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Sjöwall Maj; Wahlöö Per - L' uomo che andò in fumo | Martin Beck, il commissario della polizia di Stoccolma, è chiamato a indagare sulla scomparsa di un uomo. Alf Matsson è sparito senza lasciare tracce. È, o era, un giornalista di successo: brutto personaggio, alcolista e attaccabrighe, nessuno rimpiangerebbe la sua presenza o si meraviglierebbe che stesse smaltendo la sbornia in qualche tana. Ma il direttore del giornale dove lavora minaccia un caso internazionale perché l'ultima volta è stato localizzato a Budapest, oltrecortina, ed è lì che Matsson sembra essere svanito. Perciò Beck è convocato in via riservata proprio mentre è in procinto di partire per le vacanze estive, per raggiungere moglie e figli. Il commissario, che rifiuta per metodo ogni ipotesi preconcetta e ogni partito preso, segue due piste diverse e successive, serpeggianti dentro il sottomondo frequentato dal giornalista (un gruppo di colleghi compagni di bevute e fracassoni, e un terzetto equivoco di trafficanti), prima a Budapest e poi di ritorno in Svezia. Si lascia prendere dalla solita routine del suo metodico lavoro di squadra, con un poliziotto ungherese, Vilmos Szluka, con cui scatta una silenziosa simpatia, e con il collega e amico fraterno Kollberg, intelligente ipercritico e lamentoso. Alla fine è la cura dei dettagli, il passare e ripassare i particolari, a farlo inciampare nell'indizio che smentisce tutti gli altri e guida a una soluzione, sul caso dell'uomo in fumo, come sempre, tutt'altro che romantica o clamorosa.
11 recensioni presenti. Media Voto: 3.90 / 5fabio.j (12-11-2010) Ennesima buona prova di Sjowall e Wahloo. Bravi! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
pasquale (17-03-2010) Libro molto avvincente e ben scritto. Non sembra proprio un libro di quasi cinquanta anni fa. Voto 5- Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Zeno (08-01-2010) Un bel giallo oltrecortina che cambia un po' gli stereotipi del genere, anche se è stato scritto negli anni sessanta non risente della età. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Giancarlo (30-09-2009) Finora il più bello della serie fra quelli che ho letto (i primi tre in ordine cronologico). Bella la vicenda raccontata ed il rapporto con il collega ungherese Szluka. Meravigliosa l'ambientazione con Beck che muove i suoi passi in una Budapest di metà anni sessanta. GR Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Maurizio Ricci (27-09-2009) Anche questo, come "Il poliziotto che ride", mi è parso un ottimo libro; una indagine non facile, per il nostro Beck: al contrario di quel che normalmente succede nei polizieschi classici, ove si parte dal delitto per risalire a cause, modalità e responsabile dei fatti, qui l'investigatore deve immaginare, supporre.....In questo vedo un riferimento, oltre che alle magistrali storie di Durrenmatt, anche al Rex Stout de "La traccia del serpente".
Sul fatto che l'Editore non pubblichi i libri nell'ordine con il quale sono stati scritti mi pare francamente una questione men che marginale: è sufficiente andare su internet e digitare il nome degli Autori per vedere la cronologia delle loro opere e poterle leggere, se del caso, in ordine; tanto più che, essendo quella di Martin Beck una serie terminata, non c'è da aspettarsi inserimenti cronologicamente retroattivi tra gli episodi (come è successo ad esempio per S.S.Van Dine con "Il caso Gracie Allen") Voto: 4 / 5 |  |  |  |
Standbyme Standbyme@ticino.com (14-06-2009) Classicissimo giallo dove, e non può essere altrimenti visto gli anni in cui è ambientato, l’indagine viene svolta e il mistero dipanato solo grazie alla logica e alle deduzioni dell’ investigatore. Si legge bene, anche se in certi momenti un po’ fermo sui passi. È privo di suspense ma il lettore è stimolato, dai vari indizi che si scoprono man mano che si girano le pagine, a cercare di scoprire il colpevole. Gli autori forse possono essere considerati i genitori di tutti gli innumerevoli scrittori svedesi e scandinavi in genere che da alcuni anni sono presenti nelle nostre librerie, autori che, almeno in due casi, sono di gran lunga superiori alla coppia Sjöwall e Wahlöö. Chi? Semplicemente Henning Mankell e Stieg Larsson. Anche se è stata una lettura piacevole non credo che acquisterò più romanzi di Sjöwall e Wahlöö ed uno dei motivi e molto ben spiegato da Irene che ha aperto la serie di commenti. Voto: 3 / 5 |  |  |  |
TG (09-06-2009) Dò un buon voto anche a questo libro!
