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Bonaviri Giuseppe - Il sarto della stradalunga | È la storia di una modesta famiglia artigiana di Mineo, in provincia di Catania, narrata da tre componenti, il padre Pietro, cioè il sarto della stradalunga, sua sorella Pina, il figlio undicenne Peppi. La narrazione si articola in tre parti distinte che si intersecano e si contraddicono, completandosi a vicenda. Il libro riflette la condizione sociale di miseria secolare della Sicilia negli anni Cinquanta, ma lo fa in modo originale, lontano dagli schemi narrativi allora consueti. Mentre la spinta del neorealismo si andava esaurendo si intensificavano i tentativi di percorrere nuove strade, e certamente "l'esperimento"di Bonaviri era tra i più originali.
Media Voto: 4.5 / 5Toppi Alessandro (15-09-2009) Il dolce di latte "con la mandorla in mezzo", la broda di fave, il torrone di ceci. E l'atavica fame di un'arida terra. L'estate scoppia, il sole arido, le case forni. E la polvere pesa, che cosparge teste basse, schiene curve, case tozze.Il caffè dei Benserviti, salita San Francesco, le rocce di Santo Pòlito, il palazzo dei cavallacci. E questo immenso tappeto di buio e di stelle che fa sentire, chi l'osserva, "piccolo come un pulcino appena scovato". C'è lo sterco ingiallito e la luna ondeggiante, "grande quanto l'America del Nord", nel romanzo di Bonaviri. Ed, al centro, un uomo che è una donna che è un bambino che sarà un uomo. L'immediato e l'immenso convivono stretti, caldi e abbracciati, dandosi dignità reciproca. E così la carne villana dell'ultimo, piagata dal lavoro che vale miseria, può farsi "immobile" e "via via disperdersi" libera in un sogno, un ricordo, un'attesa.Poco conta parli don Pietro Scirè, sarto della stradalunga, sua sorella Pina o il figlio Peppi. Poco importa perchè fulcro del romanzo di Bonaviri è l'essere copula mundi di ficiniana memoria: in esso il verso animale e la parola suprema, il gesto istintivo ed il fremito utopico, il passato remoto ed il futuro lontano.La si legga quest'opera. Per cogliere le risonanze paesane gravate d'accento e il santo silenzio che libera i morti; per toccare i tabbuti di legno dannato e le vesti fanciulle profumate di festa; per sentire su pelle, nel cuore, nell'animo la rabbia tremante e lo stupore bambino. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Renzo Montagnoli renzo.montagnoli@gmail.com (29-05-2009) Come al solito lo spazio disponibile è troppo limitato per ospitare la mia recensione e quindi mi limito a dire che Il sarto della stradalunga è un romanzo bellissimo, uno di quelli da leggere e rileggere per scoprire ogni volta qualche cosa di nuovo. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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