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Sjöwall Maj; Wahlöö Per - L' uomo al balcone. Romanzo su un crimine | Stoccolma è sconvolta da una serie di omicidi a sfondo sessuale. Le vittime sono delle bambine innocenti, adescate mentre giocano nei parchi della città. I pochi testimoni le hanno viste intrattenersi amichevolmente con un uomo. Evidentemente l'assassino riesce a guadagnare la loro fiducia. Il commissario capo della polizia di Stoccolma Martin Beck coordina la squadra degli investigatori tra intuizioni e problemi personali dei suoi uomini, e le incertezze e i ricordi suoi propri. Beck, come diceva Maigret di se stesso, "non pensa mai"; segue tenace e pesante le tracce che il lavoro gli porge: il lavoro di strada, sui testimoni fortuiti e distratti, sugli ambienti che si riesce a circoscrivere. E aspetta che qualcosa succeda nell'inchiesta: ed è questo, aspettare, la sua abilità principale; insieme alla memoria. Magari qualcosa a cui nessuno aveva badato all'inizio che si connette a un nuovo indizio.
12 recensioni presenti. Media Voto: 4.33 / 5pasquale (12-06-2011) Solito buon libro con una parte finale un po' deludente. 4,5 Voto: 5 / 5 |  |  |  |
fabio j. (12-11-2010) Un altro buon poliziesco. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
maurizio .mau. codogno puntomaupunto@tiscali.it (19-02-2010) Terzo romanzo del ciclo dell'ispettore Beck, l'ambientazione di questo libro continua a essere la Stoccolma degli anni '60; per amor di precisione, l'inchiesta sugli omicidi di alcune bambine si svolge tra giugno e luglio 1967. Come già in Roseanna, abbiamo un poliziesco più che un giallo, e il protagonista non è né un eroe né un antieroe, ma solamente uno sbirro che cerca di fare il proprio lavoro al meglio. La trama all'inizio è un po' troppo spezzata per i miei gusti, ma col passare delle pagine migliora molto. Credo che la minuziosa descrizione delle vie e dei parchi della città potrebbe incuriosire un turista in visita; un lettore come me è più interessato però al chiaro intento di protesta che traspare nelle pagine; non tanto per la rilassatezza dei costumi sessuali (immagino rispetto agli anni '50...) quanto nei dettagli come la ristrutturazione delle forze di polizia o dell'azienda di trasporti e la progressiva scomparsa dei negozietti. Lettura comunque sempre apprezzabile. Traduzione discreta, anche se con uno svarione proprio all'inizio, con un'aurora che si è trasformata in un crepuscolo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giancarlo (29-09-2009) Ho preso tutti quelli pubblicati da Sellerio e li sto avidamente leggendo in ordine cronologico uno dopo l'altro. L'uomo al balcone non è così "riuscito" come L'uomo che andò in fumo e sembra quasi che, qui, Martin Beck non sia proprio al centro della storia.
Comunque un ottimo poliziesco. GR Voto: 4 / 5 |  |  |  |
TG (30-08-2009) Alto valore a questo poliziesco!
Continuo a leggere la serie seguendo la cronologia dell'enciclopedia web più comune e devo dire che mi piacciono ogni volta di più.
Martin Beck e i suoi,sono ogni volta più azzeccati!
Alla serie però mancano due romanzi che spero vengano tradotti e pubblicati quanto prima. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
simone (25-08-2009) Gradevole e ben scritto, non ammicca al lettore ma si fa scoprire piano piano, pagina dopo pagina. Non conosco gli altri libri della serie con Martin Beck, ma questo mi è piaciuto.
Trovo che il sottotitolo espressamente scritto dagli autori elimini sul nascere ogni polemica sulla genuinità del libro come"giallo" classico. Trovo che per scrivere un buon libro del genere non sia necessario impostare la trama per il colpo di scena finale come in tanti libri della Christie o simili....A mio avviso gli autori riescono a creare un'atmosfera, una"tinta"particolare, come un marchio caratterizzante..e questo è ciò che rende piacevole la lettura e fa ricordare con stima il libro. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
augusto (07-12-2008) Ottima prova di Sjöwall-Wahlöö, il libro affronta con pertinenza un tema (purtroppo) sempre attuale. È chiaro che il curioso finale che tanto è dispiaciuto a Nadia3 è volutamente "ridicolo", o meglio è un chiaro esempio di anticlimax, da contrapporre alla lunghissima e sfibrante caccia all'uomo del precedente "Roseanna". È lampante che gli autori hanno voluto mostrare due esempi diversissimi di come si possa concludere un romanzo poliziesco. Curioso che Nadia3 lo critichi come "giallo" quando appunto gli autori hanno scelto un'altra definizione. Visto che tutti e dieci i libri scritti da Sjöwall-Wahlöö recano il sottotitolo "romanzo su un crimine", consiglio a Nadia3 di non leggerli, così non rimarrà delusa... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
NADIA3 (17-11-2008) Fanno bene gli autori a definire questo libro un "romanzo su un crimine" perchè farlo passare per un giallo è un vero azzardo.La trama è quasi inesistente,le pseudo- indagini degli investigatori hanno un che di puerile e la sorprendentemente fortuita risoluzione ha quasi del ridicolo.Comunque,rispetto agli altri libri degli autori,ha almeno il pregio di essere un pò meno soporofero in quanto il ritmo delle azioni non ha grandi momenti di stasi ma è decisamente un pò poco! Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Francesca (27-02-2008) Letto durante un viaggio in treno.
Pressoché perfetto. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
renato zatti (09-02-2008) Per Giorgio G.: chiamo gli abitanti di Stoccolma stoccolmesi perché questa è la denominazione più comune in italiano e quella accettata dagli scandinavisti. Hai un suggerimento migliore?
R. Zatti, traduttore de L'uomo al balcone Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giorgio g (04-02-2008)
Un libro giallo che rispecchia la nazione di origine dei due autori: lento, metodico, procede senza strappi verso la meta di tutti i polizieschi. Che poi la scoperta del colpevole avvenga per un caso fortuito poco importa, ciò che interessa è averlo preso e poter chiudere il libro. Se uno vuole ripassare la toponomastica di Stoccolma non perda l’occasione: tra Bondegatan, Kungsholmgatan, Arsenalgatan, St.Eriksgatan, Vastmannagatan ce n’è per tutti. Ma perché il bravo traduttore si ostina a chiamare i suoi abitanti stoccolmesi?
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Silvia Masotti (19-03-2007) Autori geniali. Questo è il terzo della serie di Martin Beck, dopo "Roseanna" e "The Man Who Went Up in Smoke". Il livello di questi gialli è sempre altissimo, il bello sta nel fatto che per un bel po' si indaga con grande metodicità ma non si fanno passi avanti, ci sono indizi importantissimi, che in questo caso il lettore conosce, ma gli investigatori non se ne rendono conto. Poi a un certo punto la soluzione è veloce. Leggete tutta la serie! Anzi: editori, sbrigatevi a pubblicare tutta la serie, e rivelate anche l'ordine cronologico giusto! Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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