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Savatteri Gaetano - Uno per tutti | Giorgio Cannistraro riceve una lettera da un amico di un tempo lontano che gli chiede un incontro urgente. Sono cresciuti insieme, nell'ultima coda del Miracolo economico, in un paese dormitorio della Grande Milano, scegliendo insieme il manipolo dei compagni. Le imprese di questi "ragazzi della via Pal", ognuno col suo nome di battaglia: Gil, Giò, Vinz, Bertuccio, Pendolino, ognuno prima generazione milanese di famiglie venute dal Sud, scorrono nei ricordi fino all'epilogo sinistro e segreto che chiuse per sempre l'infanzia. Nel presente, gli amici ritrovati, ormai adulti, ricompongono il vecchio sodalizio per un'ultima notte scatenata, disperata e soprattutto ingannevole. Ma all'alba, Gil svela il mistero di un incontro imperfetto, nel quale ciascuno deve scegliere la propria risposta. "Non ci sono battaglie vinte o perse, ma solo battaglie inutili".
7 recensioni presenti. Media Voto: 2.42 / 5Mimì (19-01-2009) A me sembra che "peschi" moltissimo in diversi romanzi sull'adolescenza degli ultimi anni. E non solo. Ma diceva Confucio che copiare è un'arte. Il problema di questo libro è che l'autore non possiede quell'arte. Bocciato! Voto: 1 / 5 |  |  |  |
ami (30-11-2008) Non mi è piaciuto, Savatteri ha una scrittura ordinata, tipica di un buon giornalista, ma non c'è nulla che realmente emozioni. Mi spiace. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
Benedetta benedetta.colella@tiscali.it (07-11-2008) No, non mi ha convinto. La scrittura è lieve, fin troppo paratattica, come lieve è il pensiero: il protagonista, poco riuscito per una sorta di mutilo autobiografismo, continua a sembrare superficiale anche quando vorrebbe apparire profondo e i suoi amici sono troppo anonimi e banalizzano una vicenda che avrebbe i requisiti per una maggiore incisività. Brilla nel buio di una narrazione atona qualche levigata ingenuità dell'io narrante bambino Voto: 2 / 5 |  |  |  |
angelo gallo carrabba (05-11-2008) E' un libro che piacerà ai ragazzi del '64, a quelli che ricordano che Geloso non era solo un aggettivo ma anche una marca di elettrodomestici, che hanno conosciuto il sapore dolcesalato di un'emigrazione che era anche occasione di avanzamento sociale, e qualche volta di faticosa redenzione; che piacerà a chi ha maggiore dimestichezza con le cuccette dei treni che non con le cabine delle navi da crociera, a chi ha guidato più utilitarie di terza mano che velocissime auto sportive, ed a chi ha sporcato i suoi sogni d'infanzia nella povere dei giochi di strada. Il libro di Savatteri parla alla memoria ed ai valori di una generazione cresciuta nell'umiltà e nella modestia, nella riconoscenza per i sacrifici dei genitori, nella fiducia nella funzione emancipatrice della scuola. Un romanzo bellissimo, diseguale e non privo di pecche, ma il cui finale incerto non appanna lo straordinario patrimonio di suggestioni, emozioni e sapori delle più belle prime 50 pagine che la narrativa italiana ci abbia saputo offrire da molti anni a questa parte. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
FABIO (01-11-2008) Deludente. Il libro che echeggia fortemente altre letture non decolla. Una prova non riuscita. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
FABIO (01-11-2008) Deludente. Il libro che echeggia fortemente altre letture non decolla. Una prova non riuscita. Voto: 2 / 5 |  |  |  |
giono (15-10-2008) Romanzo di formazione, davvero interesante, divertente efficace. L'ho già regalato ad un amico Voto: 5 / 5 |  |  |  |
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