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Bordon Furio - Il canto dell'orco | 1970. Luca Simoni promette un grande avvenire di giornalista. Cronista di nera tiene la città in palmo di mano ed è capace di arrivare sul luogo del reato anche prima della polizia. Però, benché abbia solo ventisette anni, inizia a insinuarglisi dentro una depressione, un disgusto, un mal de vivre che si presenta con la sensazione, ogni volta, di un che di essenziale che gli sfugge. E a questo punto della sua vita che, una notte, incontra un personaggio indecifrabile: Martino Mozzati, noto anche come "il boia di Cavalla". Arruolato in un reparto di SS italiane tra il '43 e il '45, ha sulla coscienza la morte di cinquanta persone durante una repressione antipartigiana e per questo crimine è stato condannato e poi amnistiato. Negli anni successivi ha vissuto nell'ombra, quasi nascondendosi al marchio infamante della sua colpa. Adesso lo si accusa di un nuovo sconvolgente delitto e lui, che ha deciso di darsi alla latitanza, vuole rendere pubblica la sua versione dei fatti e anche la storia della propria vita. A questo scopo ha scelto Luca Simoni. Per il giornalista è un'occasione da non perdere, e non tanto per il vantaggio professionale di un'esclusiva clamorosa, quanto per afferrare, una volta, un lembo di quella verità umana che ormai gli sembra sempre una materia sempre impenetrabile e sfuggente. Comincia cosi il viaggio nella vita carogna di un mastodonte violento, divoratore di energia propria e altrui, un anarchico nero amorale, capace di feroce crudeltà e delicata tenerezza.
Media Voto: 5 / 5anticonemico (24-05-2009) In un 1970 disgiunto dai mondiali del messico le ceneri della guerra conclusa venticinque anni prima non sono ancora sopite. Con grande semplicita' Bordon ci regala un romanzo dalle vette altissime dove la pieta' fa a pugni con il rancore e dove l'onore si scontra con la ragione. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
alexlocatelli alexlocatelli@libero.it (02-11-2008) libro davvero bello e sostanzialmente sottovalutato...ps: il personaggio dell'orco è esistito davvero. fu accusato dell'omicidio della compagna, fu un carnefice fascista, produsse effettivamente deliranti scritti autobiografici... Voto: 5 / 5 |  |  |  |
giuseppe petralia giuseppepetralia@libero.it (10-12-2007) E' un libro da leggere, da non perdere. Appassionante, una scrittura incalzante, un noir dell'anima, un libro che coinvolge e stravolge il lettore. Una storia che mette in discussione, pur senza entrare nel contesto storico dell'epoca, i ruoli di vittime e carnefici, che ribalta molti luoghi comuni. Un libro di introspezione psicologica nel quale l'autore trattegia, in maniera magistrale, i due protagonista:il giornalista e l'orco, ma quest'ultimo é un vero orco? Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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