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Trollope Anthony - La casetta ad Allington | Senza la sferza sociale del grande Dickens e senza gli angolini di moralistica ironia di William Thackeray, Anthony Trollope è il terzo rappresentante letterario dell'età vittoriana. Anzi, a seguire il decano degli anglisti Mario Praz "il più tipico rappresentante del romanzo vittoriano", proprio perché ritrae dal vero, in modo meno vistoso, ma più sottile e aderente, la realtà sociale dell'epoca sua: "ed è sorprendente quanto poco ingiallite siano le sue fotografie". Così i suoi romanzi, molti e pieni di pagine, non hanno mai un lieto fine, ma neppure una fine tragica; non figurano in essi eroi ed eroine, nessuno è troppo cattivo o troppo buono, troppo onesto o troppo capace di intrighi; niente è mai definitivo; il plot dominante di ogni romanzo rischia di cedere al fluire di un numero enorme di sottostorie e sottoplot, personaggi di passaggio si accampano in una vicenda che trascina a lungo il lettore seducendolo quasi contro la volontà dell'autore, come la vita vera; e tutto si muove in un ambiente abbastanza quieto da favorire soprattutto la mediocrità. Ed è per questo amore antiromanzesco della mediocrità che, se i romantici contemporanei non l'apprezzarono, la critica in seguito ha rivalutato la presenza e l'importanza di Trollope, la vivacissima e inconsapevole modernità. Questo romanzo è il quinto dei sei romanzi della serie delle Cronache del Barset, l'immaginaria contea dove si svolge uno dei cicli dello scrittore, ed è quello dedicato alle frustrazioni amorose.
Media Voto: 4.66 / 5nadia (08-02-2012) Ottimo romanzo, con personaggi tratteggiati magistralmente e una scrittura davvero impeccabile. Mi ha un po' deluso il finale, ma ciò non toglie nulla alla statura del testo. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Mirella (14-09-2010) Che dire? Non ho ancora terminato di leggerlo, ma mi piace davvero tanto. Mi piace tuffarmi nella società vittoriana, la cui vita quotidiana, così diversa dalla nostra, mi ha sempre affascinato.Trollope non permette ad alcun personaggio di apparire di poco spessore agli occhi del lettore; ci ispiri più o meno empatia, ogni personaggio ha un carattere sfaccettato, complesso, che può irritarci e nel contempo suscitare la nostra compassione, comprensione, o rassegnazione per i suoi limiti umani che senza grande sforzo possiamo ritrovare anche in noi stessi. Mi è capitato spesso di sorridere divertita, ma anche di seguire lo sviluppo della storia con una certa pena in attesa degli eventi.
Consiglio i libri di Trollope a coloro che, almeno ogni tanto, come me, hanno bisogno di staccarsi da temi più impegnativi che la letteratura offre. La scrittura di Trollope è magistrale e i suoi personaggi vi accompagneranno durante la giornata di lavoro in attesa che riapriate il libro per continuare insieme la storia; e di sera, prima di dormire, Trollope sarà per voi una vera e propria sublime coccola. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
poggio angelo (16-10-2007) Capolavoro. Esistono tutti gli ingredienti per collocarlo tra i migliori romanzi vittoriani.
Come Dickens, Trollope è capace di guidarci tra i personaggi facendoceli amare ed odiare e in tutti i casi ammirare.
Peccato i troppi errori: occorrerebbe per un'altra edizione un'ulteriore correzione delle bozze. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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