danno di un bambino.
La vicenda è ambientata durante il regno di Mussolini, periodo storico che fa da semplice sfondo ambientale.
Il protagonista è un bambino di 6 anni, educato in maniera rigorosa come cattolico, ma nel contempo anche come fascista, che subisce, appunto, abusi sessuali da parte di diversi adulti. Viene riempito di bugie e la sua piccola testa, per trovare una coerenza tra i diversi aspetti della sua educazione e le azioni degli adulti, in cui spesso è coinvolto fisicamente, si inventa un mondo tutto suo e travisa la realtà, fino ad impazzire.
Purtroppo, per trattare questo tema, Camilleri è stato un po’ troppo esplicito. Ritengo che avrebbe potuto parlare di questo argomento lasciando intuire gli avvenimenti, senza descriverli così dettagliatamente. Ne avrebbe guadagnato in buon gusto. Voto: 2 / 5 |
Giovanni (09-04-2007) Terribile. In questo squallido romanzo tutti i personaggi sono cattivi (a parte i comunisti) pedofili sessuomani pervertiti perfidi ecc ecc
Per fortuna la realtà è un po meno semplicistica di questo libro, in cui i personaggi sono incredibilmente ossessionati dal sesso in un modo inumano..davvero io non sono un bigotto (sono un fan di bukowski, ad esempio) pero questo libro racconta una storia decisamente inverosimile.
E poi non ti lascia nulla ...secondo me camilleri sta invecchiando e il suo stile ne risente Voto: 1 / 5 |
silvia (16-02-2007) Candido alla Cammilleri?
No, la storiaccia, che vede protagonista Michilino, non è nemmeno uno spaccato del ventennio, coi suoi fascisti ridicoli e i suoi preti collusi col sistema. E'solo una brutta storia, ripetitiva, ossessivamente uguale a tutte le pochade di maniera, con l'aggravante che vi ho riscontrato una compiacenza voluta e ricercata in tutte le scene di sesso, ripetute, anch'esse, fino alla nausea e assolutamente ininfluenti alla storia stessa. Michilino non è una creatura innocente, non rappresenta la fanciullezza violata: è un assassino ripugnante e lucido, salvato dallo sberleffo di un divertito Camilleri che sogghigna, forse a ragione, di tutti i valori tradizionalmente attribuiti alla gente di Sicilia . Confesso che la fine del libro, che oserei definire Wagneriana, mi ha fatto ridere.
Mancavano solo Siegfried e Brunhilde sulla pira funebre.
Per favore, non fatene un film! Voto: 1 / 5 |
Gina (28-08-2006) Il libro e' scioccante. Sara' quello piu' brutto e allo stesso tempo piu' riuscito di Andrea Camilleri. Nessuno si aspettava un libro di questo genere - cosi' crudo, violento ed aspro - dal "buon vecchietto" Andrea Camilleri, lo scrittore che diletta i suoi lettori con le storielle del commissario Montalbano. Ma non e' uno scrittore bonario e lo afferma in quest'opera. Il libro fa vedere la violenza che le ideologie in generale possono infliggere - e fa capire che non c'e' grande differenza fra l'estremismo di destra e quello religioso con cui ha dovuto lottare l'Italia. Allo stesso tempo il libro scritto durante il periodo contemporaneo del terrorismo orientale fa anche capire quanto sono simile tutte le ideologie estreme ... e come la non-tolleranza e la obbedienza cieca ad una causa distrugge non solo le vittime, ma anche quelli che credono di agire in maniera "giusta". Voto: 5 / 5 |
Martina m-b-b@gmx.net (28-06-2006) Camilleri ha fatto un quadro fosco dell’infanzia, ma si fa un’idea di fondo psicologico: Perché la gente ha bisogno di un capo politica, della chiesa, di scientologie ecc.? Il libro dà la risposta. Me l’ha soprattutto stimolato a riflettere sull’educazione cioè l’ambiente dei bambini. Ho letto il libro solo in tedesco. Camilleri è il mio autore prediletto, ma questo siciliano mi fa difficoltà - purtroppo. Scusate il mio italiano cattivo. Voto: 5 / 5 |
cristina cristinp@tiscali.it (02-06-2006) Ovviamente Camilleri non intendeva essere realistico, questo é chiarissimo, però aiuta a ricordare che a volte la realtà supera la fantasia; questo libro esorta a dubitare per non cadere preda di integralismi di qualsiasi tipo. La lingua usata gli conferisce una peculiare incisività che rafforza l'atmosfera quasi surreale del romanzo. Non lo consiglierei a chi non ha ancora letto niente di suo, si gusta meglio se già si mastica "tanticcchia" il suo stile. Voto: 5 / 5 |
