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Sjöwall Maj; Wahlöö Per - L' autopompa fantasma | Stoccolma, 1968. Alla periferia della città, in una vecchia casa in legno a due piani, scoppia un incendio devastante. Il poliziotto Gunvald Larsson, il più antipatico della squadra guidata dal commissario Martin Beck, riesce a salvare eroicamente alcune vite ma non può evitare la morte di quattro persone. Il poliziotto non si trova lì per caso: è lì da ore, a sorvegliare le mosse di un piccolo criminale che abita proprio nell'edificio e che è una delle vittime. Tutti gli indizi, soprattutto i rubinetti del gas aperti, lasciano pensare che l'incendio sia scoppiato in seguito a un gesto disperato dell'uomo. Ma un piccolissimo dispositivo ad orologeria trovato dalla scientifica quando il caso sta ormai per essere archiviato, dimostra che l'incendio è doloso e che il criminale è stato assassinato. Le indagini appurano che appena scoppiato l'incendio qualcuno ha avvertito i vigili del fuoco, ma l'autopompa non è mai arrivata sul posto. Perché?
8 recensioni presenti. Media Voto: 3.5 / 5fabio j. (12-11-2010) Altro romanzo ottimamente costruito dalla premiata coppia svedese. Da leggere. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ricci (18-01-2010) All'altezza del precedente "Il poliziotto che ride", ossia al top della serie; mi sembra che procedendo con le storie, gli Autori si mostrino sempre più familiari con i personaggi principali che hanno creato e dunque lascino vieppiù in secondo piano le loro caratterizzazioni e le vicende personali; al contrario, col tempo si sforzano di più nella complicazione del plot....Il voto potrebbe essere un "quasi cinque" Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giancarlo (12-11-2009) Finora (il quinto che leggo, rigorosamente in ordine) il meno avvincente della serie. Inizia bene ma tende a perdersi in una trama un po' troppo lenta, senza colpi di scena e con un finale un po' improvvisato. Resta indubbiamente il pregio di voler descrivere, come sempre, una Centrale di Polizia vera, umana, senza eroi incredibili, fatta di uomini che agiscono razionalmente e commettono anche errori. Forse un po' eccessiva, stavolta, la vena polemica degli autori sulla società svedese del periodo. GR Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Roberta (21-10-2009) La caratteristica dei racconti di questi autori e'che la narrazione procede lenta e tranquilla senza i ritmi ansiosi a cui ci hanno abituato gli scrittori di oggi. In questa indagine si scava negli aspetti umani dei sospettati e lo stesso Martin Beck, che nei precedenti racconti, si trova ad indagare con il solo aiuto del
collega Kollberg, ora fa parte di un'intera squadra di investigatori dove alla fine per un caso fortuito possono porre la parola fine all'indagine. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
nini11 (17-09-2009) Gradevole ( ma non sempre scorrevole )lo stile, anche se forse si nota troppo il fatto che a scrivere siano state due persone: c'è un che di farraginoso. Troppi i personaggi, e la trama non è strabiliante. Resta comunque interessante lo spaccato di vita svedese anni sessanta, e neppure tanto datato. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
lhl (15-10-2008) sa un poco di acquoso: troppi personaggi ed una trama spesso tirata per i capelli; buoni alcuni spunti ed alcune idee; gradevole lo stile; affrettata la conclusione dopo che, per alcuni lunghi tratti, arrivava quasi a stancarmi, tanto era poco evolutivo. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Massimo F. (29-08-2008) Altra buona performance della coppia scandinava. Questa volta alle prese con un caso articolato che permette loro di offrire un affresco corale con particolari accenti sulla caratterizzazione dei diversi detective impegnati nell’inchiesta. Il solito sguardo intelligentemente critico sulla società dell’epoca. Godibile e rilassante. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
Simone admsimat@gmail.com (06-05-2008) Un romanzo poliziesco interessante soprattutto per le descrizioni della societa' svedese. La trama investigativa e' piuttosto debole, alla fine si scopre un intrigo che esce come un coniglio dal cappello. Molto diverso dai cliche' degli investigatori americani, i poliziotti svedesi indagano con lentezza, sbagliando direzione, prendendosi le ferie estive. Insomma, non sono eroi ma uomini che lavorano. Piuttosto notevoli certi spunti, come le descrizioni dei ricercati che ricordano un mercato del bestiame (denti sani, capelli in ordine, pelle regolare) o gli stili di vita inconsueti per noi italiani. C'e' un poliziotto che vive con la moglie solo dal sabato al lunedi', una quantita' di adolescenti che si prostituiscono, gente che beve e fuma droghe. A volte l'eta' del romanzo si fa sentire. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
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