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Camilleri Andrea - La danza del gabbiano |
Prima di morire i gabbiani agitano freneticamente le ali in una sorta di danza macabra. Montalbano si lascia incantare dal gabbiano morente dalla finestra della sua casa di Marinella, ma fa presto a dimenticarlo. Sta infatti per andare in vacanza con Livia che è già giunta a Vigàta. Solo un salto al commissariato per lasciare tutto in ordine e poi finalmente partire. Giunto in ufficio Montalbano chiama i suoi a raccolta. Manca solo Fazio, il più fedele e puntuale dei suoi uomini. Non è tornato a casa, il cellulare è muto; il timore diventa allarme. Il commissario ripercorre le più recenti tracce di Fazio: è stato visto per l'ultima volta al molo, aveva appuntamento con un vecchio compagno di scuola, un ex ballerino finito nei pasticci. Qualcuno poi l'ha notato in campagna, in una zona disseminata di pozzi artesiani, forse un cimitero di mafia. E in effetti un primo cadavere affiora. Sono sempre turbate, le notti di Salvo Montalbano. Continua a svegliarsi di soprassalto e a rigirarsi nel letto, a ricordare sogni e presagi. Anche il nuovo romanzo di Andrea Camilleri, il quindicesimo della serie dedicata al commissario di Vigàta, si apre con una visione onirica. Sogno a occhi aperti, o incubo, comunque un’immagine che porta sventura: il ballo di un gabbiano agonizzante. Il terrazzino di Montalbano ormai lo conosciamo mattonella per mattonella, con o senza la trasposizione cinematografica. Nella luce intensa di un’alba primaverile, dai colori freschi come un quadro appena dipinto, Montalbano stenta a credere che un uccello possa davvero morire in questo modo: contorcendo il collo in una smorfia innaturale, battendo le ali e ruotando su se stesso, emettendo urli rauchi, grida strascicate. A volte basta poco per rovinare una giornata perfetta, come la sensazione nitida che la morte è proprio lì, fuori dal nostro terrazzo, anche se non sappiamo vederla.
È così che si fanno più acuti i sensi di Montalbano, tanto da riuscire a decifrare quello che Catarella tenta di riferirgli con i suoi bisticci di parole, tanto da allarmarsi quando si rende conto che la situazione stavolta è davvero grave, perché il suo amico Fazio è finito nei guai. Alla notizia della sparizione del suo collaboratore più valido, il commissario parte alla ricerca di una traccia e finisce per dimenticare che Lidia lo sta aspettando a casa per pranzo. Fazio lo hanno visto per l’ultima volta al molo, a sua moglie aveva detto che aveva un impegno di lavoro, ma in realtà era stato un uomo misterioso a dargli appuntamento. Un tale Manzella, a detta di Catarella, aveva provato a mettersi in contatto con lui per tutta la settimana, forse lo aveva trovato, forse no. Forse aveva denunciato il “contrabbando” di cui era venuto a conoscenza, o forse voleva solo coinvolgerlo in una storia ancora più complicata.
Un rompicapo insomma, che mette a dura prova la mente sempre più brillante del commissario. La stanchezza che aveva dimostrato ne L’età del dubbio lascia il posto in queste pagine a una consapevolezza più lucida e matura. Qui il “primo Salvo” conversa con il “secondo Salvo”, il suo alter ego impulsivo e sentimentale, per risolvere un caso in cui bisogna essere vigili, cogliere ogni particolare, perfino ignorare le profferte di una donna bellissima e pericolosa.
L’indagine è un giallo dal sapore classico; la prosa è un flusso incontrollato di immagini tratte dalla saggezza popolare, lo spirito torna fresco e brillante, proprio come quando Salvo Montalbano, ancora sconosciuto, ha esordito sui nostri scaffali.
Ascolta la lettura delle prime pagine del libro su RadioAlt.