Viola (01-04-2006) mi chiedo come abbia fatto Camilleri a scrivere un romanzo di qst genere, così crudo ma allo stessso tempo così profondo nel suo significato e così avvincente. bello davvero. Voto: 3 / 5 |
Blue (13-01-2006) Anziche' ammirarlo per esser riuscito a mutare il registro dei proprio scritti a creare una cosa totalmente nuova rispetto al passato a osare qualcosa di diverso, anziche' applaudire ad una mossa cosi' coraggiosa, si chiede di tornate a quello che ha scritto prima... salvo poi che non mi soprenderei vedere le stesse persone lamentarsi di una eventuale monotonia degli scritti, fatti in alcuni casi piu' per accontentare editori e pubblico che per aver davvero qualcosa da dire. Proprio vero che questo libro ha fatto arrabbiare tutti: quelli che cercano nei libri un momento di spensieratezza e divertimento, i chiesaioli e bigotti che non vogliono ammettere i danni che la religione ha creato in passato, quelli di destra convinti, che pensano ancora che la politica abbia un senso, e che si arrabbiano per il mondo in due tinte i buoni e cattivi che l'autore descrive. A coloro che lo definiscono crudo, violento e volgare finanche morboso e pornografico, qualcuno ha parlato di porcherie: incesto, adulterio, pedofilia (definita improbabile pure questa, non so da che pulpito e con che statistiche alla mano)... commenti che lasciano sbalorditi, mi verrebbe da chiedere in che mondo vivono, se guardano mai un telegiornale o lo spengono perche' crudo e volgare, ma forse il telegiornale e' inevitabile, un libro lo e', invece, e non vogliamo che ci ricordi troppo com'e' la realta', deve essere questa la spiegazione. E di spiegazione qui stiamo parlando perche' la genialita di questo libro, quella che da pochi e' stata colta e' quello di riuscire, fondamentalmente a *spiegare* il fascismo, il perche' ha attecchito e come sia possibile che sia nato, cresciuto e attecchito, perche' l'Italia e' proprio come un bambino, instintiva, ingenua, crudele e innocente al contempo. Ed e' una spiegazione ce non fa una grinza, e che dentro di noi ci fa dire, e' vero, siamo prioprio cosi', ecco perche'...e questo a voi pare poca cosa per un piccolo libro ? Voto: 5 / 5 |
Maunakea (03-01-2006) Il libro piu' controverso di camilleri, anche i lettori piu' affezionati si dividono fra gli inneggianti al capolavoro e quelli che lo condannano come brutto, volgare, crudo e fuori luogo, perfino irreale, non suscita sentimenti tiepidi, ma quelli estremi, eccessivi, proprio come il libro stesso, senza contare coloro che si inalberano e scandalizzano a causa dell'intoccabilita' di chiesa e clero. Alcune osservazioni, indipendentemente da dove ci si colloca, se tra i fautori o i detrattori, si possono fare: sicuramente non e' un libro buonista, anche se nessuno, in cuor suo, ammettera' mai di esser buonista. Buonista e' dunque chi pensa alla bonta' dei bambini, alla loro innocenza, un bambino a cui non e' stato insegnato a distinguere il bene dal male o per cui questo insegnamento e' fallace, e' un essere capace della qualunque anche delle cose che piu' ci avvicicnano agli animali, puro istinto; e questo e' gia' di per e' un argomento che non si affronta facilmente preferendogli una visione piu' buonista di angelicita' e di bonta' d'animo innata; Ora, che materialmente sia possibile o meno, a livello di forza fisica, che avvenga quello che descrive il libro (cosi' non faccio spoiler), fondamentalmente e' irrilevante, oltretutto ad uno sguardo piu' staccato, il bambino puo' essere visto come metafora della massa, della mentalita' della massa delle persone, e dei condizionamenti che essa puo' subire. senza contare che scavando ancora, si trovano similitudini e correlazioni con la situazione attuale, chi si ferma a vedere se un bambino riuscirebbe o meno a fare quanto descritto, se sia realistico o meno, se sia volgare o meno, quante scene di sesso ci sono, se sia morboso o no... senza acredine ne' voglia di offendere, mi viene da dire, rileggetelo perche' francamente non ci avete capito nulla e vi siete fermati alla facciata.
