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Giménez Bartlett Alicia - Giorni d'amore e inganno |
Quattro donne si ritrovano in un piccolo villaggio in Messico. Hanno seguito i loro mariti, ingegneri e tecnici impegnati nella costruzione di una diga. Paula, scrittrice fallita, Manuela, sessantenne soddisfatta della sua vita borghese, Victoria, docente di chimica e Susan giovane americana da poco sposata. Nell'ambiente chiuso del villaggio straniero esplodono dinamiche che mettono a nudo debolezze e virtù del gruppo. Ambizioni, nevrosi e insoddisfazioni da lungo tempo accumulate entrano in conflitto sconvolgendo l'esistenza di ciascuno. L'analisi della vita quotidiana, condotta con tenacia e con occhio divertito da Alicia Giménez-Bartlett, si fa qui più corrosiva e spietata. L'equilibrio della piccola comunità di residenti diventa via via più precario a contatto con il paesaggio naturale e umano del Messico. Ciascuno, fra solitudine e incontri inattesi, è spinto lungo un cammino che lo trasformerà radicalmente. Un romanzo sulle relazioni umane, sull'amicizia femminile, sul matrimonio. Nota al pubblico italiano per la fortunata serie di gialli dell'ispettrice di polizia Petra Delicado (che diventerà presto una fiction Rai), Alicia Giménez-Bartlett dimostra con questo suo nuovo romanzo di saper indagare anche i moti dell’animo umano.
In queste pagine si dipana la storia di quattro donne, tre spagnole e un’americana, che hanno seguito i propri mariti ingegneri in un piccolo villaggio messicano. Mentre gli uomini passano la loro giornata in cantiere, immersi in una natura incontaminata insieme a operai rassegnati e stanchi, le mogli si ritrovano a vivere in un villaggio di piccole case bianche, appositamente costruito per ospitarle nei tre anni che occorrono alla costruzione della diga. Costrette in un microcosmo fittizio, separato dalla vita circostante da un alto muro di cinta, lontane dalla miseria e dalla disperazione che affligge le popolazioni locali, queste donne conducono un’esistenza scandita dall’attesa dei propri mariti che, nel fine settimana, finalmente ritornano al villaggio.
Per sconfiggere la noia dei giorni, le donne organizzano escursioni, feste, si incontrano nel bar del villaggio, si dedicano a coltivare relazioni finte e provvisorie proprio come la struttura che le accoglie. Ma spesso la natura, soprattutto quella umana, si oppone e si infrange contro le convenzioni che le vengono imposte. Ogni donna del villaggio porta con sé il suo passato e le sue angosce, una serie di desideri repressi e di ideali frustrati che, nel chiuso di un harem con tanti padroni, emergono prepotentemente.
Manuela è la moglie del capo cantiere, una donna di mezza età che conserva il suo fascino da matrona. È lei che si occupa dell’organizzazione delle attività del villaggio, è lei che segue, come una madre premurosa, tutte le piccole e grandi problematiche degli abitanti del villaggio. Niente sfugge al suo sguardo attento, nemmeno i piccoli malumori a cui si rimedia con il contegno e il buonsenso. Victoria ha quarant’anni, il suo matrimonio è solido e la sua vita da docente di chimica scorre tranquilla. Ha lasciato le sue ambizioni lontane mille miglia, nel momento in cui, a vent’anni, ha deciso di mettere al mondo due figli ormai grandi. Il viaggio per il Messico è più un regalo a se stessa che un gesto di compiacenza verso suo marito, è un tentativo di riscoprire il gusto per le cose semplici della vita, quasi un’indagine antropologica alla ricerca di sé. Susy è una ventunenne americana. Sposata da poco, ha seguito suo marito per allontanarsi dai traumi della sua infanzia, ma non è riuscita a lasciare a casa le sue insicurezze. Ogni suo gesto, ogni parola, tradisce una ricerca di continue conferme ed un’enorme fame di affetto.
Infine Paula. Aspirante scrittrice fallita, arriva per ultima nel villaggio, non ha né figli, né amici, né voglia di uscire dal suo stato di isolamento vigile. L’impegno di tradurre dal russo le lettere di Tolstoj è una buona scusa per non essere disturbata dalle altre mogli curiose e annoiate. Paula è un personaggio splendido, perfettamente delineato da una penna sapiente e sensibile. È una donna sconfitta e delusa, che ha smesso di credere nell’unica dote che pensava di avere e che, di conseguenza, ha definitivamente smesso di credere in tutto il resto. Caustica, provocatrice, sempre sopra le righe, nelle poche occasioni in cui si incontra con le altre mogli, non disdegna di dar prova di una loquacità eccessiva e irritante. La bottiglia è il suo lasciapassare per una sincerità cinica e spiazzante, e Susy, la giovane americana, è spesso complice della sua mente contorta e corruttrice.
