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Lee Vernon - L' avventura di Winthrop | "Quella sera a villa S. tutti gli amici intimi sapevano che Julian Winthrop era un tipo strano, ma sono certo che nessuno dei presenti si sarebbe aspettato di assistere ad un evento così singolare come quello che accadde il primo mercoledì dello scorso mese di settembre. Winthrop era stato un assiduo frequentatore della villa della Contessa S. fin dal suo arrivo a Firenze e più stavamo con lui e più restavamo affascinati dal suo bizzarro carattere. Nonostante la giovane età, rivelava un autentico talento per la pittura, ma i conoscenti più stretti erano concordi nel ritenere che il suo ingegno non lo avrebbe portato a nulla."
| La recensione de L'Indice |

Sotto gli auspici di Attilio Brilli, paladino della riscoperta di Vernon Lee in Italia (a partire dal più volte ristampato Possessioni, edito da Sellerio nel 1982, in cui spiccava lo straordinario racconto La bambola), giunge nelle librerie, nella precisa traduzione di Simonetta Neri, L'avventura di Winthrop. La scrittrice inglese, mito della comunità "anglobecera" fiorentina tra Otto e Novecento per le sue eccentricità e per la sua decisa presa di posizione nel Woman Movement, figurò per questo come coprotagonista nel romanzo a chiave Il giglio rosso di Anatole France. Mario Praz, invece, che la conobbe anziana, la apparentava ne Il patto col serpente a Logistilla, maga e custode di segreti culturali. Appassionata del Settecento italiano, quando quel periodo era negletto, compì in questo ambito lunghe ricerche, destinate a sfociare in uno studio pionieristico e tutt'ora di grande interesse. In questo grazioso racconto, com'è consuetudine dell'autrice, un fatto archivistico o antiquario fa scattare la possibile presenza del sovrannaturale; Mr Winthrop si mette per curiosità sulle tracce di un'aria settecentesca, che lo porta a una villa segnata da un delitto e abbandonata, in cui gli pare di udire il concerto di un fantasma, e a un mondanissimo palazzo, dove la stessa melodia ricompare tormentandolo. L'intreccio esile di allusioni e probabilità è giocato con mano sicura e l'immagine del secolo da poco concluso rivive in un Ottocento che ha mutato stile e gusti come spettro di un passato destinato a riaffiorare. Luca Scarlini |
Leo Milano (04-01-2006) Una vera chicca. Pregnante e ben scritto, gela il sangue. Lettura invernale da leggere davanti a un bel camino....naturalmente by night!
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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