Recensioni 1 - 20 di 53 recensioni presenti. Media Voto: 4.37 / 5giorgio g (19-11-2009) Forse sarò un appassionato dei libri di Camilleri, ma ogni volta che ne leggo uno, e in particolare quando il protagonista è il Commissario Montalbano, provo due sentimenti contrastanti: il volerlo leggere tutto d’un fiato e bearmi del suo linguaggio, dei suoi intrecci, dei suoi personaggi e per contrasto il dispiacere di avvicinarmi alla fine che mi induce a centellinarlo, a postergarne il più possibile l’epilogo. Premesso questo, ritengo che “La danza del gabbiano” sia una delle migliori avventure del commissario. Camilleri e Montalbano sono come il vino: più invecchiano e più diventano buoni! Voto: 5 / 5 |
Raffaele (16-10-2009) l'ho letto troppo presto. non sono d'accordo con qualche lettore che sostiene che i libri di Camilleri sono economici. Sono troppo piccoli e quindi si leggono velocemente. Comunque bello. A volte ho riso per un pò e ho riletto la battuta. Voto: 4 / 5 |
Claudia (23-09-2009) Secondo me il più bello su Montalbano. Voto: 5 / 5 |
Zeno (18-09-2009) Il pessimismo di Montalbano è ormai quello realista, colui che sa che niente cambierà mai in Italia. Montalbano è ormai stanco, eppure non si vuole ancora arrendere. Alla fine vince ma sa di essere un perdente. Voto: 5 / 5 |
Alessandra (17-09-2009) Questa malinconia di Montalbano che pervade gli ultimi libri è l'elemento più affascinante. Si ride, come sempre, con Catarella e le strane situazioni che si verificano, ma si pensa (e molto) e Montalbano resta il poliziotto più umano mai descritto in un libro Voto: 5 / 5 |
Simona (11-09-2009) Camilleri e' sempre Camilleri. Impossibile perderne uno di Montalbano. Ultimamente pero' mi sembra abbia perso un po' di smalto, sebbene i dialoghi siano sempre sensazionali. Piacevole, come sempre. Voto: 3 / 5 |
Andrea viddicu@hotmail.com (10-09-2009) Non sono un amante di Camilleri, il dialetto sicialian lo trovo un pò difficile e quindi ne ho letti pochi della serie di Montalbano. Ma questo mi è piaciuto molto, ho trovato un Montalbano più moderno e la storia (seppure semplice) è ben organizzata. Consigliato!
Voto: 4 / 5 |
giovanni (06-09-2009) Parlando in biblioteca di questo libro la bibliotecaria mia detto:" Non credo proprio che sia lui a scrivere a quella età", be certo che Cammilleri alla sua veneranda età a una capacita di sfornare libri impressionante, e un pò increduli siè, ma io credo che lui risponderebbe come Charles Monroe Schulz, quando gli domandarono se fosse lui il disegnatore di tutte le strisce di Linus: " io ho 2 hobby il golf e disegnare le strisce, e non manderei mai nessuno a giocare a golf a posto mio. Voto: 5 / 5 |
Lorenzo Bolzi lbolzi@yahoo.it (06-09-2009) Io trovo che questo libro, pur essendo gradevole ed avendo una storia accattivante, sia molto meno bello di molti dei precedenti, e che Camilleri stia perdendo un po' il senso della misura sotto molti aspetti. Nell'uso del dialetto, innanzi tutto. Non c'è più quella "commistione" tra lingua e dialetto che è stata uno degli elementi vincenti di Camilleri, ma adesso è solo dialetto, qualche volta difficilmente comprensibile. Ed inoltre quella che era una caratterizzazione dei personaggi mi pare esasperata, tanto da renderli, in qualche momento, quasi delle macchiette.