Voto: 5 / 5 |
riccardo (20-09-2005) la parola che rissume meglio il libro credo sia "grottesco". non so se sia bello o brutto. posso però dire che mi ha divertito, forse per le frequenti scene di sesso, alcune realmemte (forse troppo) esplicite. Voto: 3 / 5 |
Christian P. (04-08-2005) Il peggior libro di Camilleri. Un libro che mischia gli eccessi, i limiti e le fantasie di fascisti e uomini di chiesa, pedofili e omosessuali, bambini... il tutto reso troppo esplicito, troppo crudo. Leggerlo è stata un'angoscia, e infatti l'ho lasciato a metà. Voto: 1 / 5 |
enrico (31-07-2005) la lucida e rigorosa logica con cui il bambino affronta la vita si scontra con la superficialità e l'ipocrisia degli adulti, che siano padre, madre, cugina, prete. Tutti impegnati a perseguire le proprie pulsioni animali, a discapito della morale che sostengono. Fino al corto circuito finale. Divertente e attuale, purchè si legga consapevoli della critica che si cela dietro alle situazioni estremamente surreali. Voto: 5 / 5 |
Lorenzo (16-06-2005) Che tristezza, come s'è ridotto camilleri.
Troppo, davvero troppo sesso (che in qualsiasi settore è una scorciatoia per acuire l'interesse) e una figura di bambino pluriomicida che davvero non sta in piedi.
un brutto libro. Voto: 1 / 5 |
Andy (30-03-2005) Come sempre...unico Voto: 5 / 5 |
circe circe@webmail.it (21-03-2005) La mia non è una recensione sul libro perchè non l'ho ancora letto, ma sono certa che è uno splendido lavoro che come sempre rende merito a questo Superlativo scrittore che è Camilleri.
Ieri ho saputo dell'uscita di quest'ultimo romanzo e per farvi capire come respiro ogni capolavoro di Camilleri ho sentito una ventata di buonumore quasi una ragione in più per esserci ancora, tutto quì. Voto: 5 / 5 |
franco p. (28-02-2005) Grande, grande Camilleri. Nessuna concessione al buonismo, ed è ovvio che qualcuno non riesca a finire il libro o ne sia orripilato (troppa tv?). la lingua di Camilleri è qui, più che mai, forte e efficace. Fate un salto nella cruda realtà. Voto: 4 / 5 |
francesco (18-02-2005) Entusiasmante, si legge ' in un solo boccone'.
Descrive l'integralismo e il fanatismo fascista e pseudo religioso con gli occhi del bambino protagonista. Voto: 5 / 5 |
Sonia (09-02-2005) Indubbiamente dalla lettura delle prime pagine si ha quasi uno shock pensando che si tratta di un libro di Camilleri, è talmente diverso dagli altri che ho letto. Non mi ha entusiasmato anche se comunque sono riuscita a leggerlo senza problemi nonostante alcune pagine che reputo abbastanza crude e a volte fuori luogo. Non è proprio il primo libro di Camilleri che consiglierei ma secondo me vale la pena per la descrizione meravigliosa dell'innocenza del piccolo protagonista, per come viene analizzato l'influsso dell'estremismo religioso e politico in un certo periodo storico. Voto: 3 / 5 |
Marco (08-02-2005) PECCATO! Camilleri si è fatto prendere dalla fregola moralista ed ha scritto un romanzo orribile dove fascisti e chiesa sono solo cattivi, razzisti, pedofili, omosessuali, curnuti e buttane, i bambini dei fascisti tutti matti, omosessuali o stupidi, i comunisti le vittime innocenti, qual'è l'anno di pubblicazione? il 1950? Ma perfavore!!! Il commissario Montalbano è di tutta altra pasta! E se si vuole leggere un giallo o un romanzo ambientato nel periodo fascista leggiamoci Lucarelli Voto: 1 / 5 |
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