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Morand Paul - L' arte di morire | "I grandi monarchi si irritavano quando si "deteriorava" il loro materiale umano. Luigi XIV confiscava i beni dei colpevoli di suicidio e Napoleone lanciò un ordine del giorno nel quale si proclamava che ogni soldato che si uccide è un soldato che diserta. Ma l'ondata romantica dilagò in Europa e fece predominare l'individualismo: ogni uomo fu riconosciuto artefice del proprio destino, compresa la morte. Il suicidio sfuggì ad ogni legge penale e si espanse: divenne banale, facile, viziato di democrazia, ed entrò in letteratura". Flaubert, Dostoevskij, Wilde, D'Annunzio, Malraux, e altri gli scrittori che nelle loro opere si sono misurati con il tema del suicidio. Morand cerca di comprendere le ragioni di questa "pratica" nella letteratura, i motivi di questa "voluttà della malinconia" e le trasformazioni dei suicidi letterali attraverso i secoli. Se il romanticismo aveva abbellito il suicidio con l'amore o con la speranza di una vita nuova in regioni sconosciute, la disperazione moderna è divenuta "malinconia sterile che fa dei candidati al suicidio gli eredi di Chateaubriand e di Byron, ma senza le soddisfazioni liriche che salvarono questi grandi sacerdoti della letteratura e impedirono loro di passare all'azione". Questo volume contiene due piccoli trattati: "Il suicidio in letteratura" e "L'arte di morire". Morand considera come nel mondo moderno, presi dalla follia del vivere rapidamente, non ci sia posto per il tema della morte.
Media Voto: 4 / 5gianluca guidomei sidner@libero.it (04-12-2008) Henri Heine, importunato sul suo letto di morte da un prete che gli ripeteva che Dio l' avrebbe perdonato:"Perchè no, disse, è il suo mestiere!"
Un florilegio di spiriti ironici e disincantati di fronte al trapasso..."che non si fanno illusioni sull' importanza cosmica della loro morte o sui rimpianti eterni ch' essa susciterà; non importa loro declamare frasi memorabili. Sanno che, nel momento supremo, l' uomo è sempre solo ed hanno il gesto cortese del moribondo che dà mentalmente congedo all' assistenza per andare incontro al destino. La vera cultura raggiunge qui la natura, di cui è l' espressione sublimata, ed il grande spirito del XVIII secolo ritrova, per morire, la solitaria dignità dell' animale."
Citazioni d' obbligo per Seneca (" Quanto si è infelici quando non si sa morire "); l' Imperatore Vespasiano (" Sembra che molto presto sarò Dio "); Oscar Wilde, al cui capezzale si voleva chiamare un grande medico, dirà:" Non desidero morire al di sopra delle mie possibilità." Voto: 4 / 5 |  |  |  |
philo (05-05-2008) Libro di veloce lettura. Ironico e divertente, altre volte serio e profondo.
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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