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Fejtö François - Dio, l'uomo e il diavolo. Meditazioni sul male nel... | Riprendendo la citazione di un grande perseguitato: "L'olocausto degli ebrei e degli zingari ha rappresentato il capolinea della grande avventura dell'uomo europeo", lo storico Fejtö in questo testo si impegna in una storia dell'idea di male. Vivido excursus di una storia in tragico, scritto come fosse una biografia del Diavolo in Occidente - tra teologia e filosofia, immaginario storico e figurativo - quale inseparabile compagno di quella grande avventura. E ne traccia i caratteri con cui è stato presente a partire dalla religione della Bibbia fino al razzismo nazista, passando al setaccio interpretativo tutte le grandi svolte e convulsioni corse in quel tempo lungo.
Marco amicizia32@hotmail.com (29-03-2010) Di questo saggio mi è piaciuto anzitutto lo stile asciutto e scorrevole oltre che molto didattico.
l'autore ripercorre brevemente il ruolo del Male nell'arco della lunga storia dell'umanità dalla Bibbia ai giorni nostri.
Il diavolo non è altro che una metafora della parte malvagia che è insita dentro l'uomo - causa prima delle sofferenze secolari e di tutti i totalitarismi passati e presenti - ma questi possiede una grande forza interiore che promana dalla ragione e dalla religione, grazie alla quale se lo vuole potrà sempre sottrarsi alle lusinghe del male.
Ai più superficiali sembra un argomento banale e scontato ma in realtà è una problematica centrale che riguarda l'essere umano in genere e che va oltre il concetto di epoca e millennio. Un tema senza tempo che l'autore, superato ormai il novantesimo anno di età, ha affrontato seriamente, e con tono appassionante, senza essere pedante, nè pedissequo, nè enfaticamente ridondante, come se raccontasse una storia di tutti i giorni.
In un mondo sempre più globalizzato bisognerebbe cercare un incontro fra tutte le religioni per perseguire il bene comune e superare i nazionalismi, una delle principali manifestazioni del diavolo che vive dentro di noi, operando una sintesi fra tutto il meglio che ciascuna dottrina religiosa - dal cristianesimo al buddismo, ma anche le religioni tribali - concetto nobile espresso dall'autore nella conclusione che purtroppo a tutt'oggi non è ancora moneta corrente (e non lo sarà forse mai dati, ahimè, i connotati utopici di un progetto del genere che necessita di un serio dialogo fra le religioni superando chiusure e dogmatismi teologico-dottrinali).
La vittoria del bene sarà forse un'utopia e Fejto è senza dubbio un vecchio sognatore ma perchè dobbiamo smettere di crederci? se poi a salvarci sarà la musica? la più antica e universale lingua di sempre? Le ultime righe del libro sarebbero da incorniciare Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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