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Vivanti Annie - Marion artista di caffè-concerto | Come Marion, anche Annie Vivanti prima dei vent'anni era stata un'artista di café chantant; e con Marion, adolescente ed amorale stellina delle ribalte, nasce il suo primo, più celebre e longevo personaggio, che nella finzione letteraria incarna l'anima della sua autrice. Il pubblico decretò il successo del romanzo proprio grazie alle pieghe morbose di questa storia di perdizione, nonché per gli aspetti autobiografici che conteneva, mentre un condizionamento moralistico impedì all'establishment della letteratura di accettarlo in tutto il suo valore. Eppure quest'opera senza morale e senza lieto fine possiede una eccezionale attualità, perché tratta di un personaggio estremo, raccontato col realismo di chi vive la scena come dall'interno dell'anima di chi la vive.
| La recensione de L'Indice |
 Marion artista di caffé concerto ci rimanda a una fase ancora diversa della sua vita. Tra il settembre e l'ottobre del 1890 Annie è a Sufers in Svizzera per un poco in compagnia di Carducci poi sola; ha accumulato parecchi debiti ed è proprio per pagarli che mette mano al suo primo romanzo. Il pubblico non potrà non coglierne l'aspetto autobiografico: la protagonista si chiama Marion ed è con il nome d'arte di "George Marion" che l'autrice di Lirica ha vissuto una breve carriera di cantante. Un lettore d'eccezione Benedetto Croce cos8 ne riassumerà la trama nel 1906: "Marion descrive uno strano fiore di palcoscenico anzi di caffé-concerto una ragazza che è un misto di amore e di egoismo di pudore e d'impudicizia di compassione e di crudeltà di orgoglio e di bassezza; la quale finisce col pugnalare la dolce ingenua stupida moglie del giovane che essa ha amato e con lo spingere ad accusarsi reo del delitto l'unico uomo che l'ha rispettata e protetta". Particolare non irrilevante che Croce censura forse pi· per avversione al melodramma che per moralismo quell'uomo il fascinoso poeta tedesco Max è senza saperlo il padre di Marion; l'ombra dell'incesto evitato per un soffio pesa sui suoi rapporti con la giovanissima diva. Un'ombra che Annie stessa vorrà allontanare dal suo romanzo quando ne riscriverà nel 1920 una nuova versione molto meno tragica. Da questa seconda stesura scompariranno le scene pi· torbide: come lo striptease davanti al caminetto di una Marion quattordicenne ancora infantile e mingherlina che gioca senza scrupoli il suo ruolo di allumeuse nei confronti di un maturo commendatore. Si direbbe che Annie Vivanti con queste rimozioni tardive voglia occultare un nervo scoperto del proprio immaginario il suo pi· atroce e riposto segreto. Un segreto che invece trapela incancellabile anche nella sua produzione pi· edificante: lo incarnano la piccola Mirella di Vae victis legata a una ringhiera perché assista allo stupro della madre e la dolce Leslie quindicenne di Naja tripudians che in una casa di Londra dalle finestre sbarrate si addormenta inconsapevole tra uomini sconosciuti tutta vestita di mussolina candida con qualche traccia di polvere bianca intorno alle narici e alle labbra. Mariolina Bertini
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Laura (31-01-2007) Bello, lieve anche se lascia un segno. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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