Per questo il mio voto è piuttosto basso, stavolta Voto: 2 / 5 |
Pino Chisari (06-09-2009) Camilleri è sempre lui: farse un po' ripetitivo (ma dopo tanti libri si può evitare di ripetersi?) e magari un po' scontato. Ma sempre un leggere piacevole, molto piacevole. Voto: 4 / 5 |
diablo (04-09-2009) forse l'episodio più debole della serie montalbano. non decolla mai veramente, pur restando godibile, non avvince davvero..nulla di male, capita a tutti gli scrittori di non fare sempre centro Voto: 3 / 5 |
teresa teresachiarella@yahoo.it (02-09-2009) Come sempre, le storie di Montalbano ci fanno sorridere o ridere di gusto e al tempo stesso riescono a ad emozionare. L'eccezionale carica di umanità ci rende sempre caro il personaggio Montalbano, uomo d'azione, estimatore della buona tavola che deve districarsi a risolvere un nuovo caso in cui è implicato il suo collaboratore Fazio. Questo romanzo è senz’altro bello e sono presenti tutti gli ingredienti tipici del noir alla Camilleri.
Voto: 3 / 5 |
renntiger (28-07-2009) Sicuramente migliore del precedente, qui torna il Montalbano “classico” che preferisce l’intelligenza all’azione alla James Bond. Basta, però, con la tiritera di Lattes e della famiglia di Montalbano, ormai troppo ripetitiva, come le “entrate” di Catarella.. Mi è piaciuta invece la chiosa sul Montalbano televisivo. Voto: 4 / 5 |
Patrizia (25-07-2009) Apprezzo che, quando si edita un libro di Camilleri, ci si ricordi delle tasche dei lettori e si rispetti il diritto alla cultura, perchè anche di questo è ora di parlare. E poi il formato è comodissimo. Detto questo, signor Camilleri, ma perchè Montalbano tratta in modo così fetente Augello sempre sempre sempre? E non solo lui. I punti fissi favoriscono l'entrata del lettore nell'ambiente narrato, ma a un certo momento c'è qualcosa che ormai è dato per scontato e toglie anzichè dare. Voto: 4 / 5 |
fabio j. (21-07-2009) Un buon romanzo, ma mi era piaciuto di più il precedente: L'ETA' DEL DUBBIO. In ogni caso leggere i romanzi di Camilleri è sempre un piacere. Voto: 4 / 5 |
slobodan tolstoi@virgilio.it (20-07-2009) Mi spiace dirlo ma e' scarso. Secondo me il meno bello dei Montalbano pubblicati da Sellerio. L'ho letto comunque in due serate, perche' Salvo e' un vecchio amico che, come me, comincia a sentire il peso degli anni. Ma, forse, anche Camilleri sta pensando alla pensione per la sua creatura più famosa? Voto: 3 / 5 |
Filippo Manzella (20-07-2009) Copertina= 5 Trama= 4 Suspence = 3 Personaggi = 5 Ambientazioni = 5 Conclusione = 5. Dialoghi = 5 Principale difetto: un po' ripetitivo. In una parola= illuminante. Ultimo libro letto: Hyperversum 3. Voto: 5 / 5 |
wehrkelt relvo@hotmail.it (17-07-2009) E' come incontrare i soliti, vecchi amici. Ciascuno sa cosa dirà l'altro. Le solite battute, i soliti scherzi, i soliti discorsi. Ma è ugualmente piacevole.
La trama è più curata di quella dei romanzi precedenti, senza arrivare all'altezza dei primi lavori. Si può perdonare a Camilleri anche un certo narcisismo nelle autocitazioni. Lunga vita, Commissario... Voto: 3 / 5 |
TG (17-07-2009) Letto in due serate prima di coricarmi!
Avevo dato un buonissimo giudizio al romanzo precendente ma devo dire che questo lo supera di netto!Forse il finale un po' veloce!
Complimenti ancora al sommo Camilleri! Voto: 5 / 5 |
ALICE (16-07-2009) Grande scrittura e grande scrittore Camilleri che, con prove come questa, ormai davvero può permetteredi autocitarsi! Grande, grandissimo: posso dare dieci? Cinque mi sembra davvero poco rappresentativo! Voto: 5 / 5 |
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