Per ora ne ho letti solo tre con questo e lo reputo un pochino inferiore rispetto agli altri due.
Sarà forse per le troppe descrizioni di Budapest?
Per il resto il libro si legge molto bene ed è tutto sommato una buona storia! Voto: 4 / 5 |  |  |  |
marchioni gainfranco (21-04-2009) Che delusione! Sembra un libro sponsorizzato da un ente turistico. Nulla a che vedere con gli altri libri degli autori. Solo per chi li vuole tutti! Sono arrivato alla fine (è comunque un libro scorrevole) e mi sono chiesto " e allora?". Il peggiore della lunga e piacevole serie dei 7 libri publicati da Sellerio, a cui comunque va la mia gratitudine. Voto: 1 / 5 |  |  |  |
augusto (25-03-2009) Non so che libro abbia letto rexlex visto che buona parte del plot è incentrato su questioni relativi a visti, permessi di uscita dall'Ungheria ecc. inoltre è noto che gli autori hanno scritto il libro dopo un lungo soggiorno a Budapest, quindi sapevano di che parlavano. In complesso è inferiore agli altri che ho letto, un po' troppo leggero, manca della consueta critica sociale che è il marchio di fabbrica della coppia. Voto: 4 / 5 |  |  |  |
REXLEX (11-03-2009) Quindi negli anni 60 in un paese oltrecortina si poteva andare e tornare quando si voleva ? la vita a Budapest era amena ed a buon livello ? la polizia discreta e collaborativa con l'ispettore straniero ? hum...sinceramente mi son chiesto leggendo il libro se la coppia di scrittori sapeva di cosa stesse parlando. Comunque il libro è valido , l'intreccio buono. Come al solito per buona parte del libro , di questo come degli altri , sembra che la vicenda sia ad un punto morto poi con una brusca accelerata tutto si chiarisce ma mantenendo un buon livello di credibilità ed un'unità di azione.
Il personaggio di Martin Beck è ben tratteggiato psicologicamente e ha un suo fascino al di la della trama che di volta in volta questa serie propone. Nell'ambito dei noir sicuramente consigliato. Voto: 5 / 5 |  |  |  |
Irene (27-02-2009) A mio parere uno dei più belli di questi autori, che sto leggendo per la prima volta nella collana di Sellerio.
Un poliziesco di indagine, con una trama ben costruita, un'ambientazione originale (Budapest negli anni 60) e uno sguardo in profondità sulla vita dei personaggi. I 40 anni o giù di lì si vedono tutti, ma hanno il loro fascino e la denuncia sociale, più forte in altri libri, qui è più sfumata.
Certo non capisco perché Sellerio stia pubblicando i 10 volumi della serie senza seguire l'ordine originale, il risultato è una gran confusione per il lettore: Beck prima sposato, poi separato, poi in conflitto con la moglie poi di nuovo sposato, il suo collega nel secondo volume pubblicato in Italia ha già deciso di lasciare la polizia... poi è di nuovo un poliziotto... Uffa.
Un messaggio per l'editore: se gli autori li hanno pubblicati in quell'ordine forse c'è un motivo, perché pensate che i lettori italiani non possano capirlo??
Voto: 4 / 5 |  |  |  |
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