Paula è una mina pronta a esplodere per far cadere di colpo tutte le false ipocrisie e le convenzioni che ottenebrano gli animi. Basta una scintilla, una passeggiata romantica, per scoperchiare il vaso di Pandora, per infrangere il velo di finzione che ricopre il villaggio.
Alicia Giménez-Bartlett descrive in queste pagine in maniera magistrale le sottili dinamiche psicologiche che guidano le azioni di questi personaggi. Un racconto ricco di accenti e di suggestioni, una scrittura fluida, pacata nelle descrizioni ma anche carica di umorismo e irriverenza nel demolire le false credenze che ammantano la vita dei protagonisti. Quello narrato è un mondo in preda a una rivoluzione, è l’istantanea di una rivolta, un microcosmo ripiegato su se stesso che lentamente si accorge di poter vivere liberamente le proprie emozioni. Un grande esempio di intelligenza per una donna, la Giménez-Bartlett, capace di lanciare dei messaggi profondi attraverso delle storie dense di suggestioni e significati.
Un romanzo da centellinare, un’esperienza da prolungare il più possibile, un libro che, anche grazie alla pregevole veste editoriale, stimolerà le menti vive e quelle capaci di liberarsi dagli inganni.
13 recensioni presenti. Media Voto: 3.30 / 5nicoletta bonfanti (09-07-2009) uno stupendo affresco del mondo dei sentimenti. Mi pare uno dei libri più riusciti di questa autrice, che si muove in questa vicenda assolutamente sopra le righe convenzionali, riproponendo in chiave assolutamente intimistica e originale l'eterno conflitto tra sentimenti e ragione. Un romanzo assolutamente "non rosa" nel quale le sensibilità maschili e femminili hanno - nella loro diversità - una voce altissima, mentre tentano di spiegare l'inspiegabile dell'amore, dell'odio, della ribellione, della voglia di libertà. Voto: 5 / 5 |
gabri (13-12-2008) Libro ben scritto, sembra di vedere i personaggi ed i luoghi descritti con i propri occhi.
Però, brutta trama: per la prima metà sembra di leggere un romanzo rosa, poi si assiste ad un crescendo eccessivo di situazioni che vedono per protagoniste le solite quattro donne, sempre più sopra le righe. Voto: 3 / 5 |
monica (30-11-2008) Ho acquistato questo libro piena di aspettative..però sono rimasta delusa. Insomma preferisco la Giménez che racconta i casi di Pedra Voto: 1 / 5 |
luca (23-09-2008) Libro per signore, ma godibile per tutti, se lo si affronta senza aspettative e pregiudizi. Ad ogni pagina si alternano pensieri e punti di vista di 4 casalinghe disperate più un malcapitato uomo factotum, tutti concentrati sui propri complessi, dubbi e frustrazioni. E su questi la storia gira all'infinito. L'abilità dell'Autrice è quella di accompagnare dolcemente il lettore fino in fondo, senza pretese, senza scosse né colpi di scena. Tanto che alla fine ci si stupisce quasi che ne esca un giudizio più che positivo. Voto: 4 / 5 |
Laura (12-09-2008) Sono perfettamente d'accordo con Angelita, un libro in cui la passione che fa da deflagrazione a tutti gli eventi successivi rimane misteriosa. Possibile che un gioco di sguardi faccia abbandonare marito e figli e cambiare vista da un giorno all'altro? Quello che, però, manca in questo libro è l'ironia, la leggerezza. La Gimenez dei gialli di Petra e Firmin mi piace per la sua analisi psicologica e le sue riflessioni anche cupe sulla vita e sulla natura dell'essere umano che però è sempre accompagnata e mitigata da uno sguardo ironico. Qui invece tutto è pesante, lugubre, da tragedia. E, a mio parere, non è lo stile della Gimenez. Voto: 2 / 5 |
melissa (21-07-2008) concordo pienamente con Nadia3...un libro che mi ha coinvolto profondamente..da non riuscire a staccarmene e allo stesso tempo da non volerlo finire mai.....quasi ogni riga mi ha svelato, chiarito, qualcosa di me e del mio interagire con gli altri... Voto: 5 / 5 |
laura (08-06-2008) non so, mi è piaciuto abbstanza, non mi ha entusiasmata.
Ma la Gimenez Bartlett è una brava scittrice, non un'eccelsa scrittrice....
sono interessanti i caratteri dei personaggi, mi convince meno lo svolgimento della trama, che confina pericolosamente con il romanzo rosa.
Abbastanza interessante, ma se devo leggere la Gimenez bartlett, continuo apreferire la versione 'gialla'. Voto: 3 / 5 |
silvia (26-05-2008) noioso e stereotipato,nulla che non avesse già detto in segreta penelope.peccato, perchè alicia rimane una grande descrittrice dell'animo femminile però stavolta ha corso il rischio di scivolare nel romanzo rosa semplicemente perchè non aveva nuove idee da sviluppare. Voto: 3 / 5 |
Angelita (20-05-2008) Questo libro non mi è piaciuto per niente, ho fatto fatica a finirlo. L'ho trovato veramente pesante e inutile. Non amo stroncare ma veramente 440pagine si reggono sul niente. La storia d'amore che sconvolgerà gli equilibri della piccola comunità non si sa da quali basi nasca e come si svilupperà ( e se lo chiede anche l'interessata...). I personaggi sono al limite della macchietta (Paula l'alcolista e Susy l'americana affamata di attenzioni) e sinceramente la storia va avanti a fatica. Mi sorprende vedere tanti giudizi positivi, probabilmente dipende dalla fama della scrittrice.
Buone letture Angelita Voto: 2 / 5 |
NADIA3 (05-05-2008) Bellissimo!Era da un bel po'che non leggevo un libro che mi ha coinvolto così profondamente tanto da non riuscire a staccarmene e nello stesso tempo da non volerlo finire mai.Lo stile asciutto,la trama intrigante,gli approfondimenti psicologici dei caratteri dei personaggi e la capacità della scrittrice di "vedere" le varie situazioni dal punto di vista sia maschile che femminile fanno di questo libro un vero capolavoro da consigliare a tutti.Così la scrittice ha dimostrato anche che, oltre ai libri con Petra e Fermin,può raccontare storie coinvolgenti e dense di suggestioni senza nessun problema.Ma è proprio vero che ha lasciato Petra? La caustica e disincantata Paula non ha un po'del suo carattere? A me sembra di sì così non ci è mancata.... Aspetto con ansia un prossimo libro! Voto: 5 / 5 |
simona (07-04-2008) Inutile, solo la Alicia di Petra e Fermin e' da leggersi... Voto: 1 / 5 |
Santiago (03-04-2008) Copertina= 4 Trama= 4 Suspence= 4 Personaggi= 5 Ambientazioni= 4 Conclusione= 5. In una parola = profetico ma catastrofico. Libro da regalare a una donna. Voto: 4 / 5 |
Sara (24-02-2008) Stile asciutto, senza fronzoli se non laddove lo richiede il personaggio-protagonista del singolo paragrafo, scritto in terza persona ma con lo stile e con le parole che userebbe il protagonista stesso. E così, le quattro donne – le ‘mogli’ – del villaggio prendono corpo, si mostrano al lettore come sono, leggiamo nella loro testa, interpretiamo le loro azioni secondo il loro punto di vista. Accade anche con gli uomini ma molto meno, solo laddove sono funzionali alla comprensione delle vicende e dei comportamenti delle donne. Eccetto Darìo, forse un po’ piu’ descritto perche’ vissuto come entita’ a sé più che come un marito. E così abbiamo Paula,la ‘pazza alcolizzata’; Manuela, l’efficiente 60enne-moglie-madre-perfetta; Susy la giovane americana un po’ infantile che incarna perfettamente lo stereotipo dell’America; e Victoria, quella più sottotono, più anonima, che però taglierà i ponti con la sua vita senza che nessuno se l’aspetti. E così aprirà il vaso di Pandora: tutti gli equilibri salteranno, ognuna delle mogli avrà un’evoluzione, o solo espliciterà ciò che in sé inconsciamente già viveva. Eccetto Paula. Lei resterà la beffarda di sempre, che odia la vita, gli stereotipi, quella che vuole scandalizzare, frustrata per la sua carenza di genialià letteraria. Che soffra o no davvero, quando Santiago la lascia, non ci è dato sapere. E' l’unica che in fondo rimane più uguale, poco comprensibile al lettore e a se stessa. Strano il rapporto tra lei e Susy: strana l’ingenuità dell’americana, pur nella consapevolezza di essere usata, la sua ostinazione nel voler ‘essere amica’ di Paula. E poi gli uomini, con le loro convinzioni e debolezze che pure ragionano e si interrogano sulla vita e sulle vicende. Uomini che, insomma, evolvono anche loro. Geniale come sempre l'autrice nel comprendere e descrivere la mente, le relazioni e le dinamiche sociali. Libro da leggere assolutamente Voto: 5 / 5 |
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